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Il Forum Sociale Europeo, che si è svolto in Grecia all'inizio di maggio, ha fatto registrare un successo straordinario, ben superiore a quello dello scorso anno che si era tenuto a Londra e che aveva fatto registrare critiche e perplessità. 35.000
persone si sono registrate per partecipare ai diversi incontri che hanno animato
la capitale greca, un incremento di 10.000 unità rispetto al 2005, con
una significativa partecipazione dalla Turchia, dai Balcani, dall'Europa dell'Est.
Il corteo conclusivo ha visto una grande partecipazione (tra le 80.000 e le 100.000 persone) ed è stato uno dei più numerosi e combattivi tra quelli che si sono visti in Grecia negli ultimi anni. Fra i temi agitati dai partecipanti, l'opposizione alle politiche di guerra degli Stati uniti (forte il "no" ad ogni ipotesi di attacco all'Iran) e la netta critica alle politiche anti-popolari del governo greco di destra e dell'Unione Europea. L'organizzazione del Forum ha coinvolto molte forze sociali e di movimento. Fra i soggetti politici che hanno svolto un ruolo di primo piano si è trovato il Synaspismos, il partito della sinistra alternativa greca, che è anche uno dei promotori del Partito della Sinistra Europea. Il Forum di Atene ha fatto registrare invece l'ottusa ostilità del Partito Comunista Greco (KKE), di orientamento ultrastalinista, che ha cercato di boicottare l'iniziativa. Nei giorni precedenti alla manifestazione conclusiva, preso dal panico di fronte al crescente interesse che stava suscitando il Forum, ha cercato di coprire i manifesti che annunciavano il corteo conclusivo, come riferisce il sito "Socialistworld". Il giornale del KKE ha praticamente censurato il corteo, parlando di una partecipazione di 7.000 persone. Una cifra ridicolmente inferiore al vero. Persino la polizia greca, che pure ha giocato al ribasso, come sempre avviene in questi casi, ha dovuto riferire di almeno 30.000 manifestanti. La segretaria del KKE, Aleka Papariga, aveva già lanciato un vero e proprio anatema contro i Social Forum nel corso della conferenza dei PC organizzata alla fine del 2005 ad Atene. L'atteggiamento del KKE, che in genere trova adesioni soprattutto tra i gruppuscoli senza seguito e in quanto tali più attratti da posizioni dogmatiche, è stato però molto diverso da quello tenuto dalla gran parte dei partiti comunisti con un qualche seguito di massa. I comunisti indiani hanno svolto un ruolo di primo piano nella gestione del Forum Sociale Mondiale tenuto nel loro Paese. Per non parlare poi del forte coinvolgimento nel movimento, del PRC italiano e dei comunisti francesi. Il
dogmatismo idelogico del PC Greco lo pone in contrasto con tutti gli elementi
costitutivi del Forum Sociale Europeo. La concezione del Forum è quella
del libero confronto di idee e di piattaforme politiche tra correnti diversi.
A questo il PC Greco contrappone il "pensiero unico" del dogmatismo
marxista-leninista stalinizzato. Infine il PC Greco ha assunto una posizione rabbiosamente anti-europeista che mette in discussione, non tanto le politiche sociali liberiste di cui l'Unione Europea si è fatta interprete, ma la stessa possibilità di un superamento degli orizzonti nazionali. Da questo punto di vista il KKE si è trovato sempre più in sintonia, almeno a partire dalla guerra jugoslava, con settori nazionalisti, ambienti xenofobi della chiesta greco-ortodossa e così via. La retorica antimperialista non riesce a nascondere una politica che cavalca sempre più i temi del nazionalismo populista (dalla questione di Cipro ai rapporti con la Turchia, alla politica europea, ecc.). Il Partito Comunista Greco resta il principale partito a sinistra della socialdemocrazia, con una buona presenza tra i lavoratori e tra i giovani, ma la politica della sua direzione, che sopprime ogni autentico dibattito politico e ideale all'interno e ogni confronto con le correnti più vitali della società greca e d europea, lo sta conducendo sempre più in vicolo cieco. Ok. Tober | |
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