| Scuola
pubblica, università accessibile, sostegno alla ricerca. Con la determinazione
di sempre Grande la partecipazione allattivo
nazionale dedicato al merito delle questioni politiche, sulle quali ricominciamo
a lottare di
Gennaro Loffredo, responsabile nazionale scuola e formazione Prc
Non
era per nulla scontato che lattivo nazionale dei dipartimenti scuola, università
e ricerca di domenica scorsa avrebbe avuto una partecipazione così soddisfacente.
Era forte il rischio, da tutti/e avvertito, che i compagni e le compagne subissero
quel ripiegamento su se stesso cui il partito può essere indotto dalla
vicenda congressuale. Non era facile nemmeno tenere il dibattito al riparo dalle
dinamiche congressuali, sviluppando una discussione tutta di merito, come invece
siamo riusciti a fare. Se ciò è avvenuto, lo diciamo con una punta
dorgoglio, è per la scelta praticata in questi anni dai compagni
e dalle compagne dellArea della Conoscenza di valorizzare i contributi di
tutti/e senza alcuna preclusione dettata da appartenenze congressuali (e quanto
il correntismo pesi nella vita del nostro partito è cosa ben
nota!). Cè da dire, semmai, che negli accenni al congresso
di quanti sono intervenuti, il denominatore comune è stato il richiamo
allunità del partito ed al mantenimento, anche in futuro, di questo
metodo di lavoro. Non per un generico richiamo ad una sorta di mozione degli
affetti, pur comprensibile in questo momento, ma perché è
emersa con nettezza la durezza della fase che si è aperta con la vittoria
delle destre anche nei settori della conoscenza. Anche se la nuova ministra
non ha ancora rilasciato dichiarazioni programmatiche, la sua carta didentità,
rappresentata da un disegno di legge presentato alla fine della passata legislatura,
indica chiaramente la direzione di marcia. Chiamata diretta dei docenti da parte
dei dirigenti scolastici, concorrenza tra le scuole pubbliche e tra queste e le
private, buono scuola, generalizzazione dei test daccesso alle università,
aumento delle tasse a carico degli studenti fuori corso, soppressione degli enti
di ricerca pubblici, e altro ancora. Un insieme di misure che prefigurano la totale
destrutturazione dei sistemi pubblici - di istruzione, universitario e di ricerca
consegnati senza rimedio al mercato. È
con questa consapevolezza che, a partire dalle relazioni introduttive, si è
sviluppato un dibattito ricco di spunti analitici e di proposte per organizzare
una resistenza efficace alloffensiva che ci troveremo a fronteggiare già
dai prossimi mesi. Cominciando dai lasciti negativi e dai problemi non risolti
ereditati dal precedente governo, come - per quanto riguarda la scuola - le assunzioni
dei precari, i tagli agli organici e il recupero dei debiti, sui quali si è
deciso di sviluppare iniziative di denuncia e di pressione prima della conclusione
dellanno scolastico. Ma anche individuando temi che incrociano le contraddizioni
presenti nella società, quali la laicità, linterculturalità,
la partecipazione democratica, i diritti sindacali, sui quali produrre riflessioni,
elaborazione collettiva, strumenti dintervento nelle scuole e nelle università.
Rivolgendo la nostra attenzione agli studenti, spaccato importante di
un mondo giovanile del quale dobbiamo saper leggere le domande per costruire,
insieme a loro, risposte più avanzate di quelle rappresentate dalle forme
polverizzate di socialità cui sono quotidianamente assoggettati. Provare,
insomma, a fare delle scuole e degli atenei un terreno privilegiato dintervento,
per contrastare legemonia della destra e le tendenze alla rassegnazione,
per rafforzare la cura di valori fondanti come luguaglianza e la libertà
del pensiero, dellinsegnamento e dellapprendimento, della cultura
che hanno sempre costituito il migliore antidoto contro i tentativi di
stravolgimento della funzione istituzionale di scuola e università.
Sono compiti impegnativi che richiedono una forte determinazione del nostro
partito e, insieme, uno sforzo collettivo di tutte le forze politiche e associative
della sinistra. Per questo, già a partire dalle prossime settimane, abbiamo
deciso di promuovere una ripresa del confronto con i soggetti che avevano costituito
il tavolo Fermiamo la Moratti e che avevano mantenuto una continuità
di lavoro anche nella legislatura da poco conclusa con la Sinistra per la
Conoscenza. Alla
tribunetta della sala Libertini, nella quale si è tenuta la riunione, era
affisso un manifesto con lo slogan, sullo sfondo di una immagine della grande
manifestazione del 20 ottobre, Rifondazione cè e continuerà
a lottare con i precari della cultura, delluniversità, della ricerca,
della scuola e per il diritto alla conoscenza come bene comune. La
conclusione del nostro attivo ci dice che è possibile tradurre queste impegnative
affermazioni in pratiche politiche concrete. Dipende solo da noi. 26
Maggio 2008
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