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Asor
Rosa, la sinistra e l'Europa
Un
commento all'articolo che dichiara fallito l'esperimento della Camera di consultazione,
apparso qualche giorno fa su ''l'Unità'' Giuliano
Garavini In
un articolo pubblicato sullUnità del 15 gennaio scorso Asor Rosa
ripercorre la vicenda di un anno di vita della Camera di consultazione della
sinistra da lui presieduta, e concepita come tentativo di mettere a confronto,
contaminare, far fruttare le diverse anime della sinistra radicale
a partire da quelle più movimentiste, per arrivare a Rifondazione comunista,
ai Verdi, ai Comunisti italiani, alla sinistra Ds.
Unesperienza partita
con il forte entusiasmo della prima assemblea alla Fiera di Roma che, pur con
alterne vicende, è andato nel tempo dissipandosi. Come una mongolfiera,
la Camera di consultazione ha visto staccarsi prima la zavorra del gruppo de il
Manifesto, poi anche il partito di Bertinotti se ne è volentieri
liberato. A quel punto la Camera di consultazione è volata nel cielo dellastrazione,
portandosi appresso i Comunisti italiani come ultimi passeggeri.
Ma Asor
Rosa non si limita nel suo articolo a constatare un fallimento. Aggiunge una critica
allautoreferenzialità di gruppi e gruppuscoli della Sinistra radicale
vista come uno dei fattori scatenanti che hanno impedito il successo del primo
serio tentativo di superare gli steccati e sfidare i moderati. Ribadisce che nel
futuro una sinistra, sia in Italia che in Europa, non sarà né comunista
né post-comunista, ma semplicemente un prodotto nuovo in linea con il mondo
contemporaneo. Egli compila, a questo proposito, un elenco delle questioni che
differenzierebbero i radicali dai moderati nella sinistra: 1) le questioni
della pace e della guerra; 2) la difesa della Costituzione, della legalità
e della laicità dello Stato; 3) la nozione e la pratica di una democrazia
partecipata; 4) la difesa del lavoro, la ricostruzione dello Stato sociale; 5)
la centralità delle questioni di genere; 6) il nuovo rapporto fra sviluppo
e ambiente (la nuova sinistra non sarà né rossa né verde:
se sarà, sarà rosso-verde). A parte il secondo punto (anche
nella sinistra moderata abbondano i difensori della Costituzione e della laicità
dello Stato) e il fatto che più della difesa del lavoro la sfida è
quella di ridare al lavoro la sua dimensione creativa, i punti sono ben scelti.
Lanalisi
di Asor Rosa è lucida e largamente condivisibile. Ma non per questo ne
vanno sottaciuti i limiti e alcune miopie.
In primo luogo la Camera di
consultazione è stata solo uno dei vari tentativi di ricostruire in Italia
le basi politiche e culturali per ununitarietà fra le forze di sinistra
allindomani della caduta del muro di Berlino. Unimpresa faraonica
che prenderà necessariamente tempi lunghi e avverrà solo grazie
allazione di movimenti, di simboli, di leader carismatici, di battaglie
politiche, di tragedie, così come si sono formati nel passato il movimento
comunista e quello socialista. Non si può dimenticare che la stessa Rifondazione
comunista è nata nel 1991 come movimento di critica alla burocrazia e allo
statalismo, non come partito, proponendosi di radunare le varie anime della critica
al capitalismo, nonché allegemonia americana, e dare loro modo di
partecipare. E questa soluzione si impose solo dopo aver chiesto alla maggioranza
dellallora Pci di tentare la via di una Federazione della sinistra, opzione
respinta sdegnosamente da Achille Occhetto. In seguito vi sono state esperienze
come la Camera di consultazione della sinistra che sono fallite in special modo
a causa dellintervento di Armando Cossutta, allora convinto che piccolo
è bello e controllabile. E ancora vi sono state altre iniziative, anche
durante il primo governo di centrosinistra di Prodi e durante il governo di dAlema,
quando sembrava che il mondo dovesse essere liberista o non essere. Più
recentemente sono emersi fenomeni come il Forum sociale europeo, i dibattiti organizzati
fra gli altri anche dallassociazione Aprile, e la rinascita di varie associazioni
e riviste di analisi e critica della società contemporanea. Tutti questi
contesti hanno stabilito contatti e incentivato un dialogo fra le varie anime
della sinistra. Camera di consultazione a parte, il dibattito culturale per una
nuova sinistra italiana è iniziato prima di essa e certamente resterà
in piedi dopo.
In secondo luogo, sembra quanto meno ingeneroso escludere
dalla riflessione lesperimento della Sinistra europea, benché non
sia ancora chiaro cosa sia oggi e cosa sarà in futuro. Essa raccoglie in
Europa alcuni partiti comunisti e della sinistra radicale sotto la presidenza
di Bertinotti, ma non si configura come un vero e proprio partito sul modello
del Partito socialista europeo (che daltronde è sì un partito,
ma solo in apparenza visto che mette insieme tutto e il contrario di tutto). In
Italia, Sinistra europea ambisce a configurarsi come la sezione italiana del suo
omologo europeo e a mettere in comunicazione associazioni, movimenti, singoli
cittadini offrendo lopzione di potersi iscrivere ad essa senza essere iscritti
a Rifondazione. Sinistra europea è un nome generico. Come tale né
comunista, né post-comunista. Un nome bello che pensa oltre la dimensione
nazionale. Daltronde essa potrà farsi protagonista di una battaglia
per una nuova egemonia del pensiero di sinistra solo compiendo scelte coraggiose
che non la configurino come lorto di Rifondazione in cui raccogliere i delusi
del riformismo. Essa dovrà promuovere una sua autonomia finanziaria e organizzativa,
dovrà riuscire a coinvolgere un numero sempre maggiore di associazioni
(magari anche Aprile) ed esponenti del mondo politico e culturale esterni allambiente
del partito di Bertinotti. Se veramente vi riuscisse, in fondo essa potrebbe prendere
il discorso di Asor Rosa proprio da dove lui lo ha lasciato, magari avvalendosi
anche della sua esperienza.
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