| Bertoletti rieletto segretario della CGIL di Parma da EmiliaNet Si è conclusa nella tarda serata di ieri, 20 dicembre, la due giorni congressuale della CGIL di Parma, dove una saldissima maggioranza (oltre l'82%) ha riconfermato Paolo Bertoletti segretario generale. Un appuntamento tanto più significativo, perché ha coinciso, quest'anno, con il centenario della CGIL, che si è da poco festeggiato con il concerto straordinario tenutosi all'Auditorium Paganini. In preparazione di questo appuntamento sono state fatte 876 assemblee di base, che hanno coinvolto nel voto oltre 15.700 iscritti. Si sono svolti poi tutti i congressi di categoria, a cui hanno partecipato, in totale, 1326 delegati. I lavori hanno evidenziato una forte partecipazione dei circa 250 delegati, che hanno portato contributi preziosi per la comprensione delle dinamiche che riguardano i diversi settori produttivi e sociali con cui si confronta quotidianamente il mondo del lavoro nella nostra provincia. Particolare soddisfazione ha suscitato la ricchezza di contributi da parte dei delegati più giovani, segno di una nuova vitalità nella discussione e nell'impegno sindacale. Sono state portate anche alcune testimonianze "esterne". Una in particolare ha riguardato la lotta alla malavita organizzata nella Locride, nella tarda mattinata di lunedì. Un esempio di come l'illegalità diffusa possa essere combattuta anche con il lavoro. Infatti su iniziativa del vescovo di Locri, Mons. Giancarlo Bregantini, si sono costituite delle cooperative di giovani, in contrasto con il controllo esercitato dall''Ndrangheta sul territorio. La Camera del lavoro di Parma si è attivata per dare un aiuto concreto a questi coraggiosi giovani, che hanno il progetto di commercializzare il prosciutto ricavato da un suino tipico calabrese, e che per questo hanno chiesto ai lavoratori del parmense di "prestare" la loro esperienza nel campo. La CGIL di Parma ha ritenuto di sostenere questa iniziativa, convinta che la "Parma del lavoro" non possa non volersi schierare concretamente contro ogni forma di sopruso e di illegalità. Il congresso ha anche avuto il compito di redigere e approvare (a larghissima maggioranza) il documento politico che stabilisce le linee guida dell'attività della CGIL provinciale per il prossimo futuro, partendo dalla assunzione della relazione introduttiva del segretario generale, Paolo Bertoletti. Premessa del documento è la riconferma della posizione della CGIL di Parma sui temi del rifiuto della guerra, dell'ampliamento dei diritti per tutti popoli, della sostenibilità sociale e ambientale dello sviluppo. A questo si affianca il rifiuto delle politiche che questo governo ha realizzato in questa legislatura (dalla legge 30, alla BossiFini, dalla legge Moratti, alla modifica della costituzione), confermandole anche con l'ultima legge finanziaria che ancora una volta crea disuguaglianze e peggiora le condizioni di vita dei giovani, dei lavoratori e dei pensionati. Altro tema è quello della crisi di interi settori del territorio parmense, dall'agroalimentare, all'impiantistica meccanica, dal vetro ai servizi, passando da Parmalat, Battistero, Barilla, Boschi, Data Sistem, Arquati, Bormioli, Boschi, Nestlè, Parmatour, Data Service, Manzini, Star, Eridania, tutte realtà che hanno evidenziato una debolezza strutturale. La vicenda Parmalat, insieme a tutte le altre crisi, ha mostrato la scarsa incisività della Confindustria locale. Ciò nondimeno valorizzare l'Avviso Comune siglato a luglio 2005, considerandolo punto di partenza su cui è necessario richiamare gli imprenditori alla coerenza nella gestione della quotidianità. Solo così, secondo il documento, si esce da un modello di relazioni sindacali nel quale si vorrebbe relegare il ruolo del sindacato ad una semplice gestione degli esuberi. Si richiama poi il ruolo delle istituzioni in un intervento che diventi di sistema, e non solo episodico tamponamento delle singole crisi. In questo senso la giunta comunale, che ha brillato per la sua assenza tra gli invitati al congresso, sarà chiamata a fare la sua parte, che secondo il sindacato dovrebbe consistere innanzi tutto nel darsi nuove priorità, più significative di quelle attualmente perseguite (una tra tutte, la metropolitana). La Cgil ribadisce inoltre il valore della contrattazione come strumento per governare i processi produttivi e le crisi; i due livelli contratto nazionale e contratto integrativo- non sono mediabili ed il ruolo del CCNL non può essere assunto solo come centro regolatore dei minimi contrattuali, ma deve essere garanzia dell'incremento del potere d'acquisto e di ridistribuzione della produttività. Altresì la contrattazione articolata, d'azienda, territoriale o di comparto, dovrà garantire strumenti che permettano di svolgere un ruolo negoziale reale. Un forte rilancio dello sviluppo economico deve andare di pari passo con l'incremento di una forte coesione sociale. Sono necessarie piattaforme rivendicative distrettuali condivise dai cittadini quale strumento indispensabile per la difesa dei redditi e la qualificazione del welfare locale, che deve comunque essere garantito dal pubblico. I problemi dei servizi alla persona, dei servizi all'infanzia, delle politiche abitative, dell'accesso ai servizi per i lavoratori precari, del controllo delle tariffe e delle rette, dell'ISEE quale strumento utile ed equo di accesso ai servizi, le politiche tariffarie, i costi per energia e rifiuti, devono essere compresi in un confronto negoziale con gli enti locali che non deve consistere in una semplice presentazione di dati che esclude la negoziazione e la concertazione. Un altro capitolo riguarda la necessità di interventi che favoriscano l'integrazione sociale ed economica degli immigrati, passando attraverso l'inserimento stabile al lavoro per gli adulti e nella scuola per i bambini; la qualità dei servizi sanitari offerti La Cgil di Parma è cosciente del ruolo che gli è assegnato dai 73500 iscritti e degli impegni che la vedono coinvolta nel prossimo futuro, obiettivi che richiedono, per essere perseguiti, un nuovo modo di vivere l'organizzazione sindacale, con una maggiore integrazione tra categorie e servizi. Per questo il congresso ha deciso che entro l'estate del 2006 debba avere luogo una Conferenza di Organizzazione della camera del Lavoro di Parma che metta a punto gli strumenti necessari a tale scopo. | |
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