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Ferrari, la Resistenza, il comunismo Il
23 agosto al cimitero della Villetta è stato ricordato, a 34 anni dalla
sua morte, Giacomo Ferrari " il comandante Arta". Una delegazione del
Partito della Rifondazione Comunista era presente con la bandiera del Circolo
che porta il Suo nome. Il compagno Ferrari, Prefetto di una Parma massacrata dai disastri della guerra fascista, ripeteva: "voglio che tutti i bambini abbiano una tazza di latte, ma proprio tutti e che tutti abbiano una casa dove ripararsi, ma proprio tutti. e che tutti abbiano di che sfamarsi, ma proprio tutti. E' quel insistere su "tutti" che accompagna la vita e il lavoro e il ricordo di Ferrari e ne esalta la sua figura. Mi sorprende che uomini politici avveduti possano in una cerimonia magnificare l'enorme ricchezza del nostro territorio e poi incontrarsi in altra sede e discutere di cittadini che non arrivano alla quarta settimana o prendere in esame la questione dei tanti che dormono in strada o della miseria latente di troppe persone che ormai viene catalogata col termine usuale di "nuove povertà". Domandiamoci che caratteristiche ha l'enorme ricchezza del nostro territorio? E come e perché quest'esorbitante ricchezza esclude una parte dei cittadini. La vita di Giacomo Ferrari ci racconta che ha sempre combattuto contro una società che vede "i ricchi diventare sempre più ricchi e la povera gente, sempre in maggior numero, cadere nella vasta area del disagio. Quando
il Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi gli chiese di rimanere al suo posto
di ministro perché l'Italia aveva bisogno delle sue competenze e del suo
rigore morale per continuare nella ricostruzione, egli rispose che era indispensabile
e urgente ricostruire ponti e strade, ma che lui sarebbe rimasto con la sua gente
per cercare, assieme a loro, di costruire anche una società più
giusta. In
futuro proporrò ai miei compagni di celebrare la figura di Giacomo Ferrari
leggendo alcuni brani dei suoi scritti, quelli più toccanti, quando parla
del fascismo, del ricordo dei tanti partigiani morti per un' Italia che doveva
risorgere con orizzonti e speranze nobili, quando parla di sfruttati e sfruttatori,
quando parla di una società più giusta
del socialismo
del
comunismo.
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