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Monica Donini, di Rifondazione Comunista eletta Presidente del Consiglio Regionale dell'Emilia-Romagna

(16 maggio 2005) - E’ cominciata all’insegna dell’accordo l’VIII legislatura della Regione Emilia-Romagna.
Alla prima votazione (presenti 50 consiglieri) è stata eletta alla presidenza dell’Assemblea legislativa Monica Donini (unica astensione a livello personale - oltre a quella della stessa candidata - quella di Andrea Leoni di Forza Italia). Le successive votazioni hanno portato alla vicepresidenza Paolo Zanca (Centro sinistra per l’Emilia-Romagna) e Luigi Villani (Forza Italia) e all’elezione dei segretari Matteo Richetti (Uniti nell’Ulivo) e Marcello Bignami (Alleanza Nazionale).
Il ruolo dei questori è stato affidato, con un’ulteriore votazione, a Gian Luca Rivi (Uniti nell’Ulivo) e a Roberto Corradi (Lega Nord).
"Accetto con grande onore questo ruolo a garanzia e tutela delle istituzioni, consapevole dell’onere che comporta - ha detto la neo presidente Donini - e mi impegno fin da subito a lavorare nel rispetto di ognuna ed ognuno". La presidente ha definito l’Assemblea regionale il luogo in cui devono trovare casa i valori della democrazia e della convivenza civile e ha auspicato la presenza di spirito di collaborazione da parte di tutti per mostrare ai cittadini il "lato migliore" delle istituzioni. Infine un accenno alla presidenza al femminile, "che non compensa la scarsità della presenza delle donne nell’Assemblea, ma che si augura possa dare loro maggiore visibilità".
"L’ottava legislatura comincia bene". Con questo commento il presidente Vasco Errani esprime soddisfazione per l’elezione alla Presidenza dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna di Monica Donini . "Un risultato - ha aggiunto Errani - che segna uno spirito istituzionale positivo, protagonisti maggioranza e opposizione assieme. "L’elezione di una donna – ha sottolineato il presidente – è inoltre un passo avanti verso la parità di genere, un obiettivo ancora da raggiungere ma sul quale lavoreremo con impegno". "I prossimi anni - ha riferito - dovranno portare a vincere la sfida della competitività scommettendo sulla conoscenza, il sapere, i giovani e la coesione sociale. In particolare la qualità sociale e ambientale sono le sfide che affronteremo con grande impegno. E sono convinto che la società regionale, le persone, i cittadini dell’Emilia-Romagna abbiano la forza , le competenze e l’energia per poterle affrontare in modo vincente, continuando ad essere quella grande regione europea che siamo".
Il presidente ha annunciato inoltre che la Giunta e il programma di legislatura verranno presentati nella prossima seduta consiliare, che si terrà entro fine mese.


discorso di insediamento a
PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA REGIONALE
di MONICA DONINI


Gentile Presidente, gentile consigliere e consiglieri, vi ringrazio per il grande onore che mi avete concesso di rappresentare questa nostra Assemblea regionale.

Sono consapevole dell'onere conseguente alla fiducia che con questa scelta in me avete riposto e mi impegno fin da ora a svolgere degnamente il ruolo assegnatami nel rispetto di ognuna e ognuno di voi.

Approfitto di questo momento per salutare chi mi ha tanto autorevolmente preceduto, il Presidente La Forgia, certa del fatto che ciò che lasciato impresso qui con il suo lavoro rappresenterà per me un contributo prezioso per procedere.

Accetto con emozione e convinzione il ruolo di garanzia e di tutela delle istituzioni, ruolo al quale io ho sempre guardato con rispetto, perché esso rappresenta una parte importante della costruzione della democrazia.

Il Presidente di un'assemblea elettiva ha il compito di affermare l'osservanza delle regole per consentire a ciascuno dei componenti l'espressione del proprio parere, personale certo, ma per ognuno anche rappresentativo di una parte di società che vive al di fuori delle "mura del palazzo", perché tutti noi insieme siamo lo specchio e l'espressione delle diversità che compongono la nostra Comunità regionale.

Da questo punto di vista, leggo il significato di un'Assemblea elettiva come il luogo in cui possono e devono trovare il loro massimo significato, a partire dai comportamenti, i valori della democrazia, fondamento di altri valori imprescindibili per una società evoluta, quali la pace, la giustizia sociale, il progresso della civiltà, la civile convivenza.

Il mio essere "donna di parte" – tutti voi sapete che entro in questo consiglio da Segretaria regionale del mio partito, carica dalla quale annuncio formalmente che mi dimetterò al termine di questa seduta, - la mia appartenenza, dicevo, ad una ben precisa parte politica non sarà d'ostacolo nella ricerca continua e costante di quell'equilibrio che la carica di Presidente ha il dovere di esercitare costantemente.

Approdo, infatti, a questa assemblea dopo un'esperienza decennale in consigli comunali, da forza di opposizione prima e di maggioranza poi, ed ho imparato direttamente quanto sia importante che tutti, maggioranza e opposizioni, forze politiche grandi e piccole, debbano avere gli stessi diritti e gli steso doveri nella partecipazione democratica, con ruoli diversi, naturalmente, ma con minore senso di responsabilità e di civile convivenza.

Ma non è questa la sola ragione. Penso che, non potendo esistere l'assoluta neutralità in un consesso come quello nel quale ci troviamo, né nessuno di noi, presumo, creda che la neutralità in politica sia un valore, l'essere "di parte", ma con il compito di garantire tutti mi spingerà ad interrogarmi costantemente, a confrontarmi, a una ricerca continua e voluta di equilibrio ed equità nei rapporti istituzionali e sono convinta che ciò garantisca di più che non la "casualità" che potrebbe derivare dall'assenza di opinioni personali.

E per essere più esplicita cito qui la celeberrima frase di Voltaire, presa dal "Trattato sulla tolleranza" del 1763: "Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo".

L'affermazione di Voltaire, rappresentativa dell'intera cultura illuministica, spiega, con parole più adeguate di quanto potrebbero mai essere le mie, il sentimento con il quale mi avvicino a questo ruolo, certo con un po' di timore reverenziale, ma altrettanto piena di buone intenzioni e di spirito di collaborazione. Spirito di collaborazione che sono certa di trovare in tutti voi, convinta che sarà una prerogativa di questa assemblea nel suo complesso, al di là delle collocazioni di ciascuno, quella di mostrare ai cittadini emiliano romagnoli il lato migliore delle istituzioni.

Questa legislatura ci vedrà impegnati ad attivare tutti gli strumenti a nostra disposizione per affrontare tanti temi - l'attuazione dello Statuto, la concretizzazione dei contenuti del programma di mandato che il Presidente Errani ci illustrerà nella prossima seduta e ciò che partirà dall'iniziativa dei consiglieri di maggioranza e di opposizioni. Con spirito di innovazione, il nostro dovere è quello di cogliere i bisogni espressi dalla società emiliano-romagnola, di rispondere al meglio alle esigenze materiali e morali di coloro che vivono nella nostra Regione, di farli sentire protagonisti delle scelte che li riguardano.

L'Ufficio di Presidenza, quindi io stessa e i colleghi consiglieri che a vario titolo mi affiancheranno – ai quali garantisco collegialità e attribuzioni di specifiche responsabilità – l'Ufficio di Presidenza, dicevo, farà la sua parte, cercando di essere presente non solo dentro quest'aula per svolgere il ruolo istituzionale, ma, nell'esercizio delle proprie competenze, muovendosi sul territorio, partecipando ad iniziative, ricevendole espressioni della società civile, collaborando ad aumentare la vicinanza fra la nostra Istituzione e i cittadini.

Credo moltissimo, come penso tutti i presenti, alla partecipazione come mezzo e anche come fine. Come mezzo, per arrivare alle scelte migliori e maggiormente condivise; come fine perché la partecipazione rende sostanziale la responsabilità collettiva, il senso di appartenenza a una comunità, la democrazia.

Un impegno fatto di tanto lavoro concreto e quotidiano.

Questa Regione in molte occasione ha saputo dimostrare che è possibile favorire una "cittadinanza attiva", che lavora insieme alle istituzioni, che si fa portatrice di idee e istanze collettive, che agevola i processi di trasparenza, che allarga il significato della rappresentatività e che sa corresponsabilizzare nella costruzione del bene comune. Inoltre credo che la Presidenza dell'Assemblea e il suo ufficio possa giocare un ruolo importante nel rendere sempre più virtuoso ed efficace l'intreccio delle relazioni fra le istituzioni delle altre Regioni e dare un proficuo contributo alla crescita delle esperienze di collaborazione e cooperazione internazionale. Spero, infine, che una presenza femminile a presiedere l'assemblea, pur non riparando al danno della ridotta presenza di consigliere in questa legislatura, possa avere il significato di dare visibilità e agibilità politica a quella che in altri tempi veniva chiamata "l'altre metà del cielo".

Le donne, in questa regione specialmente, contribuiscono grandemente al progresso civile, umano e politico della nostra società.

Eppure, quando si tratta di dare ad esse il ruolo della rappresentanza politica, si riscontra una sottostima delle potenzialità che le donne possono esprimere, dalle affermazioni di principio non si riesce a passare ai fatti concreti e di tempo per farlo ne abbiamo avuto, ricordo che il prossimo anno si celebreranno i sessant'anni dalla sanzione del suffragio universale che ha attribuito il diritto di voto alle donne nel nostro Paese.

So di non poter cambiare solo volendolo questo stato di cose, ma il mio impegno è quello di percorrere tutte le strade possibili affinché si possa sentire la voce delle donne, si possa conoscere il loro punto di vista, possa trovare pari dignità il loro diverso approccio alla politica e alla vita. Auguro a tutti e voi – e a me stessa – buon lavoro e mi congedo da voi, scusandomi se vi ho un po' tediato, o se il mio approccio forse vi sarà parso troppo personale. Del resto, le diversità di genere sono una parte di ciò che io desidero rappresentare, come dicevo, a partire, dai contenuti certo, ma anche da stili un po' meno rituali, ma non per questo mano rispettosi o rigorosi.

Impareremo a conoscerci e a condurre insieme il compito che ci è stato dato. Avrò bisogno e confido sull'aiuto di tutti per promuovere collegialità e rendere sempre più efficace e trasparente il lavoro di questa Assemblea.

Grazie a tutti.

Monica Donini

Bologna 16 maggio 2005


La biografia del nuovo Presidente

Monica Donini è nata a Cesena il 4 luglio 1960. E´ laureata in Geologia e insegnante di matematica; vive a Longiano, è sposata e madre di una figlia. Cattolica, deve all’adesione al movimento dei "Cristiani per il Socialismo" (nei primi anni ’70) l’inizio della sua formazione politica. É impegnata nel Partito della Rifondazione Comunista dal 1995; attualmente è anche: consigliera comunale a Cesena, componente del Comitato politico regionale e del Comitato politico nazionale. Dal 2002 ad oggi è stata Segretaria regionale, carica dalla quale si è dimessa appena eletta alla Presidenza dell’Assemblea.



Il comunicato della Segreteria Regionale del PRC

Siamo lieti di annunciare l'avvenuta elezione a Presidente della neo insediata Assemblea regionale di Monica Donini, segretaria regionale di Rifondazione Comunista.

L'elezione è avvenuta a larghissima maggioranza (48 voti su 50), cosa che valutiamo essere un buon viatico per questo impegnativo e prestigioso mandato.

A seguito dell'insediamento del Consiglio e dell'avvenuta elezione, Monica Donini ha riconsegnato al partito il suo mandato di Segretaria regionale, affidando alla segreteria nel suo complesso la direzione del Partito ad interim, in attesa del Congresso regionale che si svolgerà a fine giugno.

Auguriamo buon lavoro a Monica Donini per il suo nuovo incarico, certi che il Presidente Errani, l'Assemblea nel suo complesso, la futura Giunta, le lavoratrici e i lavoratori dell'Ente regione e le cittadine e i cittadini tutti sapranno apprezzare le sue indiscusse qualità umane e politiche, che noi ben conosciamo.

Approfittiamo dell'occasione dell'insediamento per augurare buon lavoro anche al capogruppo Leonardo Masella e al consigliere Renato Del Chiappo e insieme a loro a tutte/i le/i consigliere/i.

La Segreteria regionale PRC Emilia Romagna

16 maggio 2005


RIFONDAZIONE COMUNISTA