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Beppe Sebaste: "L'ultimo autista di Lady Diana"

Dal sito www.wittgenstein.it

22 Novembre

L'ultimo autista di lady Diana

Ho letto nel weekend un libro che si intitola "H.P., l'ultimo autista di lady Diana". L'ha scritto Beppe Sebaste, con un editore piccolo che si chiama Quiritta. Non si può dire di cosa parli troppo sbrigativamente. Dire che si tratta di una biografia di Henry Paul, come suggerisce il titolo, sarebbe parziale. È il racconto di un periodo della vita dell'autore, durante il quale i suoi casini personali e sentimentali, le sue depressioni e le sue
eccitazioni, si mescolano al progetto di scrivere un libro su Henry Paul, che morì una notte di agosto del 1997 guidando la macchina con cui lui, Dodi e Diana (e la guardia del corpo che sopravvisse) si schiantarono in un tunnel di Parigi. Sebaste si appassiona alla sua figura di "persona normale" in una storia di principesse e miliardari, e allo svelamento della maldestra e precipitosa costruzione degli investigatori e soprattutto della stampa che lo designano capro espiatorio della storia.
Ma non sarei ancora soddisfatto di aver descritto la trama del libro senza dire che è imbottito di pensieri, considerazioni, e associazioni che spesso si allontanano dalla trama principale, in una dichiarata ambizione Benjaminiana dell'autore, affascinato dal mettere in relazione le cose più varie.
A momenti il name-dropping e il book-dropping rischiano di essere un po' ridondanti, come alcuni autocompiacimenti nel raccontare fatti propri un po' inutili e impudichi: ma Sebaste si salva quasi sempre un passo prima del superfluo, dando una ragione, un racconto, un'idea, ai passaggi del suo diario.
Non so se è un libro completo, o ben ruscito: ma è pieno di cose, dentro. E la storia di Henry Paul si legge di per sé.

http://www.wittgenstein.it/post/20041122_62185.html

Dalla Gazzetta di Parma del 18 dicembre 2004

Un storia sulla dignità e il sopruso


Ci sono tante ragioni che portano uno scrittore a raccontare la vita di un'altra persona. E può capitare che la vita privata di una persona comune, con un nome - Henri Paul - cosí semplice da sembrare romanzesco, sbattuto improvvisamente in prima pagina sui giornali di tutto il mondo perchè morto insieme a Lady Diana, possa mettere in movimento un imprevedibile processo di identificazione. E' successo questo, a Beppe Sebaste. " Non è l'identificazione la molla segreta, forse necessaria, di ogni desiderio di autobiografia? " , si chiede lo scrittore parmigiano nelle prime pagine di " H. P. L'ultimo autista di Lady Diana " . Sebaste ha dunque raccontato la storia di Henri Paul, e chi si aspetta un libro- inchiesta sulla morte di Lady D. e del suo autista rimarrà deluso. Perchè questa storia è invece inseparabile dal racconto della vita di Beppe Sebaste. A introdurre i relatori è stato Roberto Parpaglioni della casa editrice Quiritta, che ha pubblicato " H. P " . " Nell'86 io sono stato l'autore e Sebaste l'editore, ora avviene il contrario e ciò mi fa estremamente piacere " , ha spiegato Parpaglioni. " Beppe Sebaste ci racconta la vita di un uomo, ma questo non è solo un libro su Henri Paul - ha affermato il giornalista Luca Sommi - perchè contemporaneamente allarga i propri orizzonti riflettendo sull'importanza di esistere, sulla dignità e sul sopruso " . Si parla dunque di un uomo venuto dal nulla, mediocre. Anzi, " superfluo come lui, non c'era nessuno al mondo " , scrive Sebaste. Eppure, ha aggiunto Luca Sommi, " come sostengono molti pensatori, spesso il superfluo è necessario " . Isa Guastalla ha sottolineato il costante parallelismo tra le vicende personali dell'autore e quelle di Henri Paul: " Si vede che Sebaste non è un cronista che va a caccia di scandali ma che si è innamorato di questo personaggio " . E lo stesso Sebaste ha confermato queste osservazioni: " Ho raccontato la mia vita del '98. Non ho mai voluto fare un istant book, infatti il libro è uscito a sette anni di distanza dal fatto di cronaca. L'unica cosa che mi interessava era la vita privata di una persona comune " . Il giudice Angelo Mambriani ha parlato del rapporto tra letteratura e caso giudiziario, sottolineando come emerga nel libro " una pietas, una dimensione etica che muove lo scrittore, avulsa dal contesto giudiziario " . E il critico Giuseppe Marchetti ha aggiunto: " Questo è un romanzo proustiano, dove la continua ricerca della verità si raggiunge nella ricerca stessa. Beppe Sebaste "butta avanti" Henri Paul, ma dietro c'è lui. Vuole scoprire perchè questo personaggio, nella privazione, è cosí simile a se stesso, in una sorta di autocompiacimento punitivo. Un romanzo che vuole dimostrare di non poter dimostrare niente, ma che tra la nascita e la morte c'è solo un lungo e tragico compromesso " .

Francesca Benazzi


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