| Congresso PRC: Documento presentato dalle mozione 2, 3, 4. Al termine del percorso congressuale più difficile nella storia del nostro Partito, il Congresso Provinciale della federazione di Parma ritiene necessario voltare pagina con la fase passata che ci ha condotto all'attuale disastro e ripartire sul terreno della ricostruzione di un Partito militante, capace di organizzare i lavoratori, i giovani, le donne e i migranti nella lotta per il cambiamento della società. Con una destra saldamente al governo e con un Pd a fare un "opposizione" che su molti temi potrebbe avere posizioni anche più liberiste e filo-padronali di Tremonti, con un sindacato sempre più concertativo ed una sinistra a pezzi, dobbiamo essere coscienti che sui lavoratori si scaricheranno enormi misure impopolari. Le possibilità di una ripresa delle lotte e delle mobilitazioni c'è, ma queste si svilupperanno in una situazione politica e sociale assai difficile. Questa fase difficile deve essere attraversata fino in fondo. In primo luogo, per invertire la rotta è necessario ripartire da una nuova Rifondazione Comunista da rilanciare a partire da un umile e paziente lavoro nei luoghi di lavoro e di studio, nelle periferie, nel conflitto. Si tratta di ricostruire un modello di militanza e di discussione politica che dia alla base del Partito gli strumenti necessari per ricomporre quel radicamento senza il quale il nostro Partito è condannato a spegnersi nell'istituzionalismo e nelle passerelle mediatiche. Si ritiene pertanto necessario che i circoli e la federazione individuino luoghi di lavoro presso cui recarsi per condurre un inchiesta approfondita sulle condizioni di lavoro e di vita di tutti quei lavoratori che percepiscono la sinistra lontana dai loro bisogni. Tale percorso deve essere realizzato dando centralità al Dipartimento Lavoro all'interno del quale dovranno essere inseriti componenti del Cpf e dei 24 circoli della federazione. L'inchiesta dovrà porre le basi per l'intervento successivo verso i posti di lavoro, consentendo al tempo stesso al Partito di prendere contatti con i delegati e il lavoratori delle realtà produttive più significative presenti sul territorio. Inoltre, individuiamo la battaglia in difesa del Contratto Nazionale di Lavoro come lo snodo cruciale della prossima fase politica. Bisogna dunque prepararsi a questo nuovo scontro sostenendo le posizioni critiche nel movimento sindacale e tutti quei lavoratori e delegati che si stanno opponendo alla controriforma, ma soprattutto è indispensabile organizzare i nostri compagni e simpatizzanti per un intervento sistematico, dal basso, capillare, contribuendo a costruire momenti di autoorganizzazione e coordinamenti di lavoratori che raccolgano le forze per questa battaglia decisiva. Per questo motivo, riteniamo necessaria la convocazione a fine settembre di una conferenza dei lavoratori iscritti al Partito con l'obiettivo di discutere e organizzare una linea d'intervento nelle aziende e nel movimento sindacale. Su queste basi, in un partito che ponga al centro la militanza, sarà allora possibile parlare di una vera democrazia interna, di controllo della base sui vertici, della formazione di una nuova generazione di quadri e di militanti. Per quanto concerne la politica istituzionale, i due ultimi appuntamenti elettorali, primo quello del 2007 delle Comunali di Parma (PRC al 3%) e poi quello delle politiche 2008 (PRC al 3-4%), sanciscono con tutta evidenza una frana di voti derivante da alleanze di "governo" (locale e nazionale) senza alcun risultato concreto, e qui a Parma addirittura prive a priori di contenuti politici. Una sovrapposizione catastrofica di inadeguatezza politica che ha provocato volatilità e fuga del consenso. E' ormai non più rinviabile l'avvio di una serie di campagne in città contro le politiche repressive e speculative della giunta Vignali (metro, inceneritore, Ghiaia, ospedale vecchio, abitazioni, diritti sociali e democratici dei migranti, ) con l'obiettivo di provare ad aggregare attorno a questo intervento le forze sociali e politiche che in questi anni hanno provato a mobilitarsi e a costruire opposizione sociali. Almeno dalle elezioni provinciali in poi (2004) il PRC ha scelto di non giocare "qui ed ora "alcun ruolo rispetto ai grandi temi che hanno toccato e toccano i cittadini ed i lavoratori. Tutto il territorio provinciale è stato oggetto delle peggiori scorribande della speculazione edilizia, della lobby del catrame, dello sfruttamento privatistico dei beni comuni, di un catastrofico impoverimento del Welfare ( Scuole pubbliche, Trasporto pubblico, Alloggi erp;..), e di interventi devastanti della finanza e dei mega-centri commerciali. In certi casi il Partito è addirittura divenuto controparte rispetto a propri circoli e a movimenti che contestavano o contestano le scelte ultraliberiste istituzionali: dalla questione Parmacotto alla costruzione di quattro mega centri commerciali; dall'assedio del cemento e catrame di beni architettonici e paesaggistici alla questione dell'inceneritore; dalla mortificazione della scuola pubblica all'arretratezza del trasporto pubblico e di servizi essenziali per terminare con il tema della mancata stabilizzazione dei precari dell'Ente. I
rappresentanti in giunta e la dirigenza del Partito in più occasioni quindi
sono stati palesemente in contrasto con detti movimenti e con i territori. E'
quindi necessario mettere mano ad un rinnovamento del gruppo dirigente del Partito,
nell'ottica di una gestione unitaria, e contemporaneamente procedere alle dimissioni
immediate o al ritiro dei 2 rappresentanti del Prc dalla giunta Bernazzoli con
lo scopo di intraprendere un percorso pubblico e partecipato fatto di iniziative
pubbliche, assemblee, conferenze che servano a verificare in tutto il territorio
quanto è stato prodotto dall'amministrazione provinciale, confrontandosi
con i lavoratori e i cittadini. | |
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