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Appare
ora obbligatoria l'istituzione di quella Commissione parlamentare d'inchiesta,
che figura in bella mostra nel programma dell'Unione, ma che continua a incontrare
sorde resistenze e ostacoli La decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo, che ieri ha dichiarato ammissibile il ricorso della famiglia di Carlo Giuliani, non è affatto sorprendente. Almeno, non dovrebbe esserlo: dubitare del fatto che a Genova possa esserci stato un "eccesso di legittima difesa" e una "violazione dei diritti umani" è infatti impossibile. Sorprendenti sono, o almeno dovrebbero essere, le modalità con cui è stata condotta l'inchiesta in Italia, animata da un'ansia di chiudere la vicenda il prima possibile e a tutti i costi. Per questo il segnale preciso che arriva dall'Europa è fondamentale. Rivela che, aldilà delle rozze sparate propagandistiche della destra, non c'è affatto bisogno di essere pericolosi sovversivi o nemici delle forze dell'ordine per chiedere chiarezza su quel che successe a Genova il 20 luglio 2001. Basta essere onestamente liberali e sinceramente democratici. Del resto, proprio dalla grande stampa europea liberal erano partite, subito dopo le giornate di Genova, le critiche più severe al comportamento della polizia. Il
passo successivo appare obbligato: l'istituzione di quella Commissione parlamentare
d'inchiesta sui fatti del G8 che figura in bella mostra nel programma dell'Unione
ma che continua a incontrare sorde resistenze e ostacoli a non finire. E' dovere
della politica fare chiarezza sulle reali e a tutt'oggi misteriose responsabilità
dei fatti di Genova, individuare chi e perché decise di "sospendere"
per alcuni giorni, in una grande città di una grande paese democratico,
la democrazia. Purtroppo
è altrettanto evidente che a motivare le resistenze contro l'istituzione
della Commissione nella stessa maggioranza è prima di tutto la paura di
assumere una decisione "impopolare". La vicenda dell'inchiesta su Genova
rinvia così a un tema anche più vasto. Agisce infatti qui lo stesso
riflesso che ha spinto l'Unione, dopo il varo dell'indulto, a fermarsi per paura
di scontentare un'opinione pubblica istigata dai media e da una campagna di metodica
disinformazione. * Capogruppo Prc al Senato | |
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