| DALLA FRANCIA UNA BOCCATA DOSSIGENO. SCONFITTA LEUROPA LIBERISTA ED ELITARIA Dichiarazione
di Luciano Muhlbauer, consigliere regionale del Prc - Lombardia Il no francese non è un disastro, ma piuttosto una salutare boccata dossigeno. In Italia ci consegna lopportunità di riaprire quel dibattito politico, soffocato in un ovattato clima bipartisan, per cui si sarebbe trattato semplicemente di uno scontro tra europeisti ed anti-europeisti. Ed ecco un parlamento italiano che approva il trattato costituzionale senza alcuna consultazione popolare, mentre la stragrande maggioranza dei cittadini non ha mai avuto la possibilità di sapere che cosa ci fosse scritto. Dalla Francia non ci viene un no allEuropa tout court, ma a questa Europa, generosa con i ricchi e impietosa con i lavoratori. Un no ad ununificazione che affossa il modello sociale europeo per sposare quello "americano" e che pratica una politica lontana dai cittadini e dalle cittadine. Invece di insistere su una strada sbagliata e fallimentare, magari per consegnare il futuro del continente ai neo-nazionalismi, occorre ripartire da qui, per rilanciare unaltra Europa, che metta al centro i diritti sociali e di cittadinanza e si basi sulla partecipazione democratica dei cittadini e delle cittadine". Milano, 30 maggio 2005 REFERENDUM IN FRANCIA : HA VINTO LEUROPA SOCIALE, BATTUTA DARRESTO DECISIVA PER LE POLITICHE NEOLIBERISTE! Attac
Italia saluta il risultato del referendum francese sul Trattato Costituzionale. Il NO francese è un granello di sabbia in grado di inceppare lEuropa neoliberista dei Trattati di Cardiff, Amsterdam e Maastricht; è un NO allEuropa della guerra e della libera circolazione dei capitali finanziari; è un NO allEuropa della Direttiva Bolkestein e della Direttiva sullorario di lavoro che deregolamentano i diritti del lavoro e privatizzano i servizi pubblici; è un NO allEuropa-fortezza delle politiche di sicurezza e della precarizzazione della vita e delle relazioni sociali. Attac France, insieme alla rete degli Attac dEuropa, è stata in prima fila nella campagna che ha portato alla vittoria del NO. A loro va oggi il nostro abbraccio. Ha vinto lEuropa sociale, hanno perso i cantori del pensiero unico del mercato. Ora con più forza potremo chiedere il ripudio della guerra e il ritiro delle truppe dallIraq. Ora con più forza ci batteremo per il ritiro della Direttiva Bolkestein e per labbandono dei negoziati Gats. Ora con più forza chiederemo il controllo dei capitali e listituzione della Tobin Tax. Unaltra Europa è possibile. UnEuropa sociale e di pace. Oggi possiamo dirlo con la fiducia nel cuore. ATTAC ITALIA lunedì
30 maggio 2005 Referendum Francia Fausto Bertinotti: Adesso lavoriamo per unaltra Europa Dichiarazione
di Fausto Bertinotti, segretario di Rifondazione Comunista E vero il contrario. Sarebbe bastato guardare alla gente, alle insegne e alle bandiere che hanno riempito di festa le piazze. Sono le bandiere della sinistra che ha vinto. Prima o poi le forze politiche, e in Italia in particolare le forze politiche dellUnione, dovranno imparare che è nato un europeismo di sinistra che ha messo sotto accusa la Costituzione materiale di questa Europa e un Trattato che trasformava la sua impronta neoliberista in Costituzione. Ed è proprio questo che il voto francese ha rifiutato in nome di unaltra Europa. E una lezione che investe sia la natura dellEuropa che il profilo programmatico delle politiche economiche e sociali. Qui occorre, come hanno suggerito anche le recenti elezioni in Germania, una svolta, in particolare delle politiche della sinistra. Comincia invece a farsi strada, anche nei commenti italiani, la percezione che esiste per lEuropa una grande questione democratica, senza risolvere la quale è destinata ad ingigantirsi la crisi della politica. Bisogna realizzare da subito una netta inversione di tendenza. Tutti i Parlamenti nazionali dei Paesi aderenti allEuropa, a partire dal nostro, vengano convocati per riaprire una discussione su quale Europa è oggi necessaria. Il Parlamento Europeo venga convocato per dare impulso alla riapertura indispensabile, dopo il voto francese, di un dibattito per la costruzione di un nuovo percorso istituzionale. Anche in Italia la vittoria del No in Francia apre una nuova opportunità per la nascita di un europeismo di sinistra e di massa. Il risultato del referendum in Francia chiede a chi come noi ha sostenuto il No al Trattato, e a chi ha espresso un sì critico, di incominciare a lavorare insieme per unaltra Europa, per unEuropa di pace e di fuoriuscita dalle politiche neoliberiste. Roma 30 maggio 2005 E ora si cambi rotta verso lEuropa sociale, di pace e democratica
La vittoria del no al Trattato Costituzionale in Francia non è un no all Europa. La maggioranza dei cittadini e delle cittadine francesi che hanno rifiutato questo Trattato Costituzionale vuole che la costruzione dellEuropa politica si fondi su basi certe e solide: sulla difesa dei diritti sociali, civili e democratici, sulla garanzia dei servizi pubblici e dei beni comuni, sul rifiuto della guerra, sulla partecipazione attiva e responsabile. Hanno detto no al Trattato coloro con i quali abbiamo costruito, dal Forum Sociale Europeo di Firenze in poi, lo spazio partecipato e di massa dell Europa sociale, e con i quali da tempo abbiamo scelto di costruire una dimensione continentale dellimpegno per un mondo diverso. Il voto francese deve aprire la strada a una riflessione ampia e approfondita fra le forze sociali e politiche europeiste. Deve aprire un dibattito serio fra le forze della sinistra, quelle socialiste e socialdemocratiche. Deve aprire una discussione di merito in Italia. Un Trattato Costituzionale calato dallalto, fondato sulla mediazione istituzionale, intriso di liberismo è stato bocciato. Era figlio di un Europa costruita sulleconomia, sulla finanza, sul commercio. Era figlio di unEuropa che nasce chiudendo le sue porte alle società della sponda sud del Mediterraneo, respinge i migranti e i richiedenti asilo, vede lEst europeo come un territorio di conquista, pensa ad armarsi. Era figlio di una politica europea che privatizza i servizi di interesse generale e i beni comuni, che considera il lavoro come unopportunità e non come un diritto, che si costruisce nelle stanze chiuse della burocrazia e dei ministeri. Il voto francese porta allo scoperto i limiti e gli errori con cui lunità europea si è andata finora costruendo. Si apre ora lo spazio per pensare a una Costituzione Europea che li corregga, segnando una decisa inversione di rotta verso lEuropa sociale, di pace e democratica. Faremo la nostra parte, continuando a lavorare per unalleanza di tutti coloro che nel nostro continente dicono no alla guerra, al liberismo, al razzismo, che vogliono difendere e far avanzare il modello sociale europeo, che vogliono costruire una nuova politica fondata sul primato della partecipazione. Roma,
29 maggio 2005 | |
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