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Le scarpe buche di S. Ilario
di Leonardo Di Jorio

Mentre nel Palazzo comunale addobbato a festa si celebra il rito del "Sant'Ilario", un gruppo di migranti raccolgono stracci e cartoni, e dopo una notte passata sotto i voltoni della Pilotta affrontano la vita e le difficoltà di chi è escluso dal benessere spumeggiante di questa città lontana e indifferente.

Sono la parte più visibile di sacche di povertà e di emarginazione che ormai fanno parte del nostro confuso panorama cittadino.
Una situazione che non scandalizza più nessuno e che Ubaldi e la sua giunta fa finta di non vedere.

In un clima festoso il Sindaco racconta e vanta la sua Parma. Tra la gente i compagni del Comitato Antirazzista alzano uno striscione:"casa, problema dimenticato… Ubaldi crede solo nel libero mercato!" e poi distribuiscono un volantino in cui ripetono una denuncia che in tanti incontri pubblici ha messo in fibrillazione e difficoltà gli assessori del Comune: "in nove anni di amministrazione Ubaldi non è stato consegnato neanche un nuovo alloggio di edilizia popolare!"

E ancora il documento continua ricordando: "le decine di articoli propagandistici comparsi sulla stampa locale" e le affermazioni del Sindaco espresse nei festeggiamenti dell'anno scorso: "i problemi pressanti sono quello della casa , in particolare per quanto riguarda i lavoratori immigrati". Tutti impegni non mantenuti.

Ubaldi vanta in un suo passaggio: "…la Parma che cresce…non solo per l'arrivo di migranti…ma proprio di parmigiani"… e poi si guarda attorno, sa che non è vero, ma la Parma che cresce deve essere esaltata perché è strettamente legata alle "grandi opere" anche a quelle inutile e dannose come la "metropolitana"

Prima di azzardare certe affermazioni dovrebbe censurare i propri uffici da cui traggo queste note:
"Tra il 2004 ed il 2005, la popolazione della città è passata da 174.471 a 175.789 unità, con un incremento complessivo di 1.318 individui (558 maschi e 760 femmine): l'aumento complessivo è reso possibile da un saldo migratorio (differenza tra immigrati ed emigrati), pari a 1.634 unità, che compensa un saldo naturale, che resta negativo '-316' unità. (Fonte Ufficio Studi Statistica del Comune di Parma)"

La città non solo non cresce, ma invecchia inesorabilmente, e con questa generazione che sparisce, se ne va la Parma critica, generosa, popolarmente nobile e inquieta, insofferente alle prepotenze e al potere, sarcastica e beffarda alle penose bugie che vengono dal pulpito.
La Parma democratica e ribelle, difficile da amministrare, ma animata da un profondo responsabile senso di solidarietà, fatta di gente che con orgoglio sa alzare la testa al momento giusto.
E' una osservazione comune sentir dire che Ubaldi ha stravolto questa città.
In parte è vero.

Proprio in questi otto anni si sono strutturate e radicate in diversi quartieri delle sacche di povertà e di emarginazione che inevitabilmente danno origine ad un disagio collettivo.
Ubaldi queste realtà non le vuole né vedere né sentire perché offendono l'immagine della sua visione di una città protesa verso un immaginario futuro radioso.
Nei fatti questa amministrazione con le sue assenze si è resa responsabile del senso di precarietà e di pericolo in cui molti cittadini vivono.

La insicurezza e la microcriminalità non si sconfiggono con le telecamere oppure, come qualcuno dice, "alzando la guardia", ma intervenendo sulla incertezza di vita di molti parmigiani; sulle condizioni offensive in cui sono costrette a vivere troppe famiglie: realtà che vengono nascoste e ignorate come fatti vergognosi che non ci appartengono.
La sicurezza si costruisce investendo risorse sui primi elementari problemi di sopravvivenza civile.

Questa sera il gruppo di migranti tornerà sotto i voltoni della Pilotta ad affrontare un'altra notte all'addiaccio, ma la questione non turba nessuno…importante che la mattina lascino l'ingresso della Palatina liberato dai loro cartoni e dalle loro povere cose.
Per Ubaldi e la sua giunta non esistono, sono soltanto dei fantasmi da ignorare .

Sant'Ilario umile migrante, uomo di mondo e barbone europeo dall'alto dello stendardo come un povero Cristo in croce ascolta le belle parole, gli applausi, il clima gioioso … guarda e ci compatisce.

Parma 13 gennaio 2006

Leonardo Di Jorio
Comitato Politico Regionale
Rifondazione Comunista


PARMA