Articolo
di POLIS QUOTIDIANO (Parma) pubblicato il 20/06/2007 Una
sinistra unita contro la crisi della politica di
Filippo Carraro (da Polis Quotidiano)
Credo
sia fuori da ogni dubbio che L'Unione esca pesantemente sconfitta delle elezioni
amministrative. In tutta Italia perde consensi a favore del centrodestra e Rifondazione
Comunista, Verdi e Comunisti italiani, sono i partiti che soffrono maggiormente
del dato negativo. È questo un elemento da analizzare attentamente.
Due
anni fa al congresso del mio partito dissi che, l'ingresso di Rifondazione comunista
nel Governo senza l'introduzione nel programma di elementi fortemente qualificanti,
ci avrebbe esposto più di ogni altro alle scelte impopolari eventualmente
operate: nulla di più vero! Il Governo attua politiche economiche volte
al risanamento che incidono maggiormente sui ceti popolari; si ripropone, insomma,
la politica dei due tempi: prima il risanamento, poi la ridistribuzione sociale.
Peccato che si sia sempre visto solo il primo tempo. Il risultato percentuale
alle elezioni amministrative ne è la dimostrazione diretta; nella sconfitta
dell'Unione il PRC perde in un solo anno la metà dei consensi. È
la crisi della politica? È l'insufficienza dello strumento partito? Tutti
elementi che certamente hanno contribuito a determinare la sconfitta, ma quanto
ha pesato maggiormente è il fatto che oggi, in Italia e di conseguenza
nella nostra città, sia venuta a mancare una sinistra, complice anche la
fuga al centro che inevitabilmente propone il progetto politico del Partito Democratico.
Il mancato collegamento tra bisogni reali dei cittadini e l'azione politica:
questa è la vera crisi che la politica attraversa! È impensabile
credere di poter conquistare il consenso della gente senza aver sostenuto gli
elementi di critica e di con?itto che la nostra società ha saputo esprimere
e che dovevano essere il volano per una azione di opposizione, anche in Consiglio
Comunale, che avesse il respiro di massa. Questa non è specificità
del Comune di Parma ma è un elemento generalizzato che trova una sua amplificazione
laddove adottiamo la tattica del codismo, rispetto alla proposta altra che pone
sul terreno della concretezza idee e proposte alternative. Abbiamo
assistito ad una rincorsa, per nove anni, del modello "Ubaldi", proponendo
spesso progetti simili, o rincorrendo gli stessi e attribuendocene le paternità,
senza mai proporre una visione altra di Città. Non è possibile cambiare
una opinione consolidata in nove anni con qualche giusta e condivisibile correzione
di tiro in campagna elettorale, quale per esempio la presentazione di un progetto
alternativo di mobilità, a mio avviso maggiormente credibile e sostenibile
di quello proposto dall'amministrazione comunale, ma presentato ai cittadini in
forte ritardo.
L'Unione a Parma vince in termini assoluti alle politiche
e anche in Provincia, ma non alle comunali. E' la dimostrazione che lo scimmiottamento
non risulta mai essere efficace. Per restituire credibilità al centrosinistra,
e alla sinistra in particolare, bisogna tornare ad essere quello che siamo, partendo
dalle istituzioni in cui governiamo e dalla capacità, che dobbiamo rilanciare,
di essere attenti ascoltatori dei bisogni reali. Ho sentito, nei commenti post
elettorali, viziati peraltro da emotività discutibili, di necessità
di rinnovamento della classe dirigente, di tabula rasa e via dicendo. Queste sarebbero
le ennesime operazioni politiciste che non servirebbero a creare le condizioni
per una vera alternativa per Parma.
Oggi semmai, è necessario cambiare
la politica considerandola lo strumento per elevare i bisogni a senso comune della
collettività, abbandonando l'autoreferenzialità. Per raggiungere
questi obiettivi è necessario riorientare tutto quello che ci sta attorno.
Cominciando dai governi locali e dai nostri modelli organizzativi.
Oggi
a Parma è improcrastinabile l'avvio del cantiere della sinistra, dove PRC,
Verdi e PdCI, Sinistra Democratica, assieme a tutti i soggetti di movimento e
a tutti coloro che si reputano interessati, e spero di vedere in questo processo
anche la FIOM, diano inizio alla creazione di un coordinamento politico stringente,
un nuovo soggetto politico che non deve essere un partito ma il reale motore di
iniziative coordinate nella società e nelle istituzioni per rilanciare
una politica di sinistra mettendo al centro temi sempre più esclusi dal
dibattito e dalla iniziativa politica quali il lavoro, inteso come tutela dei
lavoratori e politiche di rilancio del lavoro, l'ambientalismo, la pace, l'internazionalismo
- come risposta ai nazionalismi rinascenti e alla xenofobia dilagante che si cela
nelle politiche populiste sulla sicurezza -.
Credo che si debbano attivare
subito incontri, non tanto di vertici, che rischiano di riproporre l'errore della
somma di ceti che propone il PD, semmai l'istituzione di forum tematici di confronto
in cui i soggetti della sinistra possano individuare terreni comuni di azione
con coloro che si vogliono spendere sulla costruzione della sinistra. A questo
proposito credo sia opportuno, e mi spenderò in tal senso, avviare un primo
incontro sul futuro della sinistra qui a Parma, già per l'inizio di luglio,
che abbia però un respiro nazionale.
Questo, e sia chiaro, senza
superare l'esperienza di rifondazione di un grande Partito Comunista. A Parma
nascerà la sinistra unita e unitaria, a mio avviso ricetta per l'uscita
dalla crisi della politica, la sinistra che vuole fare la sinistra e parla a coloro
che non hanno votato per disaffezione e per reale mancanza di alternativa. Filippo
Carraro estratto
da PolisQuotidiano.it
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