Migliore:
''Questo governo è un bene per il Paese''
I
punti di discontinuità con il governo Berlusconi. Le dimissioni di Paolo
Cacciari. Il ddl al Senato. Il rapporto con lUnione. Sono i temi dellintervista
al capogruppo del Prc
Angelo Notarnicola (da Aprile on line)
Gennaro
Migliore è il volto nuovo di questo inizio di legislatura. Pur essendo
alla sua prima esperienza in Parlamento, a soli 38 anni riveste il ruolo di capogruppo
del Prc-Sinistra europea. Cresciuto politicamente a Napoli, diventa il primo segretario
nazionale dei giovani del Prc. Nel 2001 viene eletto responsabile Esteri e Pace.
Nel 2005 entra a far parte della Segreteria nazionale del partito. In questo periodo
matura le conoscenze necessarie per affrontare nel merito le difficili questioni
di politica estera su cui è impegnata LUnione ed in particolare il
gruppo che egli stesso rappresenta, Rifondazione comunista. Lo raggiungiamo al
telefono, durante una pausa, piuttosto movimentata, del dibattito parlamentare
sul rifinanziamento delle missioni militari allestero.
Nel
recente passato, hai seguito attentamente tutti i diversi passaggi di politica
estera del centrodestra. Quali sono i maggiori punti di discontinuità segnati
dal governo di centrosinistra?
Il punto di discontinuità principale
dalla politica estera del governo Berlusconi è sicuramente il ritiro delle
nostre truppe dallIraq. Un ritiro completo, che segna anche uninversione
di tendenza della più generale politica estera italiana. Vorrei sottolineare
alcuni aspetti molto interessanti - presenti anche nel dibattito parlamentare
di oggi - come ad esempio il fatto che lItalia non parteciperà mai
più a conflitti condotti unilateralmente. Questo è un altro segno
di assoluta discontinuità con il passato e con lamministrazione Bush.
Inoltre, il centrosinistra ha raggiunto una convergenza politica sul fatto di
prevenire ogni conflitto e sul rilancio del processo di Pace. Il passaggio dal
codice militare di guerra al codice di pace. In questo ci sono elementi di discontinuità
molto forti, ottenuti dopo ore di mediazione con tutte le forze dellUnione.
Eppure,
nonostante la forte discontinuità con il passato e il ruolo di responsabilità
rivestito dal Prc in questa fase così delicata, si prende atto delle dimissioni
di Paolo Cacciari dal ruolo di parlamentare. Come interpretare un gesto così
forte?
E una decisione individuale. Rispetto il travaglio della persona.
Penso che ci sia un dissenso molto più serio di ciò che viene riportato.
Noi crediamo che la sua decisione individuale debba essere revocata. In questo
momento, abbiamo intenzione di tenere insieme sia il rispetto per la persona che
il dissenso nei confronti della scelta di metodo e di merito. Nessuno ha mai posto
una questione di dimissioni. Penso che sia opportuno definire un rientro di questa
possibilità.
Alla
Camera, nonostante alcuni deputati contrari, non c'è alcun problema. Il
ddl passerà a maggioranza. Al Senato invece, cosa accadrà?
Spero
che nelle prossime ore si delinei una posizione nella quale prevalga il senso
di coesione di questa maggioranza, che è un bene prezioso per il Paese
e in particolare per il nostro partito, che lha voluta con tanta forza.
Le
situazioni "difficili" al Senato si ripresenteranno. Nel centrodestra,
stando agli ultimi sviluppi, si rinforza la leadership di Silvio Berlusconi. Questo
con ogni probabilità renderà insostenibile la vita politica di noti
dissidenti del Cavaliere. Pensi che sia possibile accoglierli nellUnione?
Lallargamento
della maggioranza è unopzione politica fuori dallorizzonte
della coalizione. Da questo punto di vista, per quanto mi riguarda, non cè
alcuna richiesta in questo senso. Ciò che conta è che non cambi
lindirizzo politico, il programma e quindi anche la maggioranza de LUnione.
Se ci sono singoli dissidenti non lo so. Certo non li stiamo cercando noi. In
questo senso cè una distanza da unazione politicista e un dissenso
profondo rispetto a tutti quelli che propongono non tanto un cambio di numeri
ma di politica.