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Articolo di POLIS QUOTIDIANO (Parma) pubblicato il 05/11/2005

Aeroporto di Parma: l’Enac lancia l’allarme sicurezza


“ I guai – dice Woody Allen - sono come i fogli di carta igienica: ne prendi uno, ne vengono dieci”. Un aforisma che in questi giorni sembra a calzare a pennello per l’aeroporto di Parma. Oltre alla dif fi cile situazione economica, ad un sogno chiamato piano industriale e alle dimissioni rassegnate da Paolo Cavalieri dal Consiglio di amministrazione, a mettere in croce Bruno Gemmi e Alessandro Pasqualini , rispettivamente presidente e direttore della società di gestione del Verdi, ci si mette pure l’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile.

E questa volta si tratta di bordate pesantissime, perché Enac non si occupa di conti o business plan, ma valuta il fattore più importante per un’aerostazione: la sicurezza. Un aspetto che, secondo l’ente, al Verdi viene scarsamente considerato, al punto da convincere il referente per i funzionari dell’uffi cio dell’Enac di Parma, Vincenzo Mancino , a prendere carta e penna.

“ Da ispezioni effettuate dal locale uf fi cio Enac – scrive Mancino nella lunga lettera indirizzata al presidente Gemmi lo scorso 20 di settembre – in relazione soprattutto agli aspetti di safety e security ( termini inglesi che indicano sicurezza e vigilanza ndr), sono emerse notevoli anomalie rispetto a quanto richiesto al gestore aeroportuale rispetto alla normativa vigente. Sempre più frequentemente si ricevono segnalazioni di disservizi causati da Sogeap”.

Anomalie che “ dopo diversi richiami e note scritte alla direzione generale della società da lei diretta – scrive rivolgendosi a Gemmi – si ritiene ormai doveroso estendere per iscritto il problema a lei e agli enti in indirizzo”. Tanto per non sbagliare, infatti, la missiva è stata inviata per conoscenza a diversi settori di Enac: alla Direzione regionale Nord, alla Direzione centrale operazioni, alla Direzione operazioni di Milano, alla Direzione di Bologna e al Capo Team Certi fi cazione aeroportuale Fabrizio De Chicchis . Il primo punto messo su nero su bianco riguarda l’assistenza sull’area di manovra e movimento, che all’aeroporto di Parma appare come una Babele.

“ Dal 7 giugno scorso – scrive il referente Enac – il personale addetto all’assistenza sui piazzali aeromobili è stato dimezzato”. Una scelta che ha determinato alcune gravi conseguenze: “ Il dilatarsi dei tempi di attesa per ricevere assistenza sotto bordo ( il personale Sogeap è tenuto a recuperare l’aereo sulla pista, indicare l’area del parcheggio, seguire le operazioni di scarico dei bagagli e i passeggeri ndr) per i voli non schedulati ( cioè non di linea ndr)”.

La seconda dif fi coltà, ben più grave, riguarda invece “ l’impossibilità, o tempi inaccettabili, per eseguire le ispezioni pista resesi necessarie per ragioni di sicurezza, in violazione con quanto previsto dall’ordinanza del direttore di aeroporto numero 15/ 2003/ P. Anche le ispezioni quotidiane – prosegue il documento – non sono effettuate con la dovuta cura” , così come non viene curato nemmeno “ il monitoraggio e l’allontanamento dei volatili, non effettuato secondo i tempi concordati da Enac con Sogeap, con possibili conseguenze sulla sicurezza aerea” .

Pesante anche la quarta carenza sottolineata da Mancino, “ la mancanza di personale idoneo per seguire gli addetti ai lavori di adeguamento della pista, raccordi e piazzali aeromobili, sprovvisti di Adc ( la patente aeroportuale), lasciati spesso senza radio in contatto con Enav ( società nazionale che ha il compito di garantire agli aerei la sicurezza durante il volo ndr)”.

Ma il problema più grave riguarda il parcheggio degli aeromobili, che, secondo Enac, al Verdi assomiglia a quello di un caotico supermarket. “ Dal 17 giugno – scrive il funzionario – l’Uf fi cio parcheggio della Sogeap è stato af fi dato al personale operativo della società stessa, ma attualmente nessuno di essi è dedicato esclusivamente a questo delicato compito. Questo comporta la grave conseguenza – sottolinea la missiva – di non offrire un tempestivo e adeguato servizio di follow- me ( accompagnamento verso la pista per il decollo o l’area di sosta ndr) e marshalling ( bloccaggio delle ruote dell’aereo in sosta ndr) in atterraggio e, nel peggiore dei casi, la mancanza di assegnazione di alcun parcheggio al pilota che, molto spesso, dopo svariate richieste sulla frequenza aeronautica decide, suo malgrado, autonomamente dove parcheggiare”. Quasi come se si trattasse di un Apecar.

“ In data 12 settembre – prosegue Mancino – si riceve comunicazione che è stato istituito un uf fi cio operativo della Sogeap che, quando non impegnato al check- in o in altre mansioni, gestisce il parcheggio degli aeromobili. A tale uf fi cio – sottolinea la lettera di Enac – è dedicato personale non adeguatamente formato”. E l’esempio citato subito dopo da Mancino riguarda l’ultima “ Runway incursion” che si è veri fi cata proprio il 12 di settembre. Un termine tecnico che per i comuni mortali si può riassumere semplicemente come un’invasione non autorizzata della pista.

Aeronauticamente una vera e propria disgrazia. Tanto per fare un esempio, una “ Runway incursion” fu la causa del diastro di Linate che l’ 8 ottobre del 2001 costò la vita a 118 persone. Per quel che riguarda la sicurezza del Verdi, insomma, c’è veramente di che preoccuparsi. E non è finita qui...

Gabriele Franzini


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