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Liniziativa
e la lotta per la pace e i diritti umani, per la certezza del diritto internazionale
e il rispetto delle autonome scelte di ciascun popolo, sono e saranno sempre parte
fondante delliniziativa dei metalmeccanici, dicevamo due anni fa al
Congresso nazionale. A questi principi è legato limpegno per i diritti
fondamentali del popolo palestinese e per la nascita di un vero Stato Palestinese
indipendente a fianco a quello di Israele. Per le stesse ragioni la Fiom , ha
preso posizione e partecipato in questi anni al movimento contro la guerra e per
la pace, senza se e senza ma. Il ritiro delle truppe italiane dallIraq è
un risultato anche di questo movimento, che si è manifestato con particolare
forza in Italia dal 2001, anno dell attacco degli Stati Uniti all
Afghanistan (Enduring freedom). Oggi le truppe italiane, quasi 2000 militari,
sono presenti in Afganistan ed è a dir poco irrealistico definirla una
missione di pace. La natura bellica della missione è oggi evidente, la marginalizzazione dellONU, altrettanto. Si estende la guerra scatenata dagli Stati Uniti allindomani dell11 settembre 2001, contro cui si erano levate le voci e liniziativa del movimento per la pace. Una guerra che, come sempre, non ha portato democrazia e libertà, ma ha favorito strategie, gruppi e attacchi terroristici, mentre il Governo in Afganistan, voluto dagli Stati Uniti, cerca di puntellarsi con i Signori della guerra che hanno manolibera in buona parte del paese, le basi militari Usa si moltiplicano, la produzione di oppio aumenta. I problemi economici e sociali dellAfganistan si aggravano rapidamente. La guerra mostra, ancora una volta, di essere sbagliata in sé, di essere soltanto strumento di distruzione. Per questo è necessario che anche le truppe italiane in Afganistan vengano ritirate e che si avvii un radicale cambiamento della politica estera, a cui il precedente Governo ha rovinosamente impresso un marchio bellicista e totalmente dipendente dalla politica della Amministrazione USA. Non ci sono due tempi: prima quello dellordine portato dalla guerra e poi la risposta agli enormi bisogni sociali di popolazioni oppresse e poverissime. Prima la guerra, poi il Diritto. Cè
un tempo solo per la sicurezza e il diritto a vivere e decidere di sé di
quelle popolazioni: il tempo della pace, della giustizia, del rispetto incondizionato
del diritto internazionale. Per questo, limpegno dellItalia per lapplicazione
dellarticolo 11 della nostra costituzione, si deve tradurre ritirando le
truppe anche dallAfganistan e prevedendo invece un forte impegno in campo
sociale e civile. LItalia agisca affinché lUnione Europea diventi
protagonista nel prevenire i conflitti, nellintervenire per una loro pacifica
risoluzione, nello sviluppare una cooperazione paritaria nord-sud, in cui la solidarietà
internazionale significhi anche giustizia sociale; operi per la riforma e democratizzazione,
urgentissima, delle Nazioni Unite. Unaltra politica estera è possibile
e necessaria: lItalia esca dalla guerra e si impegni a costruire alternative
di pace. | |
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