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Il PdCI è sceso rumorosamente in campo per difendere il monopolio di Mediaset nel settore della televisione commerciale. La situazione del sistema televisivo italiano pone da tempo un problema di democrazia, come ha dimostrato anche la recente campagna elettorale, che ha visto il colosso mediatico di Berlusconi violare sfacciatamente la legge sulla par condicio ma anche mancare di qualsiasi decenza nel manipolare l'informazione politica. Uno stato di fatto che ha portato il leader del centro-sinistra, Romano Prodi, ha rifiutare di partecipare alle trasmissioni "taroccate" di Mediaset. Ripristinare una condizione di di pluralismo nel campo della comunicazione televisiva e un minimo di "capitalistica" libertà di concorrenza e di mercato, dovrebbe essere un obbiettivo comune a tutte le forze del centro-sinistra. Ascoltando le reazioni alla dichiarazione di Bertinotti in risposta alle domande di Lucia Annunziata su Raitre, sulla necessità di mettere fine al monopolio di Mediaset, ottenuto con una legislazione di comodo come la legge Gasparri, abbiamo appreso che non è così per tutti. L'europarlamentare del PdCI Marco Rizzo, il quale si assume sempre con grande baldanza i "lavori sporchi" per conto de suo partito, si è subito schierato a difesa dei privilegi del colosso mediatico berlusconiano. Lo ha fatto utilizzando gli stessi argomenti e perfino le stesse parole che adoperano i propagandisti di Mediaset e i portavoce di Berlusconi. L'unica differenza tra questi ultimi e Rizzo è che il "pidiccino" non risulta figurare sul libro paga del capo di Forza Italia. L'argomento sostenuto dalla coppia Rizzo-Fede è che mettere in dicussione il monopolio di Mediaset farebbe perdere posti di lavoro. Obiezione risibile dato che rivedere la normativa sulle telecomunicazioni consentirebbe a nuovi soggetti di entrare sul mercato e di lasciare maggior spazio alla carta stampata e ad altri strumenti di comunicazione oggi schiacciati dal controllo di Mediaset sulla pubblicità. Quindi semmai di creare e non di distruggere posti di lavoro nel settore. Emilio Fede ha raccontato in un'intervista data a Repubblica che Marco Rizzo gli aveva telefonato nei giorni scorsi per fargli i complimenti per una trasmissione. Ora se un esponente politico della sinistra ritiene di doversi scomodare per omaggiare personalmente quello che costituisce l'esempio più tipico di giornalismo al servizio del padrone, non possiamo stupirci più di tanto se poi è disposto ad offrire i propri servigi alle tv di Berlusconi. | |
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