| No al Trattato, sì all'Europa Comunicato stampa dell'AKEL del 30 maggio 2005 L'intera Europa sta seguendo con speciale interesse il risultato del referendum in Francia e il NO del popolo francese al Trattato Costituzionale. L'AKEL interpreta il risultato de referendum come il rigetto dele politiche socio-economiche neoliberali che sono istituzionalizzate all'interno del Trattato Costituzionale dell'UE e che sono implementate in Francia da diversi anni. Il popolo francese, un paese che è stato protagonista della fondazione dell'UE e costituisce una forza guida dell'unificazione europea, con il suo voto non ha respinto l'idea dellUE ma uno specifico modello socio-economico. L'elite europea, così come i devoti del modello anti-popolare neo-liberale nel nostro paese, stanno cercando di attribuire il NO alla sedicente paura dei francesi in riferimento al processo di integrazione dela Turkia e ad una serie di altri fattori principalmente psicologici. Il loro obbiettivo è di introdurre una diversione dalle cause rali del rigetto che riguarda il contenuto anti-popolare del trattato stesso. Il popolo francese così come tutti i popoli di Europa sono chiamati a prendere posizione su un Trattato alla cui formulazione non hanno potuto partecipare, nonostante il fatto che esso si sforzi di determinare in notevole misura il loro futuro. Conseguentemente, il suo rigetto deve essere considerato come una conseguenza logica del crescente deficit sociale e democratico dell'UE. La composizione sociale del NO deve essere studiata ma già ad una prima valutazone mostra che quelli che hanno sostanzialmente votato contro il Trattato costituzionale sono gli strati popolari ed anche gli strati intermedi della società francese, indipendentemente da ogni affiliazione di partito. L'AKEL si felicita dell'esito del referendum francese e si congratula con le forze di sinistra ed in particolare con il Partito Comunista Francese per il ruolo decisivo svolto. Dobbiamo continuare la lotta insieme anche alle altre forze progressiste in Europa per la formulazione di un altro Trattato che deve avere come sua principale preoccupazione gli interessi dei popoli. L'AKEL non respinge l'idea di Europa. Noi ci stiamo battendo al'interno del quadro dell'UE per far prevalere la logica della giustizia sociale contro la logica: "i profitti prima dei popoli". Il nostro obbiettivo di lungo termine è un Europa di pace, democrazia e prosperità sociale. A questo fine il reindirizzo e la riforma delle politiche sociali che sono decise a Brxelles, molto spesso senza la partecipazione dei popoli, è una pressante necessità. Questo è stato dimostrato anche dal referendum franmcese Pubblicato dal'Ufficio Stampa del Comitao Centrale dell'AKEL | |
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