Articolo
di POLIS QUOTIDIANO (Parma) pubblicato il 07/07/2007 «La
sinistra non accetti più atti di arroganza» Mario
Palmiro Cautela (Rifondazione) rilancia la verifica in Provincia, boccia sonoramente
chi nel centrosinistra «ha scelto la professione di amministratore»
e dice basta all'inerzia della sinistra. La
verifica chiesta da Rifondazione comunista al presidente della Provincia Vincenzo
Bernazzoli non è un modo di puntare i piedi a metà del mandato iniziato
nel 2004 per portare a casa qualche prebenda o nuove deleghe. E' il passaggio
obbligato per riaffermare l'identità del partito in un momento storico
delicatissimo: quelli che fino ad oggi sono stati alleati - Ds e Margherita -
si stanno organizzando nel Pd, proclamando ai quattro venti la necessità
di alleanze flessibili. Vale a dire che non è più scontato che il
centrosinistra debba andare da Mastella fino alla sponda rosso-verde. Messa sul
chi vive dal deludente risultato elettorale di Parma, Rifondazione non a caso
ha ripreso con intensità il tema della verifica legando ad essa buona parte
del mandato del nuovo segretario provinciale Lodovico Cutaia .
La verifica
è il solo modo per stoppare « le ugge di chi pensa solo a dove poggiare
le terga nei prossimi anni » e il prevalere di «visioni ristrette
ed egoisitiche che condannano ad una catena di subalternità a cascata dalle
lobbies al semplice consigliere provinciale, » come afferma Mario Palmiro
Cautela , esponente della corrente interna dei bertinottiani e membro del Comitato
Politico Federale. Argomenti che, seppur espressi a titolo personale in un lungo
documento, catturano quella che è la posizione reale della base del partito,
oltre ogni tatticismo e ogni collocamento interno. Sotto processo finisce quindi
Bernazzoli e quel « pezzo di ceto politico locale che, preoccupato per se
stesso, si asserraglia dentro un'istituzione e comincia una verifica al contrario,
come se un imputato istruisse un procedimento contro il giudice. Tutto rigorsamente
in segreto, a porte chiuse, come se le isitituzioni fossero spazio privato di
qualche personaggio o di uno-due partiti. Che questo possa essere concepito nell?Ulivo
locale è del tutto in consonanza con i caratteri della nascita e della
stessa evoluzione della giunta-Bernazzoli. Che i singoli assessori e i singoli
consiglieri provinciali accettino o subiscano lennesimo atto di arroganza è
penosamente umano, ma che le forze di sinistra accettino una tale impostazione
è semplicemente suicida ».
Più in generale, Cautela
è preoccupato dall'atteggiamento dell'Ulivo « che quivi più
che in qualsiasi altro luogo si è conformato come raggruppamento di singoli
votati a gestire la cosa pubblica, le istituzioni. Un processo che nel tempo ha
ridotto la forma partito classica a identificarsi con i personaggi della politica
locale, dei tecnici amministratori che hanno scelto la professione di assessore,
di sindaco, di rappresentante in enti i più diversi, di volta in volta
a seconda della temperie politica e del proprio grado di popolarità ».
L'esponente di Rifondazione, come tanti altri del suo partito, vede così
« una somiglianza sostanziale centrodestra-centrosinistra attraverso effetti
quali l'emergere di singoli politicanti più capaci di legare il proprio
destino ai settori dell'economia più forti e aggressivi operanti sul territorio
». Verifica, quindi, urgentissimamente verifica da condurre « alla
proverbiale luce del sole » investendo « gli indirizzi essenziali,
quelli veri (non quelli dichiarati o d'immagine) » e « il ri-orientamento
di questa istituzione che per alcuni è un ente inutile e per altri un'agenzia
locale dell'Anas ». L'attesa è che la sinistra « riparta dalla
Provincia sollecitando partecipazione, idee e contributi dal mondo del lavoro,
dell'associazionismo, dai semplici cittadini per affrontare in concreto il paradigma
di un nuovo modello di svilupopo ».
Per questo Cautela invita a
non liquidare il tutto con « operazioni di piccolo cabotaggio per salvaguardare
qualche politicante », anche perchè « gli errori commessi sono
stati troppi » e « l'errore più grave » che la sinistra
può pepetrare è « continuare nell'inerzia a recitare la parte
di donna Prassede e attendere le prossime scadenze elettorali come se la Provincia
fosse affaire d'altri ». Quelli messi in campo sono argomenti pesanti ma,
asiscura Cautela, « molto condivisi nel Prc », tanto che « la
stessa elezione di Cutaia è vincolata a tre punti, il primo dei quali è
proprio la verifica in Provincia », da cui discende anche la ricerca di
una « unità a sinistra e la necessaria riorganizzazione del partito
». estratto
da PolisQuotidiano.it
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