Articolo
di POLIS QUOTIDIANO (Parma) pubblicato il 16/03/2006
Scuola
alla canna del gas: l'allarme degli insegnanti
di
Gabriele Franzini
La
coperta che avvolge il sistema dell'istruzione parmense si fa sempre più
stretta: mentre il numero degli alunni aumenta, gli insegnanti calano. E anche
i fi nanziamenti che arrivano dal governo, sono ormai ridotti ai minimi termini.
Nel 2006, i " tagli" che hanno colpito le scuole dell'Emilia Romagna,
sono aumentati addirittura del 26% rispetto al 2005. Una situazione insostenibile,
contro la quale, ieri, i rappresentanti di tutte le organizzazioni sindacali del
mondo scolastico ( Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda) hanno
lanciato un grido di dolore.
Lo scenario presentato dai rappresentanti
dei " prof", in vista dell'anno scolastico 2006- 2007, è drammatico.
« Abbiamo ritenuto opportuno diffondere i dati forniti dal Csa ( l'ex Provveditorato
ndr) - ha affermato Claudio Schiaretti della Flc durante la conferenza stampa
che si è svolta presso la sede della Cgil -. Numeri che denunciano una
situazione critica, al punto da pregiudicare fortemente la qualità formativa.
In questi ultimi anni l'aumento complessivo degli alunni in tutte le scuole di
ogni ordine e grado, non è stato accompagnato da una crescita adeguata
dei docenti.
Rispetto all'anno scolastico 2001- 2002, oggi sono 228 gli
insegnanti in meno, mentre il numero degli studenti è salito da 40.942
a 44.771 » . Una carenza di docenti che si fa sentire soprattutto nelle
scuole superiori, dove ci si prepara ad affrontare classi composte anche da 32
alunni, quando il decreto 331/ 98 fi ssa un tetto massimo di 28. Numeri che, oltretutto,
si riferiscono a situazioni in cui non ci siano portatori di handicap. «
La politica del Miur ( ministero dell'Istruzione, dell'Università e della
Ricerca ndr) è contraddittoria: da un lato si fi ssano le regole che poi
si è costretti a violare perché il numero degli insegnanti è
insuf fi ciente » , ha affermato Schiaretti .
E anche Federico Ghillani
della Cisl Scuola ha sottolineato l'evidente « con ? itto tra norme che
rende necessario assumere supplenti, aumentando la precarizzazione del corpo docente
» . Particolarmente pesante la situazione delle " supplenze saltuarie"
, la sostituzione degli insegnanti in maternità o malattia. Nelle scuole
superiori le regole del ministero vietano la nomina per periodi di assenza dell'insegnante
titolare inferiori ai 15 giorni. Giorni che, per la scuola primaria scendono a
5, mentre per quella dell'infanzia è prevista la sostituzione immediata.
« Purtroppo - spiega Ghillani - questo genera problemi a non fi - nire,
specialmente alle superiori. In certi casi si accorpano le classi, in altri si
sparpagliano gli alunni, in altri ancora sono le stesse bidelle che badano a loro.
Ma, e qui viene il " bello", nei giorni scorsi la direttrice
dell'Uf fi cio scolastico regionale, Lucrezia Stellacci , ha inviato una lettera
ai direttori scolastici nella quale, per ridimensionare la spesa, li invita a
limitare le supplenze e ad applicare anche alle scuole per l'infanzia la regola
applicata alle primarie che vieta la sostituzione nel caso in cui l'assenza dell'insegnante
sia inferiore a 5 giorni. Questo costringerebbe i docenti a tenere la stessa classe
per 10 ore consecutive. » . Per non parlare poi dei problemi di sicurezza.
Già una classe oltre le 30 unità, in un'aula progettata per contenerne
25, può rappresentare un problema. Figuriamoci poi quando un solo insegnante
si trova a dover gestire due classi. « Ci si può arrangiare a fare
tutto - sottolinea Lucia Avalli della Uil - però poi la scuola non è
più di qualità » .
Ma i " salti mortali"
per sostituire gli insegnanti in malattia o in gravidanza ( evento piuttosto normale
nelle scuole materne e primarie dove la " quota rosa" del corpo docente
è ben oltre il 90%), devono farli anche i dirigenti scolastici. I costi
delle supplenze necessari a sostituire gli insegnanti di ruolo durante l'anno,
sono infatti a carico delle singole scuole. E far quadrare i conti diventa sempre
più dif fi cile. « L'unica possibilità è utilizzare
i contributi che arrivano dalle famiglie - ha spiegato il preside dell'Itc Melloni,
Giuseppe Zaccaria -. Fondi che tuttavia sarebbero già destinati ai laboratori
» .
« Purtroppo - ha aggiunto Ernesto Devodier della Snals
- la tendenza del governo è quella di nominare sempre meno insegnanti di
ruolo, af fi dando temporaneamente le cattedre a supplenze annuali. Un sistema
che permette di tagliare i costi » . Per il mondo della scuola, i problemi
sembrano insomma non fi - nire mai e i conti tra il numero degli alunni e quello
degli insegnanti proprio non tornano. L'esercito dei docenti si prepara a scendere
sul piede di guerra: « E' probabile - ha affermato Schiaretti - che nei
prossimi giorni venga proclamato uno sciopero regionale. L'Emilia Romagna è
stata notevolmente penalizzata. Qui i fondi dello Stato destinati all'istruzione
sono stati ridotti del triplo rispetto alla Lombardia ( guidata, a differenza
dell'Emilia Romagna, da una giunta targata Forza Italia ndr). Sarà un caso?
» . A pensar male si commette peccato ma, diceva qualcuno, spesso ci si
azzecca.
Gabriele
Franzini