| Il fosforo non fa audience Iraq.
Salvo poche eccezioni, prevale il silenzio sulla denuncia di ''Rainews24''. La
trasmissione, la cui conduzione data la gravità del tema è stata
affidata al direttore Antonio Di Bella, dopo la messa in onda del filmato e delle
testimonianze girate a Falluja da Ranucci, ha accolto gli interventi di Massimo
Teodori e Vittorio Zucconi. Sorvolando sulle discutibili dichiarazioni del primo,
merita un'attenta osservazione quanto è stato detto dall'inviato di "Repubblica"
a Washington. Zucconi ha infatti citato la rivista ufficiale dell'artiglieria
americana, la "Field Artillery", come fonte in merito all'uso del "White
Phosphorus", "Willy Pete" come viene chiamato nel linguaggio militare. I tre relatori esprimono nel memorandum anche il rammarico per lo spreco del fosforo migliore come fumogeno, quando sarebbe stato meglio conservarlo per l'impiego nelle missioni letali. In verità, un'altra rivista militare americana, "Infantry Magazine", ha già pubblicato un rapporto sull'uso di proiettili al fosforo bianco, che sarebbero stati sparati nell'aprile 2003 contro la Guardia repubblicana di Saddam Hussein nei dintorni della città curda di Erbil. Ma "Field Artillery" e "Infantry Magazine" non sono le uniche fonti di informazione che si sono espresse in merito alla polemica. Dall'agosto 2003 i giornali americani ed inglesi "The Independent", "Sydney Morning Herald", "San Diego Union Tribune" e Daily Mirror hanno riportato la notizia dell'impiego delle armi chimiche nella guerra combattuta in Iraq, citando come fonti militari impiegati nell'operazione "Iraq Freedom". Di fronte a queste accuse, il governo americano, attraverso il Pentagono e il Dipartimento di Stato, si è difeso facendo sapere di aver utilizzato il fosforo bianco soltanto secondo luso previsto, cioè come fumogeno o tracciante per illuminare le zone nemiche e non come arma proibita. Dal 10 ottobre 1980, infatti, lutilizzo del fosforo bianco nelle zone dove è ipotizzata la presenza anche di civili è stato vietato dalla Convenzione di Ginevra (protocollo III), che ne ha però riconosciuto lapplicazione come mezzo per segnalare obiettivi militari. Proprio a questo suo uso legittimo si richiama il governo americano per allontanare da sé lamaro calice della colpa. La rivelazione dellinviato di "Repubblica", riportata ieri anche dal sito web di "RaiNews24", è stata contestata nel corso della puntata di venerdì di "Primo Piano" da Massimo Teodori. Ha infatti dichiarato che durante lassedio di Falluja non sarebbero state uccise brave persone, ma terroristi e tagliatori di teste che si facevano scudo dei civili. Del resto - ha aggiunto - la guerra è guerra. Che si usino queste o quelle armi in fondo è la stessa cosa. Forse bisognava ricordare al vecchio radicale in giacca e cravatta - come lo ha definito Maurizio Chierici ieri su lUnità - che anche nella guerra ci sono procedure proibite dalle convenzioni internazionali e che i corpi di bambini e donne filmati nel documento di Ranucci sono difficilmente assimilabili a pericolosi terroristi pronti a immolarsi per la causa di Allah. In
Italia, dove il caso è stato consegnato alloblio della tv oltre che
a quello della stampa, alcune testate giornalistiche stanno tentando di squarciare
il velo del silenzio mediatico e pubblico riservato alla vicenda. Il manifesto,
lUnità e Liberazione sono state le uniche
fonti di informazione a dedicare costante attenzione al problema. Proprio il giornale
di Piero Sansonetti "Liberazione" si è fatto promotore della
manifestazione tenutasi ieri a Roma davanti allAmbasciata americana di via
Veneto. Alla protesta hanno aderito Rifondazione comunista, Comunisti italiani,
Verdi, Cgil, Cisl e varie organizzazioni pacifiste. Mentre per oggi un nuovo sit-in
è stato organizzato a Milano davanti al Consolato Usa. Assenti la destra
e parte della sinistra: Ds, Margherita, Sdi di Boselli e Udeur di Mastella. I
capigruppo dellUnione alla Camera hanno già presentato specifiche
interpellanze sull'intera vicenda. Ieri ha fatto altrettanto Piero Di Siena, vicepresidente
del gruppo Ds-Ulivo in Senato, presentando uninterpellanza parlamentare
firmata da 33 senatori dellintergruppo pacifista Samarcanda.
L'obiettivo è avere chiarimenti sulla condotta americana in Iraq. | |
| INTERNAZIONALE | |