Il Pablo Rosso
home page

 


UE apripista di una guerra preventiva in IRAN

Alfio Nicotra, responsabile nazionale del Dipartimento Pace del Prc, ha rilasciato la seguente dichiarazione:“Il deferimento dell’Iran al Consiglio di Sicurezza dell’ONU è destinato ad innescare una nuova spirale di tensione nel mondo."


Vediamo muoversi lo stesso armamentario propagandistico che preparò la guerra all’Iraq. Con una aggravante: questa volta all’Ue è spettato il lavoro sporco di apripista di una nuova guerra preventiva targata Usa.

Non è questo il ruolo che spetta all’Europa che così facendo nega la sua vocazione naturale ad essere un ponte di dialogo tra i popoli.

Noi siamo antinuclearisti convinti e conosciamo bene come attraverso il procedimento di arricchimento del nucleare cosiddetto civile si possa passare al nucleare militare. India, Pakistan ed Israele si sono dotati di armi atomiche tramite questa strada, però contro di loro non è stato mosso un dito tanto meno sono stati deferiti al Consiglio di Sicurezza. Si sta di nuovo adottando la politica dei due pesi e due misure, politica che sta uccidendo il diritto internazionale sostituendolo con la legge del più forte. E’ questa politica la principale minaccia alla pace perchè sta scatenando una corsa al riarmo in tutto il pianeta.

La verità è che le principali potenze nucleari – il cosiddetto club atomico- sono i primi a violare il Trattato di Non Proliferazione non adempiendo da anni agli obblighi di disarmo. La guerra all’Iraq ed all’Afghanistan, lo scontro di civiltà in cui la strategia della guerra permanente continua a gettarci, le liste di proscrizione verso interi paesi (i cosiddetti paesi “canaglia”) , un ordine internazionale sempre più vergognosamente ingiusto, stanno alimentando una profonda insicurezza nel mondo islamico e non solo. La bomba degli Ayatollah trova lievito e consenso nel popolo iraniano perché è cresciuta la diffidenza e la paura verso l’occidente percepito sempre più come una opprimente macchina o di sfruttamento o di guerra.

Occorre una nuova politica estera europea che punti sul disarmo atomico e convenzionale, che rompa con la prassi della guerra preventiva e che rilanci la diplomazia di pace.
Anche per queste ragioni saremo a Roma il 18 Marzo alla manifestazione del movimento per la pace contro la guerra, le occupazioni e per il disarmo.”

Roma, 9 Marzo 2006


INTERNAZIONALE