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posizione del Prc su Enìa-Hera È necessario, anche alla luce di quello che pare essere lo stato della discussione tra i Comuni di Piacenza, Parma e Reggio Emilia in merito al futuro di Enìa, che parta finalmente un confronto vero all'interno dell'Unione sulla prospettiva dei servizi ambientali, energetici e dei beni comuni che non si limiti unicamente ai maggiori attori istituzionali. Ciò che pare mancare, infatti, è la politica intesa come fatto collettivo, come coinvolgimento dei territori e delle collettività, comeascolto delle diverse voci e posizioni. Chiediamo che prosegua la riflessione sulla possibilità di un'unica azienda multiutility regionale, così come peraltro contenuto nel programma con il quale Vasco Errani ha vinto le scorse elezioni regionali: tale soluzione, se non intesa solo sul versante economico-finanziario, potrebbe essere la più adeguata per connettere governance e territori; per rilanciare una prospettiva politica di investimento sui beni pubblici e comuni. Tutte le ragioni e le opportunità ci sono per un soggetto forte regionali: oltre 3 milioni di cittadini serviti; oltre 300 milioni di metri cubi di acqua distribuita all'anno, quasi 4000 milioni di metri cubi di gas venduto; 15.000 km di rete gas; 33.000 km di rete idrica;oltre 3 miliardi di euro di ricavi; oltre 160milioni di utile netto; 8.500 addetti. Insistere invece sulla quotazione in Borsa, da una parte, e su alleanze future con altri territori, rischia di proseguire l'indebolimento del legame tra esigenze territoriali e qualità dei servizi; significa mettere al centro il profitto e le modalità più adeguate con cui perseguirlo (inceneritori e rigassificatori) a discapito delle fonti energetiche alternative e rinnovabili. Insomma, c'è bisogno che la politica faccia la sua parte mentre ad oggi è stata prevalente un'impostazione verticistica, poco partecipata ed elitaria. Il
segretario regionale Prc, Nando Mainardi | |
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