| L'Europa
in piazza contro la Bolkestein Oggi le vie e le piazze di Strasburgo si riempiranno su iniziativa dei sindacati italiani ed europei per esprimere al Parlamento europeo le proprie critiche e avanzare le richieste di modifica alla Direttiva Bolkestein. Un appuntamento assai significativo sia per lampiezza della mobilitazione che per i suoi importanti contenuti. Saranno decine di migliaia le lavoratrici e i lavoratori in corteo per manifestare in nome dei diritti e del modello sociale europeo, per la sua difesa e il suo allargamento, in nome della concorrenza e della crescita, unite alla qualità e alla universalità delle prestazioni. Consapevole dellesigenza di superare ostacoli ed eliminare disparità nel campo dei servizi, la Ces, la confederazione europea dei sindacati, chiede che ciò avvenga salvaguardando al contempo gli interessi dei cittadini, dei lavoratori, dei consumatori al pari di quelli delle imprese. Una sfida tutta da giocare, per tutto il mondo del lavoro. Sono
in molti, nelle organizzazioni dei lavoratori come in ampi settori della sinistra,
a non cantare vittoria per gli emendamenti di compromesso sottoscritti dai gruppi
socialisti e popolari. Sparito il Principio del paese dorigine che caratterizzava
in senso ultraliberista limpianto della Direttiva, non ci sono ragioni per
abbassare la guardia sui pericoli (ulteriori) che riguardano il welfare europeo,
e in particolare l'avvenire dei beni comuni e dei pubblici servizi più
in generale. Laver messo al riparo la legislazione in materia di lavoro
(anche se la figura del lavoratore autonomo può rivelarsi un pericoloso
cavallo di Troia), le resistenze dei conservatori e lostilità delle
associazioni imprenditoriali tutto ciò dovrebbe tranquillizzarci. Ma non
è così. Che la partita sulla Bolkestein sia ancora politicamente e socialmente tutta aperta è un dato certo. Lo confermano le voci sulla tenuta del gruppo del Ppe al cui interno, al di là del compromesso raggiunto, permangono perplessità su una direttiva in molti aspetti confusa e di incerta applicazione. Sullaltro versante, sono i sindacati a non accontentarsi dei passi avanti intervenuti che lasciano peraltro irrisolte questioni centrali come i Servizi di interesse generali e i Sieg. Meglio sarebbe, è la tesi di diversi esponenti dello stesso gruppo Pse, rinviare lapplicazione della Bolkestein al varo di una direttiva quadro che definisca i servizi di interesse generali, economici e non. Con una conseguente armonizzazione, chiara nei modi e nei tempi, sul tema del libero accesso e libera prestazione dei servizi. La
cittadinanza europea, con la manifestazione di oggi intorno al Parlamento europeo,
fa in ogni caso un importante passo in avanti e interroga le istituzioni comunitarie
sul futuro dellEuropa politica. Quella che punta tutto e solo sulla liberalizzazione
delle merci e dei servizi è in qualche difficoltà ma tenta ancora
di imporsi. Quella della crescita economica dentro regole certe e capaci di coesione
sociale è alla sua prima prova del fuoco | |
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