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L'incontro di Atene dei Partiti Comunisti

Un appuntamento che guarda al passato

di Franco Ferrari

Il Partito Comunista Greco (KKE), di orientamento stalinista, organizza dal 1999 degli incontri annuali che si propongono di ricostruire il "movimento comunista internazionale", inteso come raggruppamento ideologico di partiti di orientamento "marxista-leninista". Il modello a cui si ispirano i greci è analogo alla struttura che si organizzava attorno al PCUS prima del crollo dell'Unione Sovietica, con periodiche "conferenze mondiali", una rivista espressione ufficiale dei partiti del blocco sovietico e relazione di solidarietà tra i partiti "fratelli".

All'ultimo meeting, riunito ad Atene nella sede del Comitato Centrale del KKE, hanno partecipato 73 partiti, invitati a discutere un tema molto vasto: "Le tendenze attuali del capitalismo, l'impatto economico, politico e sociale. L'alternativa dei comunisti".

La maggior parte dei partiti invitati sono gli stessi che godevano del riconoscimento ufficiale del partito sovietico, anche se molti di essi sono ridotti a scheletrici gruppuscoli formati prevalentemente da anziani militanti. Non mancano alcune forze politiche o gruppi che al momento della divisione tra sovietici e cinesi all'inizi degli anni '60, si erano schierati con questi ultimi o avevano assunto una posizione di neutralità, come il PT belga o il PC del Brasile. Partecipano a queste riunioni anche partiti comunisti che non condividono l'obbiettivo della ricostruzione del movimento comunista internazionale, come è il caso di Rifondazione Comunista o del PC austriaco. Essi ritengono anacronistico cercare di ripristinare la finzione di un "movimento comunista internazionale". Ritengono inoltre che questa "auto-ghettittazione" ideologica isoli questi partiti da gran parte delle forze critiche nei confronti del capitalismo e del liberismo attivi nei partiti di sinistra e nei movmenti.

Le pregiudiziali ideologiche che stanno alla base di questi incontri escludono gran parte delle forze politiche della sinistra alternativa soprattutto in Europa e in America Latina. Alcuni partiti comunisti importanti non vi partecipano, come quelli francese e giapponesi. Del tutto estranei a questo tipo di appuntamenti anche molti partiti della sinistra europea che contano su un effettivo seguito elettorale e politico come Die Linkete, Izquierda Unida, la sinistra rosso-verde scandinava o i socialisti olandesi. Non è rappresentata nemmeno la nuova sinistra latinoamericana che costituisce oggi una delle aree più vitali del movimento antiliberista.

Il confronto di Atene ha messo in evidenza una convergenza sui temi di carattere generale come la denuncia del capitalismo e dell'attacco allo stato sociale e ai diritti dei lavoratori. Condivisa è anche la critica alle politiche aggressive degli Stati Uniti. Ma quando dal livello della denuncia si passa alla formulazione di strategie e politiche concrete emergono sostanziali divergenze.

L'intervento introduttivo della segretaria generale del PC stalinista greco, Paparigha, ha elencato tutti i nemici politici e ideologici con cui devono confrontarsi i comunisti. Non c'è solo il capitalismo e gli Stati Uniti, ma anche la socialdemocrazia i cui governi seguono politiche non diverse da quelli di destra. Tutte queste forze sono strumento del capitalismo che "cerca di prevenire un nuovo ciclo di rivoluzioni sociali".

Il KKE ha colto l'occasione dell'incontro di Atene per proseguire la sua furibonda campagna contro il Partito della Sinistra Europea. I partiti europei in quanto tali sono considerati strumenti del capitalismo. Attardato a difendere l'analisi della costruzione del Mercato Comune europeo che i sovietici avevano elaborato negli anni '50, in tempi di guerra fredda, il KKE non riesce a cogliere l'importanza che la dimensione europea può assumere anche per la sinistra alternativa.

Infine la segretaria del KKE ha preso le distanze dal movimento antiglobalizzazione che si riconosce nei "social forums" mondiali ed europei. Per la Paparigha si tratta dei "cosiddetti nuovi movimenti". Essendo strutture unitarie aperte a correnti, politiche e ideali diverse sono incompatibili con la logica del primato del partito comunista di cui i movimenti stessi non dovrebbero essere altro che cinghie di trasmissione.

Il dibattito ha dimostrato che queste posizioni sono lontane dal raccogliere l'unanimità dei partiti presenti. Per quanto riguarda la polemica nei confronti del Partito della Sinistra Europea, le tesi del KKE sono state condivise dalla delegazioni portoghese, lussemburghese, olandese, britannica e norvegese. Con l'eccezione dei portoghesi si tratta di gruppi senza alcuna influenza politica. Mentre fra le delegazioni presenti italiani, spagnoli, tedeschi, finlandesi, ciprioti, ungheresi, romeni, slovacchi, cechi e austriaci sono tutti attivi nella Sinistra Europea come membri od osservatori, anche se alcuni di essi mantengono una certa distanza critica condizionati dalle componenti più conservatrici.

Anche per quanto riguarda il movimento antiglobalizzazione, a differenza dell'ostilità espressa dal KKE, diversi partiti ne riconoscono l'importanza anche se sono ancora pochi quelli disposti a confrontarsi reamente con le novità politiche, culturali e organizzative di cui il movimento è portatore.

Fra le vicende legate all'attualità politica anche il conflitto in Iraq, che si aperto dopo l'invasione degli Stati Uniti e il crollo del regime di Saddam Hussein, ha dimostrato l'esistenza di significative differenze di opinione. Un certo numero di partiti, tra i quali quasi tutti quelli mediorientali, ha sottoscritto un documento di sostegno alla politica del PC Iracheno, e di duplice condanna dell'occupazione e del terrorismo. Una parte delle delegazioni presenti non ha condiviso la condanna delle azioni terroristiche ritenendo che sotto questa definizioni vengano comprese anche legittime azioni armate.

Le differenzi esistenti che riguardano molte questioni politiche rendono impossibile l'approvazione di documenti generali. Viene solo concordato un comunicato stampa dai contenuti generici e una serie di documenti specifici, che vengono sottoscritti dai partiti che li condividono. Mentre alcuni documenti riescono a raggiungere la quasi unanimità dei presenti,, come quello di sostegno alla rivoluzione bolivariana di Chavez, altri sono molto più controversi. E' il caso dei testi di sostegno al regime autoritario di Lukaschenko in Bielorussia (al meeting era presente solo il PC pro-regime e non quello che è schierato all'opposizione), alla dittatura della Corea del Nord o all'ex leader nazionalista serbo Milosevic. Il sostegno acritico nei confronti di regimi autoritari, in nome dell'"antimperialismo", conferma che molti dei partiti presenti ad Atene non hanno compiuto alcuna riflessione critica sulle ragioni crollo del blocco sovietico. In particolare non hanno fatto alcun passo avanti sul tema del rapporto tra socialismo e democrazia.

Per cercare di dare maggiore visibilità a questi meeting annuali è probabile che nel 2006 esso si svolga per la prima volta in una sede diversa da Atene. Le città prescelta dovrebbe essere Lisbona. Sarà il PC portoghese a farsene paladino. I comunisti portoghesi, dopo il recente cambio di segretario e l'elezione dell'ortodosso Jeronimo de Sousa alla massima carica del partito, sembrano aver chiuso la porta anche al cauto aggiornamento ideologico avviato da Carvalhas a su volta subentrato a Cunhal.

Il lavoro attivato dai comunisti greci con le conferenze di Atene è rivolto al passato sia dal punto di vista ideologico che da quello organizzativo, per questo è destinato a restare ai margini del processo di ricostruzione e di rinnovamento che è in atto nella sinistra anticapitalistica.


SINISTRA EUROPEA