Il Pablo Rosso
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Il futuro dell’Afganistan non arriverà dall’estero
di
Simone Fusco (da Rosso di Sera)

Abbiamo intervistato Abdullah Naibi, presidente del movimento per l’Avvenire dell’Afghanistan Ayenda, ospite di Rifondazione comunista. Qui di seguito riportiamo l’intervista.

Si è svolta in questi giorni la Conferenza sulla Giustizia e lo Stato di diritto in Afghanistan. Uno dei punti principali di cui si è discusso sono le numerose vittime civili che questa guerra ha provocato. Come stanno le cose e qual è il suo punto di vista?

Comincerei dicendo che durante questi incontri si parla molto di vittime di guerra, cioè di coloro che muoiono durante azioni militari, ma su questa definizione non sono affatto d’accordo.
In Afghanistan le vittime sono provocate non solo dall’aspetto militare in senso stretto, ma c’è tutta una situazione sociale e psicologica che la guerra produce che genera morti.
Possiamo affermare che quasi il 90 per cento del popolo afgano è vittima della situazione attuale. L’aspetto che più colpisce l’opinione pubblica è la morte dei bambini e delle donne durante azioni militari, ma il 40 per cento della popolazione infantile muore a causa della situazione generata dalla guerra, il suicidio delle giovani donne che non riescono più a vivere perché non esiste nessuna possibilità, da chi dipendono?
Due anni fa sono state trovate 92 mila donne drogate, e ci sono centinaia di giovani e anziani che sono alla disperazione perché la situazione sociale è insostenibile. Lo stato di guerra permanente nei villaggi e l’occupazione dei mujaeddin, che detengono il potere, fanno si che la vittima vera sia tutto il popolo. E’ solo attraverso il cambiamento del concetto di vittima di guerra che si può impostare un cambiamento della situazione attuale. Perché in Afghanistan le persone muoiono per l’assenza dei medicinali, per la mancanza dei mezzi di sussistenza primaria. La mortalità delle donne durante il parto è la più alta al mondo. Ecco, solo prendendo seriamente in considerazione questi aspetti si potrebbe ricominciare a sperare, ma ho molta paura che il governo attuale non sia in grado di affrontare in modo serio questa situazione.

Ma a proposito di questo il neoambasciatore degli Usa all’Onu Kalizahad sostiene che le vittime civili sono causate dai talebani che li usano come scudo. Karzai ripropone l’istituzione di una commissione di inchiesta, sarebbe la terza. Un'altra buona intenzione che non serve a nulla o crede possa aiutare a chiarire la vicenda?

Mi domando a cosa possa servire una commissione di inchiesta in Afghanistan dove c’è un parlamento fantoccio tenuto da qualche signore della guerra e dove il potere è concentrato al di fuori dello stato. Il procuratore dell’Afghanistan è stato minacciato per aver aperto una inchiesta su un governatore di provincia. La polizia dovrebbe proteggerlo e invece non lo fa, quindi sarebbe bene intervenire in tal senso invece di fare inutili commissioni di inchiesta. Come si può pensare che in tali condizioni si possano prendere provvedimenti efficaci.
Per quanto riguarda le dichiarazioni di Kalizahad, ricordo che è di origine afgana che è stato vicedirettore della Cia e che protegge Karzai che è suo cugino, che altro potrebbe dire se non che i talebani usano i civili come scudo.
Le vittime sono aumentate da quando c’è la guerra e non possono essere considerate come inevitabili. Oggi gli statunitensi entrano nelle case per le perquisizioni, spogliano le persone ed è una grande umiliazione. Si diffonde soprattutto tra i giovani un forte sentimento antiamericano.

Ma secondo lei la Conferenza di Roma è stata utile?

In molti hanno creduto che la presenza delle forze straniere in Afghanistan potesse portare la democrazia, far riprendere il paese e tanti altri obiettivi. Invece la situazione è decisamente peggiorata. Ad esempio se prima dell’arrivo delle forze straniere solo una piccola parte del territorio era riservata alla coltivazione del papavero, ora lo è l’intero territorio. La coltivazione e l’uso di droga è aumentata esponenzialmente.
L’esperienza ci dice che questo tipo di Conferenze non risolvono nulla. La questione è mal posta è la risposta è inadeguata. La vera questione è chiedersi perché ci sono i talebani e i mujaeddin e finchè questo non cambierà come si fa a cambiare? I talebani sono il braccio esterno dell’esercito pakistano. Perché gli Usa non possono dire ai pakistani di fermare i talebani? Gli Usa non vogliono perdere l’alleato pakistano della regione.

Quali sono le possibili strategie e soluzioni, come intervenire allora?

La vera soluzione sarebbe di lavorare per creare una vera alternativa democratica al governo dei mujaeddin e al governo dei talebani. E questa alternativa ha delle possibilità storiche di formarsi, ci sono delle forze democratiche di sinistra che potrebbero riunirsi per creare il motore di questa alternativa, se ci fosse una volontà politica internazionale. Solo questa soluzione può creare lo stato di diritto in Afghanistan. Al centro di questo movimento di sinistra si posiziona il movimento per l’avvenire dell’Afghanistan, di cui io ho l’onore di essere il presidente, Ayenda (che significa avvenire).

Cosa è il movimento Ayenda?

La nostra conferenza si è svolta il 23 giugno a Bonn, e sono stato rieletto presidente, con elezioni a scrutinio segreto. Il movimento per l’avvenire è stato creato nell’aprile del 2000 da un certo numero di quadri del partito democratico del popolo dell’Afghanistan che era nato dopo la fondazione della repubblica democratica. Questo movimento si è dato come obiettivi di rifondare la sinistra afgana, desovietizzando la corrente rivoluzionaria, e di ripensare le prospettive per il paese. Durante sette anni di lavoro collettivo siamo riusciti ad elaborare un programma dettagliato per uscire dalla crisi attuale. Con la conferenza del 23 giugno abbiamo adottato il nostro statuto e ci siamo trasformati in un partito. Lavoriamo affinché si allarghi il livello della sinistra afgana e vogliamo portare alla conoscenza dell’opinione pubblica il nostro programma. Al momento siamo in una fase di espansione organizzativa e presto manderemo dei delegati per la creazione di organizzazione nelle province afgane, inoltre abbiamo federazioni in Europa e negli Stati Uniti.

Ci elenchi alcuni punti salienti del programma..

Il primo punto crediamo sia la costruzione dello Stato che in Afghanistan non esiste in quanto tale. Non si può pensare di creare uno Stato dall’esterno con l’intervento di qualche tecnocrate e con i signori della guerra che non hanno nessun interesse affinché si costruisca. Attualmente a detenere il potere sono i narco-trafficanti e i signori della guerra che hanno mandato i loro rappresentanti al governo. Con le forze presenti crediamo che sia impossibile creare lo Stato nel nostro paese. Questo si formerà solo quando ci sarà una vera alternativa, che dovrà prendere il potere e creare un governo democratico.
Faccio un esempio. Oggi il bilancio del paese è di 800milioni di dollari e più della metà di questo bilancio è impiegato per pagare esperti stranieri. Restano 300-400 milioni di dollari per tutto l’Afghanistan. Neanche l’ospedale, nel quale io lavoro, ha un bilancio così piccolo. Come si può ricostruire un paese con così pochi soldi? Se un dottore guadagna 70 dollari al mese mentre un funzionario delle Ong, che vengono finanziate dall’Europa e dagli Stati Uniti ne guadagna 700. Le Ong sono il luogo e l’assise finanziaria e ideologica dell’estero per mantenere uno stato di non rivolta. Ci sono più di 4000 Ong e tutti gli aiuti finanziari esterni sono distribuiti per impedire delle rivolte. Come si può ricostruire in questo modo il paese?
La maggior parte degli afgani vive con 2 dollari al giorno più di 5 milioni di contadini sono costretti a coltivare il papavero perché non riescono a nutrirsi coltivando il grano. Questa situazione è molto lontana da questo tipo di Conferenze.

www.ayenda.org


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