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colloquio con Emir Sader, filosofo, analista politico e lulista critico
Non del tutto. Lerosione dei voti a sinistra cè stata. Ma la cosa grave è che Heloisa Helena e il Psol per affermarsi in qualche modo hanno fatto una campagna assolutamente di destra. Con i toni aggressivi, eccessivi e i contenuti menzogneri della destra. La Helena si è scatenata contro Lula. Ha detto che limportante era che Lula non vincesse dipingendolo come un mostro, che se lei fosse stata presidente in Brasile non avrebbe comandato né Bush né Chavez. Ha usato gli stessi toni della destra anche durante le polemiche per come il governo di Morales in Bolivia stava trattando Petrobras dopo il decreto di nazionalizzazione degli idrocarburi.
Di non aver trovato una via migliore che il diventare la fotocopia degli slogan della peggiore destra. E, al di là della campagna elettorale, di aver dimenticato la lotta contro i conservatori e i poteri finanziari. Di aver preferito dedicare lintero tempo a disposizione per lavorare contro la sinistra. Il rischio di autolesionismo è sempre lo stesso a sinistra. E la frammentazione.
Quello in cui rischia di incorrere tutto il progressismo latinoamericano: non accorgersi di essere arrivato al governo avendo perso per strada la battaglia delle idee. Il neoliberismo ha vinto come modello economico e come visione dello Stato. I suoi valori simbolici hanno vinto anche a sinistra. Non solo dal punto di vista economico, ma anche dei valori. E poi, secondo errore gravissimo, aver messo in secondo piano la questione della universalizzazione dei diritti. Questo credo abbia a che vedere con le origini del Pt. Tutto il sindacalismo brasiliano è stato formato, per esempio, non nella prospettiva di rafforzare la sanità pubblica, ma di lottare per i programmi di salute privati. Anche il sindacalismo tradizionale, che Lula si è trovato a dover ereditare, non si interessava poi tanto della universalizzazione dei diritti.
E stato lunico vero punto di svolta della presidenza Lula. E cambiato il blocco sociale. Palocci rappresentava gli interessi chiari ed evidenti della destra finanziaria. Lula avrebbe potuto sostituirlo con un altro uomo forte e invece ha dato un segnale che io ho apprezzato. Ha preferito far attenzione alla stabilità monetaria e alla lotta allinflazione, ma, soprattutto, ha evitato che qualcuno sostituisse Palocci nel ruolo di influenza nei confronti della presidenza. Poteva scegliersi un altro super braccio destro e invece ha preferito un lavoro di equipe.
Questo governo ha fatto assistenza. Non assistenzialismo. Il potere dacquisto delle classi popolari è raddoppiato con i programmi sociali di Lula.
La politica estera. Quella di Cardoso era subalterna, quella di Lula è sovrana. Cè stato un capovolgimento totale. Grande coraggio e grande iniziativa nel quadro regionale. Basta guardare cosa è successo con Morales. Lopposizione di destra e il Psol dopo la nazionalizzazione del gas boliviano e i soldati boliviani spediti nelle installazioni di Petrobras hanno creato un pandemonio soffiando sul fuoco del nazionalismo brasiliano in chiave elettorale. E stata la prima volta che Lula non si è fatto piegare la mano dalla destra in uno scontro duro. Ha resistito fermamente. Ha detto e ripetuto: non mi comporto da nemico con Bush figuriamoci con Morales.
Intendiamoci. Nessuno nel Pt ha rubato per sé. Nessuno si è arricchito. Lopposizione è riuscita a far passare lidea del mensalao come una paga mensile a deputati di partiti minori per garantirsi il loro appoggio, ma non era così. In ogni caso il Pt è marcito, va ricostruito da capo. Sono daccordo con il mnistro Tarso Genro che ha riproposto la rifondazione del Pt, la sua rinascita. E lunico modo: il Pt va rifondato.
Rinnovando la sua base sociale. Il lulismo in Brasile ha uninfluenza nelle classi popolari che il Pt non ha più. Da lì bisogna ripartire. A.
N. | |
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