Il Pablo Rosso
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Articolo di POLIS QUOTIDIANO (Parma) pubblicato il 13/09/2006

11 settembre 2001
di Alfredo Simone (da Polis quotidiano)

11 settembre 2001, Stati Uniti d'America. Lo "stato canaglia" mandante, tra gli altri, del golpe cileno - 11 settembre 1973, costato la vita al presidente Salvador Allende e a decine di migliaia di cileni - ha provato sulla sua pelle, o meglio su quella dei suoi incolpevoli cittadini, che chi semina terrore, morte, ingiustizia, sfruttamento etc. prima o poi fi nisce col raccoglierne i frutti avvelenati. Chi la fa l'aspetti.

In fondo il vecchio proverbio sintetizza quello che è il fi lo rosso, sangue, che unisce le due date. Con tutto il rispetto che meritano le vittime innocenti - e quindi anche quelle di Manhattan - davvero il massacro dell'11 settembre 2001 è più grave di quello attuato da Pinochet e la sua cricca, assistiti dagli esperti in torture americani, per consentire alle multinazionali del rame etc. di continuare a saccheggiare il ricco paese latino-americano?

Questa mattina ho letto su Polis che c'è chi propone di fare dell'11 settembre "la giornata del dolore" per ricordare il "terribile atto terroristico che ha che ha colpito gli Stati Uniti d'America e che ha innescato una catena di attentati terroristici dei fondamentalisti islamici contro il nostro modello di civiltà, la nostra cultura, le nostre radici religiose".

Quale civiltà, quella del Vietnam, di Hiroshima, di Bohpal, delle stragi impunite, della connivenza tra mafi a e potere politico? Quale cultura, quella della supremazia bianca, dello schiavismo, della guerra silenziosa contro la donna, le minoranze etniche, culturali, sessuali, religiose, della mercifi cazione di tutto, dai corpi di donne e bambini all'acqua e altre risorse naturali e libere? Quali radici religiose? Del cattolicesimo o del protestantesimo, della Santa inquisizione e delle crociate, della chiesa di Pio Laghi, complice dei torturatori argentini, o di Monsignor Romero, vittima delle bande fasciste armate ed addestrate dagli Stati Uniti?

Voglio pensare che la sinistra, ma più in generale le persone oneste, bocceranno senza appello una proposta vergognosa. Che viene da un partito il cui leader nei confronti dell'amico "amerikano" è stato più servile persino dei peggiori presidenti del consiglio italiano della prima repubblica. E spero che nessuno mi accusi di essere ingrato verso il paese che ci ha liberati. Senza nulla togliere all'apporto statunitense - non dimentichiamo che l'Italia si è liberata dal fascismo con la Resistenza - non si possono perdonare crimini in nome di "meriti" precedenti, quale che essi siano.

Alfredo Simone

estratto da PolisQuotidiano.it


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