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Base Usa. Giovani Prc: Vicenza non si arrende, governo torni indietro

”Forse non tutti se lo sarebbero aspettato ma il movimento contro il raddoppio della base Ederle a Vicenza non solo non si arrende ma continua a costruire consenso, immaginario, parola politica, partecipazione”. Lo afferma Elisabetta Piccolotti, portavoce nazionale dei Giovani Comunisti. “Questa sera salutiamo l'apertura nella basilica Palladiana di quell'Altrocomune che a Vicenza ormai esiste da molti mesi nei comitati e nelle piazze. Sono uomini e donne che ribadiscono la propria determinazione a scegliere per se stessi, a difendere la propria terra, a costruire la pace. Noi con loro vogliamo ribadire quello che abbiamo già detto molte volte: il governo deve tornare indietro e non firmare la cessione dei terreni”, sottolinea la portavoce dei giovani del Prc.

”I comitati di Vicenza non pongono soltanto una questione che riguarda la propria città e la propria vita, pongono un problema di democrazia: chi decide di ignorarlo decide di approfondire la frattura tra la società e la politica. E' una violenza grave che, in tempi di crisi della politica, si ripete ogni giorno: comunità dopo comunità, territorio dopo territorio si impongono non solo basi militari ma anche inceneritori, discariche, grandi opere, depositi di scorie nucleari. Ora dobbiamo dire basta, perchè non si può decidere sulla testa di chi ha cominciato a "riscrivere la democrazia", a darle materia vivente e non solo forma, a renderla una cosa viva attraverso il conflitto. Anche il Presidente della Repubblica Napolitano dovrà arrendersi questa notte perchè è evidente: "le manifestazioni sono il sale della democrazia".

”Per questo come Giovani Comunisti abbiamo voluto cominciare un percorso nei tanti luoghi dove va in scena silenziosa la militarizzazione della nostra terra. Davanti ad ogni base abbiamo incontrato e incontreremo tanti e tante che in questi anni hanno denunciato con tenacia i danni ambientali, i veleni che impregnano la terra e le falde acquifere, le malformazioni e i tumori e, in ultimo, hanno denunciato anche il governo degli Stati Uniti per la presenza delle testate nucleari ad Aviano. Dalle strade sotto le finestre dell'aula dove si svolge quel processo fino a Sigonella, passando per la Sardegna e il suo 66% di istallazioni militari sul totale del paese, dal porto di Napoli affollato di sottomarini nucleari fino a Vicenza: ‘Cancella le basi! Riscrivi la Democrazia!’ sono le parole che lanciamo con la nostra carovana ma anche quelle che incontriamo. Uomini e donne, in oltre una decina di inziative, che continuano a cercare il futuro. Popolazioni che vogliono cancellare le armi e le basi per costruire la pace”.

“Dicono che non permetteranno alla guerra globale permanente di crescere instancabile alle porte dei propri quartieri e anche a soli 1500 metri dalla Basilica Palladiana occupata. La libertà e la pace questa notte dormono in quella basilica. Vogliamo dirgli buonanotte, e che nessuno provi a cacciarle!”.

Roma, 19 aprile 2007


RIFONDAZIONE COMUNISTA