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Articolo di POLIS QUOTIDIANO (Parma) pubblicato il 03/08/2007

Il "caso Althea" arriva sul tavolo del ministro
da Polis Quotidiano

Ieri ancora uno sciopero dei dipendenti dell'industria alimentare. Il ministro De Castro: «Se la situazione non si sblocca interverremo»

Scende nientemeno che il Ministero delle Politiche agricole a supporto della lotta di sindacati e lavoratori impegnati nella vertenza presso l'Althea di Parma, di proprietà dell'imprenditore napoletano Maurizio Carotenuto .

Nella fabbrica di specialità alimentari si reclama da tre mesi un contratto aziendale senza salario d'ingresso per i nuovi assunti e che scongiuri la riduzione dei benefi ci acquisiti e il calcolo dei premi per obiettivo legato per il 70% alle presenze. Così, praticamente in concomitanza con l'ennesimo sciopero scattato a sorpresa ieri dalle sei alle dieci del mattino - il quinto della serie che porta a 32ore il conto della paralisi produttiva -, Antonio Mattioli , segretario nazionale della Flai Cgil, ha relazionato del caso Althea al ministro Paolo De Castro ottenendo che « se la questione non si risolverà a livello locale, ci sarà una convocazione di un tavolo a Roma per il 13 settembre» al fi ne di far sì, illustra il sindacalista, «che nell'ambito della fi liera ci siano condizioni di lavoro di qualità ».

« E' inaccettabile - prosegue - che in un territorio come quello di Parma, nell'indifferenza generale, ci sia un personaggio che si defi nisce imprenditore e che ricatta i lavoratori precari per ragioni che nulla hanno a che fare con quelle dell'economia e dell'impresa. Occorre che il territorio faccia presente a questo imprenditore le ragioni dell'etica di impresa perché è ora di darci un taglio con chi non usa le braccia dei lavoratori come una risorsa ». Mentre Mattioli si muoveva nei palazzi romani, Paolo Bertoletti segretario generale della Cgil di Parma, il sindacato più forte nella nostra provincia, ha spiegato a chiare lettere che d'ora in avanti la vicenda Althea coinvolgerà tutta la sua Confederazione.

« Questi lavoratori meritano un buon accordo, faremo pressioni ad ogni livello su un imprenditore che vuole mettersi in mostra, che vuole dare un'idea di imprenditorialità estranea al modello di relazioni di questo territorio. Il suo comportamento sta diventando un problema serio e un Maramotti (il patron reggiano di Max Mara e Credem, noto per la intransigenza nei rapporti coi sindacati, ndr) a Parma non lo vogliamo. Questo se lo può scordare ».

Per Tilla Pugnetti , segretario provinciale della Flai-Cgil, le esternazioni di Bertoletti sono un «motivo di soddisfazione» e ora resta in attesa «che l'azienda faccia dei passi avanti nei nostri confronti: il tavolo che potrebbe aprirsi a livello nazionale può essere un ulteriore stimolo per risolvere la situazione» visto che quello sarebbe «un punto in cui anche l'Unione parmense degli industriali, cui Althea è associata, si troverebbe in grande imbarazzo ». Intanto, tra chi incrocia le braccia davanti ai cancelli sfi ducia nella leadership aziendale e insicurezza circa il mantenimento del posto di lavoro sono gli stati d'animo più diffusi.

Lo sciopero di ieri ha bloccato la produzione di preparati al pesto, l'ultima da realizzare prima della chiusura estiva dello stabilimento per due settimane. Ci si chiede se sia meglio restare o cercare di spendere altrove la propria professionalità. Chi non si è potuto porre il problema è un operaio addetto alla caldaia - cuore della produzione aziendale - che «dopo numerose insistenze » ha scoperto solo martedì pomeriggio che il suo contratto a termine, in scadenza domani, non sarà più rinnovato.

La gente ascolta turbata il resoconto di questa nuova reincarnazione di San Precario, testimonianza del basso grado di civiltà raggiunto da un sistema dove si può essere licenziati senza neanche uno straccio di preavviso. « Dicono che non ce la fanno con le spese e devono produrre ai livelli attuali ma con meno personale », spiega il malcapitato. La situazione nello stabilimento è critica perché « gli elettricisti a volte sono messi a fare i meccanici factotum o impiegati sulle linee. Spesso la caldaia non viene presidiata e si cerca di fare l'impossibile» .

Molti leggono come un segnale nefasto il fatto che la cura dimagrante sul personale cominci dai più specializzati, da quelli che devono fi sicamente realizzare i prodotti. E poi, due capiturno hanno gettato la spugna nei giorni scorsi, di questo passo produzione potrà ancora fare rima con qualità? Chi se ne va affida il curriculum a Maura Colla , funzionaria Flai, perché gli trovi un nuovo posto. «Continueremo la lotta, abbiamo il sostegno di tutti e vogliamo fare al più presto un contratto », dice, forte della solidarietà di tutte le categorie sindacali. Una su tutti, quella dei metalmeccanici portata da Davide Fellini (Funzionario Fiom). « In Althea c'è una battaglia importante per tutto il territorio, per riaffermare i diritti che questo imprenditore mette in discussione » .

estratto da PolisQuotidiano.it



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