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La casa: diritto per tutti. Una proposta per concorrere a realizzarlo. Indirizzi da attuare

I sottoscritti consiglieri, fatta salva l'acquisizione di tutti i pareri di legge, propongono l'inserimento dell'allegata delibera all'O.d.G. del Consiglio Comunale.

Marco Ablondi Lodovico Cutaia

IL CONSIGLIO COMUNALE

- PREMESSO che il problema della casa risulta di incontestata attualità;

- RITENUTO che il problema della casa riguardi quantomeno le seguenti situazioni:
situazioni di emergenza sociale, nel senso di persone e/o famiglie prive o di reddito adeguato o di affidabilità per i proprietari di case;
persone e/o famiglie prive di reddito continuativo;
persone e/o famiglie prive di reddito adeguato;
immigrati da altre regioni italiane per ragioni di lavoro, ma in difficoltà a reperire un'adeguata abitazione per l'insufficienza del reddito rispetto alle quotazioni del mercato immobiliare tanto locatizio quanto di proprietà;
immigrati da altri stati europei o extracomunitari privi delle condizioni giuridiche e/o economiche per accedere alla abitazione;
giovani che aspirano a vita individuale o in coppia e che, pur dotati di reddito, per la entità dello stesso o per la sua precarietà, non si trovano nelle condizioni per sostenere il costo della locazione o dell'acquisto in proprietà;
genitori che, per il crescere del nucleo familiare, hanno bisogno di abitazione più ampia alla quale non possono accedere per i limiti dei loro redditi;
Studenti universitari fuori sede;

- SOTTOLINEATO che l'elenco che precede, certamente non esaustivo, evidenzia che il problema dell'accesso alla casa non può ritenersi puramente una questione sociale in senso lato, ma è anche questione la cui soluzione è nell'interesse del sistema socio-economico essendo palese che, una sistemazione abitativa adeguata e non eccessivamente penalizzante sul piano della capacità economico-finanziaria, è condizione essenziale perché chi lavora si senta tranquillo e motivato nello svolgimento dell'attività lavorativa;
sottolineato, altresì, che la tranquillità e l'adeguatezza dell'abitazione sono condizioni funzionali allo svolgimento, moralmente il più adeguato, tanto della vita del nucleo familiare quanto dei singoli, con riflessi anche sul comportamento sociale delle persone;
considerato che le osservazioni prima svolte evidenziano altresì i riflessi positivi che la soluzione del problema della casa ha sul sistema economico e sulla convivenza civile;
evidenziato, peraltro e per certo verso pregiudizialmente, che un'abitazione adeguata costituisce, nella società di oggi, un bisogno essenziale, la cui soddisfazione non è una mera esigenza individuale, ma è indice anche del livello di civiltà e di democrazia di una società;
ritenuto che, sotto questo profilo, la Costituzione italiana contenga più norme che supportano e danno dignità costituzionale alle considerazioni prima svolte: art. 2, art. 3, art. 29, art. 30, art. 31, art. 35, art. 36, art. 38, art. 40 e art. 47 Cost.;

- RITENUTO che la soluzione del problema della casa non possa essere affidata solo alla specifica legislazione vigente e alle specifiche competenze amministrative attribuite dalla legislazione vigente;
ritenuto, altresì e ulteriormente, che la soluzione del problema della casa possa essere trovata esclusivamente nello spirito del principio della sussidiarietà orizzontale, attraverso un coinvolgimento della società civile nelle sue più diverse espressioni;
considerato, a tal riguardo, che: la partecipazione degli enti territoriali è dovuta per legge ed è indispensabile; la partecipazione degli imprenditori, quali datori di lavoro, è giustificata dalle ragioni suesposte, tra le quali va ricordata quella della difficoltà di giovani italiani a trasferirsi nel nostro territorio per svolgere un'attività lavorativa a causa dell'alto costo degli alloggi; la partecipazione degli imprenditori edili appare più che auspicabile, perché , nel disegno complessivo di un programma per la casa, può crearsi un contesto proficuo per un equo bilanciamento tra le esigenze che si intendono soddisfare e l'interesse dell'impresa; la partecipazione delle associazioni di proprietari di abitazioni è ugualmente auspicabile, in quanto può risultare possibile la costruzione di un patto che garantendo i diritti dei proprietari permetta comunque l'accesso alla casa delle persone suindicate, anche mediante il miglior utilizzo del rilevante numero di appartamenti liberi; peraltro il coinvolgimento dei proprietari di alloggi avrebbe l'ulteriore positivo effetto di utilizzare il patrimonio immobiliare sfitto rendendo lo stesso fonte di reddito per la proprietà e ciò, sempre in un contesto di garanzia; la partecipazione delle associazioni di categoria dei lavoratori e degli imprenditori appare più che auspicabile per la stessa loro funzione;la partecipazione del sistema bancario e finanziario sembra più che auspicabile perché si possano adeguatamente studiare le forme di finanziamento direttamente fruibili dal pubblico o che, tramite la garanzia del pubblico nelle forme da studiare, possano divenire accessibili per gli aspiranti alla casa; la partecipazione delle associazioni di volontariato che operano nell'assistenza alle persone senza fissa dimora è essenziale, nel momento in cui si creano le premesse per studiare un percorso che porti a superare questa condizione, a favore di chi si dimostri disponibile ad accettare e a condividere determinate regole di convivenza;

- CONSIDERATO che gli obiettivi, in via esemplificativa e non esaustiva, possono essere così riassunti: creazione di disponibilità di abitazioni a condizioni parametrate sui redditi; condizioni di assegnazione tali da garantire parimenti diritti e doveri, in particolare rendendo per il proprietario certo sia il pagamento del canone che, in caso di comprovata necessità, la disponibilità dell'alloggio concesso in locazione e per il beneficiario della locazione sicura la perdita dell'appartamento qualora, senza giustificata e comprovata ragione, non provveda al pagamento del canone; creazione di un fondo (o come meglio precisato) che consenta di soccorrere i fruitori delle abitazioni in caso di contingente difficoltà, onde evitare che si crei nei confronti del proprietario una condizione di morosità;

- RITENUTO che si debba perseguire l'obiettivo del massimo coinvolgimento possibile tanto del pubblico quanto del privato, nel rispetto delle prerogative dell'uno e dell'altro;
considerato che il problema non vada affrontato con attenzione limitata al Comune di Parma, ma debba essere fin dall'inizio affrontato con il coinvolgimento di tutti i comuni della Provincia di Parma e anche della stessa Provincia, in quanto è necessario che, se il progetto sarà concretamente costruito, sia un progetto che possa garantire la casa, là dove questa è più utilmente fruibile: il sistema produttivo del Parmense è, per fortuna, capillare, con la conseguenza che chi lavora in una azienda non ubicata nel capoluogo deve essere aiutato a trovare l'abitazione vicino al luogo di lavoro;

- CONSIDERATO che lo strumento legislativo utilizzabile sembra l'accordo di programma;
ritenuto che il Comune di Parma può solo proporre agli altri Comuni, alla Provincia di Parma e a tutti i Soggetti privati indicati l'avvio del procedimento per giungere alla definizione dell'accordo, ma non imporre la partecipazione al medesimo;
reputato, comunque, che sia assolutamente evidente l'opportunità che il Comune di Parma si faccia promotore di una simile proposta, manifestando sin d'ora il proprio incondizionato assenso;

visto lo Statuto del Comune di Parma;

visto il Testo Unico Enti Locali;

sentito il Segretario Generale;

acquisiti i pareri di legge;

Preso atto che il presente atto deliberativo non comporta obbligazioni per l'Ente, impegni di spesa o diminuzioni di entrata;


DELIBERA
Di approvare i seguenti indirizzi:

a) dare avvio, per quanto di competenza, al procedimento per l'accordo di programma espresso nella premesse;
b) invitare, nel rispetto delle prerogative e dell'autonomia di ciascuno, i Comuni del territorio parmense, la Provincia di Parma ed i Soggetti privati indicati nelle premesse, ad aderire al progetto e a partecipare al procedimento per la definizione dell'accordo di programma;
c) dare mandato al Sindaco di trasmettere, in forma ufficiale, copia della presente deliberazione a tutti i Sindaci, al Presidente della Provincia ed ai Soggetti privati sopra indicati, al fine di informare gli stessi e di richiedere la loro adesione.


PARMA