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Da
Genova alla Sinistra Europea di
Lucio Garofalo Con questo modesto contributo vorrei anzitutto dichiarare
la mia adesione, ancorché parziale, critica e in un certo senso dubbiosa,
al progetto costituente della Sinistra Europea. Stiamo vivendo una fase storica
di rapidi e convulsi mutamenti e spostamenti, più o meno annunciati e non
ancora compiuti chiaramente, dei vari soggetti politici presenti sulla scena nazionale.
In particolare il processo di formazione del Partito Democratico, in cui
i Democratici di sinistra e la Margherita convergono attestandosi su posizioni
nettamente moderate e neocentriste, persegue un'evidente finalità di potere
di segno neoconservatore, che solo chi è affetto da miopia politica ed
intellettuale non riesce a scorgere. Tutto ciò a me interessa relativamente.
Mi preme invece comprendere maggiormente i processi di trasformazione
in atto a sinistra, intesa come sinistra radicalizzata, nel senso di quei contenuti
e quelle proposte progettuali che rispondano meglio ai bisogni concreti delle
fasce più indifese ed emarginate della nostra società, che aderiscano
effettivamente (e non soltanto a chiacchiere) alle istanze del movimento pacifista
e dei diversi movimenti di lotta sorti dalle numerose vertenze territoriali e
globali degli ultimi 5 anni, nel senso dunque di posizioni radicalmente antagoniste,
anticapitaliste ed antimilitariste di cui, a mio avviso, si avverte un crescente
bisogno in ampi settori dell'opinione pubblica italiana, e non solo italiana.
Non
si può ignorare che, a partire dal luglio 2001, a Genova, si sia mobilitato
e sviluppato un grandioso movimento di ispirazione antiliberista ed anticapitalista
che ancora non ha esaurito la sua enorme spinta progressiva e propulsiva, e che
attende di "condensarsi" nella formazione di una soggettività
politico-organizzativa più ampia e articolata, più ricca e complessa
di quella del Partito della Rifondazione Comunista.
Non si tratta quindi
di predisporre ed attuare un semplice allargamento dello spazio di Rifondazione
comunista, benché questa rappresenti un pezzo assai importante della nuova
soggettività. Occorre capire che sono emerse nuove contraddizioni e
nuove conflittualità sociali, materiali e politiche che hanno attraversato
gli spazi della nostra società e sono riconducibili alla grave crisi sociale
che affligge il nostro paese e che a sua volta si inserisce in un contesto di
drammatiche tensioni e di crisi a livello internazionale.
Basti pensare,
ad esempio, che molti settori della sinistra, del mondo sindacale, dell'associazionismo
cattolico e non cattolico, si stanno progressivamente (e inevitabilmente) distaccando
dai loro tradizionali punti di riferimento politico, ossia DS e Margherita, attualmente
impegnati nel progetto "neodemocristiano" del Partito Democratico.
Il
vuoto di "rappresentanza", se da un lato può generare incertezza,
confusione, smarrimento, dall'altro può (e deve) costituire un prezioso
momento di crescita, di riflessione e di elaborazione critica, capace di promuovere
un vivace dibattito all'interno delle forze autenticamente di sinistra, per recuperare
ed espandere l'area della coscienza e della partecipazione attiva della gente
ai processi organizzativi e decisionali. A quei canali che sono normalmente controllati
e gestiti dai soliti "addetti ai lavori", vale a dire i professionisti
e carrieristi della politica, che costringono le "masse" ad un ruolo
marginale e passivo, che nella migliore delle ipotesi si "riattiva"
solo in occasione di manifestazioni di protesta, di elezioni, per cui resta relegato
a livello di "tifoseria" o di "manodopera" della lotta politica,
senza mai assorgere al piano più elevato e nobile del protagonismo politico
vero e proprio.
A sua volta la Sinistra Europea non può che essere
una parte, seppure molto rilevante, di una nuova soggettività politica
che riunisca altri pezzi ed altre esperienze che hanno attraversato ed impreziosito
il cosiddetto "movimento dei movimenti" e che non si sentono e non intendono
essere rappresentati da nessuno.
In tal senso il partito della Sinistra
Europea deve recepire quegli orientamenti e quei contenuti che discendono dal
processo di contaminazione e dall'intreccio tra le diverse soggettività
che hanno animato le iniziative, le azioni e le riflessioni del "movimento
dei movimenti", da Genova 2001 in poi.
Il netto rifiuto della "guerra
preventiva" e della violenza neoliberista, la lotta contro le sperequazioni
e le disuguaglianze materiali e sociali esistenti a livello globale e locale,
l'effettiva socializzazione dell'economia, la democrazia diretta e partecipata,
e via dicendo, dovranno essere le "coordinate" principali in grado di
collegarsi alle esperienze reali e ai bisogni concreti delle masse popolari, scongiurando
in tal modo il rischio di creare una frattura tra "vertici" e "base",
ossia tra un ceto elitario, minoritario e specialistico che costituirebbe la guida
(o la "mente") intellettuale e politica del partito, e la maggioranza
che ne formerebbe la "manovalanza" o la "base".
In
tal senso le forme politico-organizzative più coerenti con tali intenti
e con le stesse esperienze ed istanze movimentiste, non possono rivelare alcun
carattere autoritario e verticistico, ma debbono tradursi in strutture reticolari
e orizzontali: si immagini una "rete di reti" articolata e diffusa sul
territorio, sempre aperta e sempre suscettibile di essere modificata, aggiornata
e verificata direttamente dal basso.
Scrivendo tali cose non vorrei peccare
ed essere accusato di "ingenuità" politica o di "presunzione".
Mi auguro che la costituzione della Sinistra Europea avvenga seguendo tali linee
e tali indirizzi, in modo tale da evitare che il processo si concretizzi semplicemente
in un'estensione del P.R.C., mentre è di vitale importanza (anzi è
urgente) che altri soggetti politici organizzati o meno, vi aderiscano in maniera
concreta e decisiva.
In questo sforzo e in questa tensione verso un'espansione
liberatoria delle coscienze e di tutte le potenziali risorse presenti a sinistra,
potrebbe innestarsi in modo virtuoso l'impiego di un Forum come questo.Tuttavia,
le perplessità e le riserve che ho manifestato all'inizio, si fondano su
un dato evidente. L'operazione costitutiva della Sinistra Euroepa è, innegabilmente,
il frutto di una volontà espressa dall'alto, ossia dai vertici di vari
movimenti e partiti politici europei di sinistra, tra i quali spicca Rifondazione
Comunista, i quali non a caso hanno designato Fausto Bertinotti quale Presidente
del gruppo euro-parlamentare che fa capo alla Sinistra Europea.
Ora, come
già è accaduto in simili occasioni, una volontà sorta in
alto viene ad essere calata ed imposta alla base, ossia in basso. Il processo
in atto è oggettivamente verticistico e rischia di diventare di tipo esclusivamente
burocratico.
Personalmente mi auguro che dal basso si cerchi di recuperare
e rilanciare un ruolo di protagonismo attivo, attraverso anche una diffusa e crescente
partecipazione ad iniziative (non semplicemente "teoriche") come questo
Forum, allargando gli spazi di riflessione e di elaborazione del pensiero e di
costruzione della nuova soggettività politica, ma soprattutto provvedendo
ad allestire un'articolazione orizzontale composta da tante "reti" territoriali
e locali.
Se la Sinistra Europea saprà diventare il "referente"
politico-organizzativo di una parte, o gran parte delle esperienze, delle esigenze
e dei movimenti sorti a partire da Genova nel luglio 2001, credo che il progetto
di trasformazione/costituzione di una sinistra radicalmente rinnovata e antagonista,
in grado di proporre una seria e valida alternativa di società, mi vedrà
disposto a sostenerlo. Lucio
Garofalo
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