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Pensando a Nairobi.
Ciò che il cuore desidera ardentemente mette le gambe in movimento (proverbio Hutu: Burundi).

di Monica Donini

Parto da questo semplice proverbio africano per spiegare in poche righe le grandi
aspettative e responsabilità che mi hanno portato, come donna e come Presidente, a
partecipare alla delegazione che dall’Emilia-Romagna andrà al settimo Social Forum
mondiale, quello di Nairobi.

Ciò che il cuore desidera ardentemente mette le gambe in movimento: un movimento
composto di uomini e donne, enti locali e associazioni, partiti e rappresentanti dei governi
che insieme decidono di discutere dei problemi del mondo, di parlare e di creare progetti
con e da quell’Africa che sembra così lontana, ma che con noi condivide quel Mare
Nostrum carico di sogni e di speranze.

Partecipare è quindi per me un dovere, un modo di realizzare ciò che “il cuore” di tante e
tanti cittadini desiderano e hanno affidato a noi come Istituzione, o meglio con noi
condividono. Abbiamo la responsabilità di rimuovere le cause dell’ingiustizia sociale e i
loro effetti. E l’Africa è il luogo dove ogni giorno vi è la massimizzazione dell’ingiustizia
sociale, che si riproduce per chi ci vive in una quotidianità fatta di violenza, di fame, di
guerra, di esproprio di risorse e di ricchezza. La responsabilità di questa situazione ce l’ha
chi vive in altri continenti nel mondo; e la consapevolezza che chi è responsabile del
problema, deve responsabilizzarsi della soluzione, è ciò che giustifica il mio, il nostro fare
politica oggi. È ciò che ti consente di occuparti a pieno titolo del compito che il tuo esserenelle Istituzioni ti dà.

Finché la condizione di benessere (peraltro sempre meno garantito e sempre meno
diffuso) in cui viviamo è un privilegio e non un merito, in quanto tale non si può difendere.

Il merito è quello di godere di una qualità di vita che non si fonda sul disagio e sulla
disperazione di altri, ma sulla capacità di essere in equilibrio con il mondo, che si possa
estendere dal nord al sud dello stesso.

Come membri della Presidenza del Coordinamento Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani
crediamo che parte di questo processo passi dalla cooperazione decentrata, da progetti di microcredito, dalla diplomazia dal basso che si fonde e si coordina con quella delle
istituzioni.

Termino come ho iniziato con parole dall’Africa, perché andremo e andrò lì, soprattutto,
per ascoltare la voce degli africani, delle tante e diverse Afriche che compongono questo
misterioso e affascinante continente: “A poco a poco, "poco" diventa di piu” (proverbio
Bambara: Costa d'Avorio). Un giorno, con l’impegno di tutti noi, un altro mondo sarà
possibile, e in quel mondo ci sarà anche un’Africa nuova.

Monica Donini
Presidente Assemblea Legislativa Emilia-Romagna


RIFONDAZIONE COMUNISTA