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Federazione PRC di Parma

Documento approvato dal Comitato Politico Federale


Parma, 8 maggio 2008

L’esito delle elezioni del 13 e 14 aprile apre, indubbiamente, uno scenario nuovo ed inquietante nel panorama politico italiano. La destra populista e demagogica di Berlusconi ottiene una vittoria netta, suffragata da un largo consenso anche nei ceti popolari. Nel Nord Italia le spinte xenofobe, ben rappresentate dalla Lega, sfondano in fasce della società che fino all’altro ieri avevano come riferimento la sinistra; la Lega raddoppia al Nord i suoi consensi mietendo voti fra i lavoratori e i fra le classi socialmente
più deboli. Il panorama politico del Nord Italia ne esce stravolto, profondamente mutato, inesorabilmente polarizzato a destra.

In questo contesto la sinistra, che geneticamente e culturalmente si definisce unica e vera forza opposta ed antagonista alla destra, non è più rappresentata in Parlamento.
La sinistra non ha saputo trasmettere ed il Paese non ha saputo riconoscere l’utilità ed il ruolo che la sinistra ha e deve avere nel contesto politico, istituzionale e sociale italiano. La sinistra ha fallito perché ha perso il contatto ed il rapporto con il paese reale, in particolare con le lotte ed i movimenti, disattendendo anche gli obiettivi prioritari che si era posta all’atto dell’ingresso nell’alleanza di governo con il centro-sinistra ossia
quelli di invertire la tendenza delle politiche economiche e sociali degli ultimi due decenni e di contrapporsi alle derive centriste e conservatrici radicate nella coalizione governativa. Nella sua partecipazione al governo la sinistra si è smarrita, ha smarrito la sua identità, anzi, ha fatto sì che questa identità e diversità divenisse un problema per sé e per i suoi interlocutori sociali preferenziali piuttosto che fonte di arricchimento per la politica del governo.

La sinistra sparisce dalle istituzioni perché soffocata dalle sue contraddizioni e strangolata dalla logica del bipolarismo, rispetto alla quale non ha saputo affrancarsi aprendo un dialogo diretto con i cittadini e con la società. Il risultato è catastrofico. La sinistra mancherà nelle istituzioni in un momento in cui le principali problematiche sociali, quali precarietà, casa, salari, aggressione del territorio e le preminenti problematiche
politiche, quali militarizzazione e subalternità europea alla nuova aspirazione imperialista su scala planetaria degli Stati Uniti, andranno certamente ad esplodere in tutta la loro drammaticità.

Di fronte al pericolo che da questa sconfitta si generi una crisi profonda nella sinistra ed in particolare all’interno di Rifondazione Comunista che porti ad una disgregazione del tessuto militante e della struttura partito, dobbiamo necessariamente contrapporre un percorso virtuoso che sappia preservare l’identità storica e ideologica del Partito della Rifondazione Comunista , che sappia ricostruire un senso di appartenenza collettivo ed un’identità unitaria e sappia, infine, riaprire il dialogo con la società.

Per questo è necessario riaffermare l’identità del PRC come soggetto necessario per la ricostruzione della sinistra in Italia. Un soggetto che si doti di un progetto politico, culturale e sociale che sappia riattivare le istanze del Partito, il tesseramento e l’iniziativa, che sappia ridare fiducia e speranza alle donne e agli uomini che hanno contribuito, con il loro lavoro e con la loro militanza, al consolidarsi di un senso comune di
appartenenza e comunità. Un senso comune che non può e non deve essere intaccato da ipotesi di scioglimento o superamento.

Il PRC, inoltre, deve porsi l’obiettivo di ricostruire la struttura ed i tessuti connettivali della sinistra italiana. Una ricostruzione che deve, però, evitare di frammentare la sinistra ma deve cercare di aggregarla, seppur partendo da identità distinte e differenti, di tutti quei soggetti che vivono e praticano “sinistra” nella società: i partiti, i movimenti, le associazioni, la militanza sindacale, i comitati, le rappresentanze territoriali e locali, le
vertenze ambientali. Questo processo di aggregazione deve assolutamente evitare il pericolo di spaccatura insito nelle proposte di costituente della sinistra da una parte e di costituente comunista dall’altra. La costruzione del percorso di riaggregazione della sinistra va, invece, aperta alla discussione libera, trasparente e democratica durante il percorso congressuale.

Ci opponiamo, pertanto, a chi vede strumentalmente nell’esito delle elezioni nazionali un pretesto per una resa dei conti sommaria a livello locale, senza nessuna prospettiva o progetto politico chiaro e trasparente ma al solo scopo di sostituirsi faziosamente all’attuale dirigenza di Federazione, pur essendo questa ormai alla fine del proprio mandato dovendosi aprire a giorni la fase congressuale.

Riaffermiamo con forza la necessità di riportare il dibattito politico interno nei percorsi democratici statutariamente definiti relegando al ruolo di presenze spurie coloro che considerano dibattito politico le proprie esternazioni personali sugli organismi di stampa, coloro che considerano democrazia interna il portare a conoscenza dell’opinione pubblica decisioni mai prese e deliberate dagli organismi democratici del Partito e coloro che si arrogano il diritto parlare e decidere nelle istituzioni a nome e per conto dei compagni
tutti.

Chiediamo pertanto al Comitato Politico Federale del Partito della Rifondazione Comunista di Parma di riaffermare il diritto dei compagni di percorrere la fase congressuale come statutariamente previsto portando il mandato dell’attuale segreteria sino all’insediamento della commissione congressuale federale.

Riaffermiamo, inoltre, l’imprescindibilità del fatto che il dibattito congressuale si svolga attraverso percorsi e con gli organismi e i regolamenti che lo Statuto del nostro Partito ha definito essere quelli legittimi per un confronto di idee aperto, leale, democratico, rispettoso delle diversità, che sappia produrre idee nuove e proposte politiche per la società e sappia costruire una identità comune che sostanzia e rafforza la nostra
azione: in una parola che sappia produrre Comunismo.

RUZZI
FERRARI
CARRARO
AMADEI
BENVENUTI
BIANCHI
BOCCHI GIANFRANCO
CAPPELLI
CORDANI
COZZI
CUTAIA
DELCHIAPPO
DISTANTE
GENUA
LORI
PERAZZI
PIZZAROTTI
ROSSI
SAMUELE
TERZONI
TESTA
VIOLANTE


PARMA