Articolo
di POLIS QUOTIDIANO (Parma) pubblicato il 07/08/2007 L'archivio
Tomasi va recuperato di Leonardo Di Jorio
Ho
avuto l'opportunità di visionare in diverse occasioni parte dell'archivio
Tomasi. Ero legato a Paolo da momenti di vita particolarmente cari: non solo è
stato testimone delle mie nozze, ma ci siamo spesso frequentati negli anni. Durante
le cento celebrazioni e nelle tante manifestazioni ci si cercava per far insieme
il percorso e scambiarci le opinioni sui fatti del giorno.
Un saldo legame
di stima e rispetto reciproco. Paolo mi ha mostrato e descritto il suo archivio
in diverse occasioni e devo confermare che ci troviamo di fronte ad una serie
di documenti di notevole importanza per la recente storia di Parma. Davvero preziosa
è la raccolta di fonti orali sulle Barricate dell'Oltretorrente, una documentazione
che permette non solo di gettare nuova luce sui protagonisti dell'agosto 1922
(Picelli, Cieri, Puzzarini), ma di far emergere tanti altri parmigiani, fi nora
sconosciuti, che parteciparono alla guerra di Spagna nelle Brigate internazionali
e tra le fi le anarchiche. Grazie alle fonti raccolte da Tomasi si può
ricostruire la storia dei nuclei famigliari emarginati alla "Navetta",
alla "Baia dal re" e nei "Capannoni".
Egualmente ricchissimi
i materiali sulla Resistenza a Parma e nella Provincia. Ma non è tutto
qui: Tomasi ha continuato a raccogliere documenti, volantini, dichiarazioni, comunicati
su tutti gli avvenimenti più importanti che si sono succeduti dal dopoguerra
ai giorni nostri: gli scioperi della Bormioli, l'occupazione del Manicomio di
Colorno, la prima occupazione dell'Università del 67, la contestazione
davanti al Regio nel 68, l'occupazione delle fabbriche, dell'Eridania, della Salamini,
lo scandalo edilizio degli anni 70, l'assassinio di Mariano Lupo.
A tal
proposito ricordo che, nell'agosto 2005, gli parlai della preparazione della cerimonia
in ricordo di Lupo. Il giorno seguente mi fece trovare un carpettone con tutta
la documentazione dei funerali di Lupo: fotografi e di compagni in lacrime e gli
oratori tra una folla enorme che da allora non si è mai più vista
per nessuna manifestazione civile o religiosa. Erano presenti le associazioni
partigiane, tutte le istituzioni, onorevoli e senatori, per ricordare una vittima
della violenza fascista.
Poi mi mostrò alcune fotografi e della
cerimonia in ricordo di Lupo nel 2003 e 2004: associazioni, istituzioni, onorevoli
e senatori erano spariti, e mi parlò di «un declino morale della
città a partire dalla sua classe politica». Paolo raccoglie e commenta,
scrive articoli, cerca notizie e cataloga con metodo e scrupolo. Che questo spaccato
della città e dei suoi cittadini abbia preso la strada di Milano non avrebbe
sorpreso Paolo che del mondo culturale di Parma aveva una visione amaramente critica.
Personalmente sono rammaricato: era mia intenzione suggerire alla famiglia
di collocare, almeno una parte dell'archivio, al "Centro Studi Movimenti"
che vede l'attività di un gruppo di studiosi altamente qualifi cati e professionalmente
coinvolti nell'attività di ricerca. Purtroppo, quando seppi che la famiglia
era intenzionata a donare tutto all'Istituto Storico della Resistenza, lasciai
cadere la mia proposta.
Non ha senso che queste carte restino a Milano.
Nel tempo dovremo trovare il modo, rispettando la volontà della famiglia,
di prendere contatti per vedere se sia possibile recuperare l'archivio. Questo
sarà compito di chi crede in quegli ideali di rigore e spirito critico
che hanno accompagnato la vita e il lavoro di Tomasi. Mi resta però il
timore che questa Amministrazione, per composizione e attività passate,
sia scarsamente interessata al recupero di una storia civica ribelle, di cui non
sembra condividere né valori né principi. estratto
da PolisQuotidiano.it
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