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Vita da rete: Da Fidenza, intervista al ‘nodo del Festival’

(dal sito nazionale della Rete Lilliput)


La raccolta delle voci dai vari nodi della Rete Lilliput parte dal nodo di Fidenza che dal 31 agosto all'11 settembre ospiterà il Festival nazionale. Nato nel 2000, il nodo è composto da realtà eterogenee che si concentrano molto sul locale ma mantengono un occhio aperto al nazionale. “In questi anni sono maturati legami tra persone e associazioni che prima non si conoscevano o addirittura non si parlavano” confessa il referente Daniele Scotti che rilancia la partecipazione al Festival per rivitalizzare l’attività della Rete.

Il nodo di Fidenza nasce nel 2000 con l’iniziativa di Mauro Serventi e Fulvia Cavalieri, inserendosi nel mondo della Rete Lilliput attraverso i legami con il nodo di Parma. È dal 2001 che si è raggiunta una certa autonomia. Le associazioni che partecipano sono Legambiente, il Cedoc, centro di documentazione per la pace), i Gas di Fidenza e Salsomaggiore, Jambo, che si occupa di commercio equo solidale e prende nome da un saluto in lingua swahili. Abbiamo incontrato Daniele Scotti, referente di nodo con Alessandro Guareschi, nella mensa della Caritas diocesana della città parmense, gestita dalla cooperativa sociale Garabombo, un prodotto della vivacità lillipuziana fidentina.

Per quale motivo la Rete Lilliput a Fidenza ha puntato molto sull’impegno locale?

Il bisogno di attivarsi concretamente è un sentire condiviso a Fidenza. Ci siamo seduti sul piano teorico e della rielaborazione dei temi condivisi nel Manifesto, cosa sicuramente da non abbandonare, dando invece un contributo pratico. Tendenzialmente si raccoglie più disponibilità, maggiore interesse e coinvolgimento a livello locale. Se si introducono problemi generali oppure valori, meccanismi eminentemente lillipuziani, si fa fatica a comunicarli e a recepirli – per questo è importante la comunicazione interna. Un effetto è che nessuno si fa avanti per il passaggio di consegne tra referenti; io e Alessandro siamo in carica ormai da tre anni, e si riescono a seguire a malapena le assemblee macroregionali. Per quanto riguarda i frutti di questa scelta, il più significativo è stata la cooperativa Garabombo – è uno scrittore latino americano invisibile ai potenti: per gestire le attività, alcuni membri della Rete hanno deciso di dotarsi di una forma giuridica diversa dall’associazione.

Vi è collaborazione tra le associazioni che animano la Rete?

Sì. A Fidenza è stato naturale unire le forze. La collaborazione tra associazioni era già una realtà consolidata da un decennio di iniziative comuni, tra cui, soprattutto, la creazione di una lista civica, “Città Aperta”, composta da membri delle associazioni locali – nell’attuale amministrazione conta un assessore e un consigliere. Il nodo e la lista sono due entità comunque separate. È un esempio di come a Fidenza sia stato relativamente semplice aderire ad un progetto di Rete, con l’abitudine a lavorare insieme tra mondo laico e cattolico.

Con quale frequenza vi incontrate e quali sono i contenuti di cui vi occupate?

La partecipazione agli incontri comuni, le assemblee del nodo, era inizialmente ampia, tra le 30- 40 persone. Ora siamo solo in 10-15. Gli incontri sono anche meno frequenti, ogni due mesi circa. Per i Glt o per l’organizzazione del Festival, i sottogruppi si trovano con più frequenza. Il luogo di ritrovo è la sede del Cedoc di Legambiente. C’è difficoltà a tenere i contatti con regolarità. I gruppi di lavoro su cui si è incentrata l’attività a Fidenza sono stati quello per lanciare una bottega del commercio equo e solidale e per fondare un’associazione, Jambo, già indipendente; il gruppo dedicato al Festival; il gruppo Impronta ecologica, concentrato sulla Fiera dell’Energia Ambientale, che si tiene a maggio ogni due anni e coinvolge provincia, scuole e enti pubblici; il gruppo Non Violenza; infine un gruppo di formazione e informazione soprattutto sul settore economico. Manteniamo i legami, inoltre, con il nodo di Parma, con il quale abbiamo lavorato per corsi sui giochi di simulazione e con il Forum Solidarietà di Parma si stanno valutando gli sviluppi per Cibus per tutti.

Cosa rimane per sempre in un’esperienza di Rete?

Nonostante il tempo che passa, gli ostacoli e la motivazione che talvolta cala, l’esperienza della Rete Lilliput lascia un vantaggio indelebile: sono maturati legami tra persone e associazioni che prima non si conoscevano o addirittura non si parlavano. L’idea di fare Rete resterà comunque, non verrà cancellata l’abitudine ora spontanea a cercare la collaborazione di altri, e se si pensa che l’attività del nodo a Fidenza e degli altri nodi si è sviluppata con spirito di servizio, è una buona base per andare avanti.

Parliamo del Festival della Rete Lilliput…

Il Festival dura due settimane e mezzo. Puntare su piccole manifestazioni ha facilitato l’allestimento del Festival, che consiste in incontri, dibattiti, ludoteche, concerti e spettacoli teatrali. L’idea originaria è venuta a Fabrizio Cesario e Massimo Mainardi, quattro anni fa, e siamo partiti subito. Il 12 settembre 2001, il giorno dopo, è intervenuto Gianni Minà. Collaborano altre associazioni che non aderiscono alla Rete, come Emergency, il sindacato, Amnesty. Per Fidenza ha un significato particolare, è l’occasione per fare informazione culturale dove di solito l’offerta non è sufficiente. Si porta così l’attenzione su temi su cui si ragiona poco: è quindi, semplicemente, qualcosa in più.

Perché la scelta di un Festival?

Sul locale si sentiva la necessità di rivitalizzare l’attività della Rete, per ritrovare se non le stesse motivazioni delle origini comunque qualcosa di simile. Abbiamo ritenuto che una soluzione potesse essere puntare sull’attraente. Se il periodo che ha lanciato la Rete è in crisi, bisogna allora ricominciare ad affascinare. Forse si potrebbe anche vincere la scarsità di nuovi arrivi. La leggerezza, dell’immagine e del messaggio, permette di arrivare alla gente. A quel punto si possono introdurre gli approfondimenti, gli incontri. Il Festival si può vedere in questa ottica. È una manifestazione per divertirsi con impegno.

Cosa rappresenta il Festival per la Rete?

Quest’anno il Festival è diventato nazionale. Anche se non è detto che tutti siano d’accordo con l’idea di un Festival, si può sfruttare l’appuntamento. È un momento, comunque, in cui la Rete si riconosce e si ritrova. Se ogni nodo riuscisse a costruire un appuntamento di coinvolgimento non solo per la Rete, ma per il pubblico, sarebbe un sogno. Una proposta può essere quella di organizzare i diversi incontri dei sub-nodi nei nodi locali, per ravvivare e dare spessore alla Rete. Per i piccoli eventi organizzati dai nodi, i nodi vicini potrebbero affluire e partecipare, sempre presupponendo la disponibilità di tempi e mezzi. Serve uno sforzo per collegarsi.

di Damiano Razzoli (nodo di Reggio Emilia)

DAL 31 AGOSTO, TUTTI AL FESTIVAL DI LILLIPUT

Quest’anno l’appuntamento con il Festival di Lilliput arriva il 31 agosto: saremo, come sempre, a Fidenza fino all’11 settembre, quindi a Soragna, Salsomaggiore, Fontanellato e Polesine, dove la manifestazione si concluderà il 17.

Ci sarà un tendone in piazza ad ospitare molti degli eventi e poi tantissimi incontri e dibattiti, piccoli e grandi spettacoli di teatro, film, concerti, il pranzo contro la mafia e un doppio festival dei piccoli.

Ci saranno, inutile girarci attorno, anche 3 spettacoli e uno strepitoso concerto a pagamento (con David Van De Sfroos, Andrea Mirò, Nanni Svampa, Jimmy Villotti...Caterpillar ed Eugenio Allegri ) che devono assolutamente vendere tantissimi biglietti.

Sarà l’edizione con Romano Prodi e Massimo D’Alema: proveremo ad intessere con loro un dialogo sui tanti temi, dall’economia alla politica estera, rispetto ai quali, sino ad ora, abbiamo avuto attenzione soltanto dalla sinistra dello schieramento.

Affronteremo, con vecchi amici e tanti nuovi ospiti, i problemi che hanno reso grande il nostro festival: informazione, giustizia, pace, ambiente, lavoro e, novità, il ruolo e lo spazio delle donne nella nostra società.

Il programma è ricchissimo di appuntamenti e di nomi

Vi invitiamo a seguirci, giorno per giorno, a divertirvi e a riflettere con noi.

Aspettiamo i vostri visi, le vostre domande e i vostri suggerimenti.

Da mercoledì 31 agosto state con noi, giorno per giorno, se vi sta a cuore questo piccolo spazio variopinto e fragile come una farfalla.

Fate circolare, grazie a tutti, ci vediamo il 31 agosto, ciao...

Il programma completo lo trovate sul sito www.lilliputfestival.org

 


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