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Quali prospettive per l'Aeroporto di Parma?

Egregio Direttore,

ho letto con molto interesse le accorate osservazioni del Presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli per il rilancio dell'aeroporto di Parma apparse sul Suo giornale il 17 u.s.

Egli non si limita ad una difesa d'ufficio di un'amministrazione messa sotto accusa da più parti, ma azzarda veri apprezzamenti sulla gestione, fino ad arrivare a non escludere l'ipotesi di una nuova ricapitalizzazione della Sogeap.

Prima di impegnare altri investimenti pubblici in quest'avventura sarebbe bene cercare di capire che cosa rappresenta e come si colloca l'aeroporto di Parma in relazione alle strutture aeroportuali che già operano nel territori prossimi alla nostra provincia.

Trascuro quindi tutti i rilievi critici presentati dall'Enac e mi affido ai numeri che in certi casi sono più espliciti e veritieri di tanti commenti.

Elenco gli aeroporti in attività prossimi alla nostra città e, solo per brevità, sottopongo all'attenzione dei suoi lettori una sola comparazione: il numero totale dei passeggeri trasportato e la variazione sul 2003.

Milano Linate passeggeri trasportati 8.944.991 con una variazione sul 2003 del 2,2%.

Bergamo Orio al Serio " " 3.312.550 " " 17,4%.

Bologna Borgo Panigale 2.867.315
Forlì 808.031

Verona Villafranca " " 2.612.459 " " 9,1%.

Brescia " " 339.034 " " 27,1%

Parma " " 61.343 " " 4,1%

Se si considerano le graduatorie concernenti il "cargo trasportato" oppure quella dei "movimenti aerei commerciali" la collocazione dell'aeroporto di Parma è ancora più debole.

Un altro aspetto molto interessante è dato dal fatto che, mentre tutti questi aeroporti hanno una gestione complessivamente in sviluppo a volte tumultuoso, quello di Parma non segnala da anni nessun incremento.

Riporto, a conferma di quanto detto, altri dati eloquenti:

Milano Linate nel 2000 sono transitati 5.985.697 passeggeri
2004 " " 8.944.991 "

Orio al Serio 2000 " " 1.168.296 "
2004 " " 3.312.550

Verona 2000 " " 1.260.074 "
2004 " " 2.612.459 "

Brescia 2000 " " 162.843 "
2004 " " 339.034 "

Parma 2000 " " 58.983 "
2004 " " 61.343 "


Mi sembra come minimo velleitario che l'aeroporto di Parma possa invadere con servizi d'eccellenza zone già da anni servite.

Quindi la possibile area operativa del nostro aeroporto si limiterebbe alla provincia di Parma, considerando che da sempre i cittadini di Piacenza, Reggio, Mantova e Cremona si servono di aeroporti a loro vicini.

Anche senza prendere in considerazione le note dell'Enac qualsiasi analisi sconsiglierebbe di investire altro denaro pubblico in un'avventura con fortissimi rischi d'insuccesso.

Si dice - a Parma c'è l'authority - e l'aeroporto diventa non solo un impegno contrattuale, ma una necessità impellente per i lavoratori e per i movimenti che l'Efsa provocherà.
Ma si è anche visto che il collegamento effettuato con Bruxelles non ha avuto successo e i motivi dipendono soprattutto dal costo elevato e dagli orari di arrivo e partenza.

L'unica possibilità per convincere migliaia di viaggiatori a scegliere il nostro aeroporto è quello di trascinare a Parma alcuni collegamenti a "low cost" che ora operano su Orio al Serio, Linate o Bologna. Ma questa purtroppo è un'operazione che vede la nostra fragile struttura aeroportuale confrontarsi con dei colossi che difficilmente si lasceranno sottrarre voli e opportunità di sviluppo.
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Per quanto riguarda l'impegno preso con i lavoratori dell'Efsa, in attesa di chiarimenti e d'eventuali voli a basso costo , si potrebbe venir loro incontro con autobus navetta in coincidenza con arrivi e partenze da Orio al Serio da e per Bruxelles.

Già oggi servizi analoghi collegano Orio al Serio, con Brescia, Milano e Mantova.

Considerando che la stragrande maggioranza dei pendolari, anche quelli dell'Efsa, si muovono utilizzando voli "low cost" l'intervento sopra esposto sarebbe senz'altro apprezzato.

Parma, 20 novembre, 2005-11-05

Leonardo Di Jorio
Rifondazione Comunista
di Parma


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