Articolo
di POLIS QUOTIDIANO (Parma) pubblicato il 26/06/2007
Quercia
addio, anche a Parma nasce Sinistra Democratica Presentato
il nuovo soggetto ispirato dal rifiuto del Pd. Il coordinatore Secchi: "Affronteremo
i grandi temi cittadini, dall'Ospedale Vecchio alla metropolitana"
Giurano che non è una scissione, l'ennesima nella rissosissima sinistra
italiana impegnata a litigare dal congresso di Livorno del 1921. Giurano che non
saranno un partito, l'ennesimo cespuglio per tenere in scacco maggioranze risicate,
bensì un movimento per (co)ordinare il variegato mondo che si colloca a
sinistra ma che fatica a riconoscersi in parole d'ordine ormai da aggiornare,
salvando l'essenziale: sociale, sacralità del lavoro, welfare da non vendere
in saldo.
Giurano tutto questo i seguaci del ministro Fabio Mussi , fondatori
a Parma di "Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo", ossia l'ala
sinistra dei Ds che ha scelto di mettersi in proprio non accettando tempi, modi
e contenuti dell'erigendo Partito Democratico. Il 13% della Quercia, peso stimato
all'ultimo congresso di marzo. Si sono presentati uffi cialmente ieri alla città
con tanto di Comitato promotore e un Coordinatore - Augusto Secchi , una vita
in Cgil - e domani alle 21 presso la Sala del Centro Argonne avranno il battesimo
del fuoco col primo dibattito, cui interverrà il vicesindaco di Reggio
Emilia Franco Ferretti .
Provengono oltre che dalla minoranza interna
della Quercia, dal sindacato come dalle libere professioni e non vogliono "
essere solo un partito o un movimento nazionale - dice Secchi -. Vogliamo radicarci
nella società locale ", perchè è lì che, oltre
ai principi e alle grandi enunciazioni romane, si gioca la credibilità
di un progetto politico. Loro ne sono convinti: diranno qualcosa di sinistra,
proprio come chiedeva Nanni Moretti al D'Alema nel suo "Aprile". E,
guardando alla loro storia, un po' si dolgono che questa smania da tempo non abiti
più ai piani alti del partito.
L'unico
ancora in grado di farlo è giudicato unanimemente Alfredo Peri , alfi ere
del Pd, certo, ma anche uomo di partito profondamente rispettato. " La goccia
che ha fatto traboccare il vaso, che ci ha spinto ad accelerare l'uscita dai Ds
nasce proprio qui, a Parma ", dove in vista delle ultime elezioni amministrative,
illustra Secchi, " è stata approntata una campagna elettorale in 40
giorni ", in cui, ad esempio, " sulla metropolitana è stato presentato
un progetto all'ultimo minuto " e sul problema della casa " sono mancate
proposte davvero differenti .
In quell'occasione abbiamo deciso di voler
contribuire a qualcosa di diverso ". Cosa è presto detto: " Esiste
l'ambizione di fare un percorso che unisca tutto quello che sta a sinistra. Non
ci riferiamo solo a partiti e movimenti ma a tante risorse umane il cui contributo
è andato perso in questi anni". Invito già raccolto da Rifondazione
e Comunisti Italiani. E che Secchi e i suoi sperano faccia breccia nel cuore di
tanti diessini non convinti della necessità storica del Pd. Proprio agli
ex compagni della Quercia, impegnati in questi giorni in una lunga ri? essione
post elettorale, si contesta di voler minimizzare la sconfi tta patita a Parma,
che ha scottato prima di tutto dalla sinistra. Tutta. Quella massimalista come
quella riformista.
"I Ds pensano di risolvere tutto accelerando col
Pd. Questa non è la soluzione a nove anni di governo Ubaldi ". Perciò
Sd parlerà fi n dai suoi primi vagiti di alcuni grandi temi, squisitamente
locali: l'Ospedale Vecchio, la metropolitana, la sicurezza, le esigenze delle
persone. Specie di quelle che vivono da precari la loro gioventù in una
città dove per loro " mancano le risorse da destinare " e intanto
il mercato immobiliare lievita fi no a " 3/4 mila euro al metro quadrato
".
Le idee e la critica a quello che è stato marceranno sulle
gambe dei 23 membri del Comitato promotore che vanta un unico amministratore in
carica, il consigliere provinciale Mirca Pissarotti : resterà nel gruppo
dei Ds fi no a quando questo non si unirà con quello della Margherita.
Solo allora darà vita nel parlamentino provinciale al gruppo consiliare
di Sinistra Democratica. Aspettando quel momento, vuole comunque " augurare
al Pd di riuscire a fare quello per cui è nato ". Sportività?
Forse. Più probabile la constatazione che il nemico non sta certo qui di
casa. Si trova piuttosto in Consiglio comunale, dove il centrodestra ha messo
ancora una volta radici. "
Ammiro il nostro nuovo sindaco Pietro
Vignali - ri? ette ironica la Pissarotti - che ha pagato subito i suoi debiti
elettorali sia all'Unione Industriali, che a Lorenzo Lasagna (ex Ds, ndr) e ad
Alleanza Nazionale. Mi dispiace che Parma medaglia d'oro della Resistenza si trovi
al governo un partito della destra radicale ". Proprio in Consiglio comunale
Sd non ha referenti e per questo Secchi promette di "stabilire un contatto
con Marco Ablondi ", l'indipendente eletto tra le fila di Rifondazione. Passa
anche da qui, in fondo, l'unità della sinistra.
Fra poco Sd inizierà
a costruire la sua identità formale, quella che giocoforza è fatta
di apparati e un minimo di struttura organizzativa. In questa prospettiva Secchi
e i suoi chiederanno " ai dirigenti dei Ds qualche posto dove fare politica
", visto che ci sono diverse " sedi chiuse e non più frequentate
" che potrebbero benissimo essere re-impiegate. Guai a parlare di scissione,
ma quando due amanti cominciano a fare i conti sul " patrimonio che abbiamo
costruito insieme e che una parte sola non può gestire ", un altro
termine stenta a farsi largo.
Lorenzo Pietralunga
estratto
da PolisQuotidiano.it
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