| Articolo di POLIS QUOTIDIANO (Parma) pubblicato il 26/01/2007 Bormioli: operai al lavoro tra l'amianto senza protezione La denuncia shock arriva dal consigliere Marco Ablondi e dal direttore generale di Arpa. Chi demoliva l'ex vetraria non ha presentato il piano di rilievo e protezione previsto dalla legge Gli operai impiegati nella demolizione della Bormioli Rocco di via San Leonardo - sul cantiere bloccato dalla Prefettura nell'ottobre scorso per il ritrovamento di amianto friabile -, hanno lavorato senza le necessarie protezioni previste dalla legge. La denuncia shock arriva da Marco Ablondi - consigliere comunale di minoranza a Parma, in quota Rifondazione Comunista - ed è destinata ad aprire un nuovo fronte sulla tormentata dismissione dell'ex vetreria cittadina. "Da veri fi che effettuate presso gli organi di vigilanza (Servizio Prevenzione Sicurezza Ambienti di Lavoro e Arpa, ndr) non risulta essere stato presentato preventivamente - afferma Ablondi - il piano lavori, obbligatorio laddove c'è amianto friabile". Tesi confermata anche da Giuseppe Dallara, direttore generale dell'Arpa di Parma. "E' mancato un piano - dice - in cui l'azienda facesse una analisi dei cicli produttivi che si sono susseguiti ". Serviva cioè "una analisi di ingegneria ambientale professionale ", premessa indispensabile prima di muovere allo smantellamento della Bormioli. Invece, "l'azienda - sottoposta alla Seveso (normativa che impone una particolare vigilanza sulle attività riconosciute pericolose dal punto di vista ambientale, ndr) - ha presentato una semplice Dia, come facessero un garage". Il piano mancante è quello che doveva contenere tutte le rilevazioni dei materiali contaminati, oltre alla predisposizione di misure di protezione dei lavoratori operanti a contatto con ambienti inquinati da amianto, così come indicato dal decreto legislativo 277 del 1991. In particolare, all'articolo 34 - che disciplina i "lavori di demolizione e di rimozione dell'amianto" - sta scritto che "il datore di lavoro predispone un piano prima dell'inizio della demolizione o rimozione dell'amianto, ovvero dei materiali contenenti amianto, dagli edifi ci, strutture, apparecchi e impianti, nonché dai mezzi di trasporto". Il piano, di cui è stata denunciata la mancanza, prevede "la rimozione dell'amianto ovvero dei materiali contenenti amianto prima dell'applicazione delle tecniche di demolizione"; "La fornitura ai lavoratori di appositi mezzi individuai di protezione"; "adeguate misure per la protezione e la decontaminazione del personale incaricato dei lavori"; "adeguate misure per la protezione dei terzi per la raccolta e lo smaltimento dei materiali". Una copia del piano, prescrive l'articolo del decreto in questione, va "inviata all'organo di vigilanza" unitamente a informazioni sulla "natura dei lavori e loro durata presumibile"; "luogo dei lavori"; "natura dell'amianto contenuto nei materiali di coibentazione nel caso di demolizioni". Una lunga serie di adempimenti più che mai necessari dato che, fi no a prova contraria, l'esposizione prolungata all'amianto può anche uccidere. Mancando il piano si prefi gura così una palese violazione dei diritti di chi, dalla scorsa estate, è stato impegnato nella "manutenzione straordinaria per demolizione e smantellamento impianti e forni all'interno della Bormioli Rocco", così come recita la Dichiarazione di Inizio Attività (Dia) protocollata in Comune l'8 giugno scorso. Maurizio Vescovi - consigliere di minoranza, in quota alla Margherita, fi rmatario dell'unica interpellanza fi no ad ora presentata per far luce sulla presenza di amianto dentro e fuori dall'ex vetreria - non a caso ha detto che "come medico e consigliere sono fortemente preoccupato perchè la rimozione di materiale pericoloso è avvenuta con uomini che non erano a conoscenza del materiale che stavano trattando. Certe carenze - dice deciso - sono imperdonabili perchè hanno pesanti ripercussioni sulla salute. Comunque, andremo fino in fondo". L'augurio è che questa non sia solo una promessa. estratto da PolisQuotidiano.it | |
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