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''L'ottimo
risultato di Bertinotti'' Interviste. Parla Franco Giordano, presidente del
gruppo di Rifondazione comunista alla Camera di
Cristina Cosentino (da
Aprileonline)
Un
risultato che ha entusiasmato e sorpreso anche i più ferventi sostenitori
delle primarie dell'Unione. Ieri un fiume di persone si è riversato nei
seggi, troppo pochi, per esprimersi e contare, finalmente, nelle decisioni del
centro-sinistra. Chi in questi mesi di campagna per le primarie le ha definite
inutili, controproducenti, un'americanata, si è trovato di fronte, con
più di 4 milioni di votanti, ad un processo democratico reale. Se da un
lato il popolo dell'Unione ha voluto indicare il candidato premier, ci sono altre
sfaccettature da tenere in considerazione per spiegare una così vasta partecipazione.
Il popolo dell'Unione ha voluto decretare la fine del Berlusconismo, ha sottolineato
il disgusto per quei colpi di mano autoritari della Casa della Libertà
e lo ha fatto anche con il voto di ieri. Abbiamo chiesto a Franco Giordano, presidente
del Gruppo di Rifondazione comunista alla Camera, di commentare il risultato.
Rifondazione
Comunista ha puntato dal primo giorno su queste primarie. Chi ne sanciva l'inutilità
è stato smentito dai numeri... C'è stato un livello di partecipazione
così grande da spazzare via le diffidenze e le critiche di chi si era posto
in contrasto con questo tipo di esperienza. Il popolo dell'Unione ha voglia di
partecipare, di incidere e di decidere. Coloro che pensavano alle primarie come
una iniziativa elitaria non avevano occhi per guardare realmente la società
italiana, bisogna che cambino gli occhiali e riflettano sul valore e sulla portata
dirompente di questa esperienza. Anche il voto a Rifondazione è straordinario,
soprattutto in riferimento a questa crescita di partecipazione: con 4 milioni
e 300 mila votanti avere una simile tenuta implica una crescita anche dentro la
società italiana. Abbiamo ottenuto circa 600 mila voti, che sono quasi
la metà dei voti ottenuti alle elezioni europee ed un terzo dei voti delle
politiche. Un risultato straordinario, nessun altro candidato ha retto questo
livello di partecipazione. È
inevitabile fare il paragone con le primarie negli Stati Uniti
A differenza
del modello americano, in Italia questa esperienza si è contaminata, così
come è accaduto in Puglia per Nichi Vendola, di un lavoro già svolto
da una straordinaria stagione di movimenti, il movimento no global, il movimento
pacifista, l'esperienza di conflitto sociale, un movimento opinione democratica.
Nelle primarie si è innestata anche questa stagione di partecipazione.
Il modello americano ha una partecipazione caratterizzata, in prevalenza, dalle
lobby di potere, quella di ieri è stata, al contrario, una esperienza di
democrazia forte e determinata. Questa deve essere una risorsa anche per il futuro:
l'Unione è la partecipazione del suo popolo, non si definisce se non così.
Da ora in poi dovremo utilizzare questo strumento non solo sui candidati ma con
continuità, anche sulla costruzione delle scelte politiche. Come
leggere ora, anche sotto l'aspetto qualitativo, il risultato delle primarie? Ha
pesato, soprattutto in quest'ultimo periodo, la scelta autoritaria fatta dalla
Casa delle Libertà sulla legge elettorale e sul tentativo di un presunto
recupero del deficit di consenso sociale, la verità è che il luogo
dove la CdL sta meglio è il parlamento italiano, non sta altrettanto bene
nel Paese: la società italiana ha già espresso un giudizio negativo
e questo giudizio si è rispecchiato, con grande nettezza, anche nel voto
di ieri. È ovvio che il candidato in pectore dell'Unione, cioè Romano
Prodi, si sia giovato anche di questa opposizione a Berlusconi; a maggior ragione
il voto a Bertinotti risulta ancora più importante all'interno di questa
dinamica. Per
interpretare il desiderio e la partecipazione degli elettori come dovrà
presentarsi l'Unione alle prossime elezioni? Ognuno parli per sé. È
evidente che con un risultato di questo tipo Rifondazione Comunista viene incoraggiata
a proseguire il suo lavoro, gia aperto nell'ultimo congresso, di innovazione e
di costruzione di relazioni unitarie. Nonostante Rifondazione avesse, anche in
questa campagna per le primarie, tanti contendenti a sinistra è risultata
essere il soggetto che può aggregare delle forze, che può interloquire
con pezzi importanti di società. Questo ci incoraggia ad accelerare un
percorso di innovazione, un confronto permanente con le aree che si sono mobilitate
per la campagna referendaria, a fare emergere anche nella presentazione delle
liste l'articolazione di questo fronte che si è battuto per Bertinotti.
Esiste nella società un polo di sinistra che si aggrega intorno a Rifondazione,
noi dobbiamo cercare di renderlo esplicito anche nella tornata elettorale. Il
nostro è un percorso già tracciato, che trova alimento e conferma
nelle primarie. Dovranno essere i partiti e tutti coloro che hanno sostenuto Prodi
a sciogliere i nodi di come collocarsi nella competizione elettorale.
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