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Articolo di POLIS QUOTIDIANO (Parma) pubblicato il 14/06/2007

Resa dei conti nei Ds: la sinistra attacca e abbandona il partito

Anche a Parma nasce "Sinistra Democratica", il movimento di Fabio Mussi. Il portavoce Secchi critica la politica «tatticista» del segretario Liaci e dei «notabili». Mattioli (Cgil): «Serve un gruppo dirigente diverso»

All'ombra della Quercia di Parma, un tempo pianta forte e rigogliosa, oggi spelacchiata dal pesticida marca Ubaldi, tutto è pronto per un trasloco pesante, di quelli che lasceranno il segno. Il 27 giugno se ne andrà la sinistra interna - grosso modo un 13% di tutti i Ds, come ha sancito il Congresso del marzo scorso -, quella che negli anni è stata anche denominata "correntone" e che seguendo l'onorevole Fabio Mussi ha scelto di non aderire al nascituro Partito Democratico.

Si chiamerà "Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo" e in tutto il Bel Paese sta mettendo radici. A Parma si è costituito un primo coordinamento con tanto di portavoce - Augusto Secchi , (ancora per poco) membro della direzione provinciale - e presto saranno comunicati i nomi dei primi aderenti. Tra i promotori spiccano il leader nazionale della Flai Cgil Antonio Mattioli , il consigliere provinciale Mirca Pissarotti , diversi segretari di sezione, tra cui quelle del Montanara e di Vigatto.

« Tanti sono anche i compagni che hanno votato al congresso per la mozione Fassino e ora non sono convinti del Pd », aggiunge Secchi, ammonendo però che « non siamo di fronte ad una scissione ma a due cose nuove: da un lato il Pd, di cui resteremo alleati, dall'altro Sinistra democratica ». Ma non è sulle defi nizioni che si gioca questa sfi da. Il nuovo soggetto andrà riempito di militanti e contenuti. Oltre alle idee e ai proclami nazionali, emerge che a Parma Sinistra Democratica nasce facendo tesoro della bruciante sconfi tta alle elezioni amministrative, sintesi degli errori compiuti da una classe dirigente fi nita sotto processo. « In Consiglio comunale non abbiamo mai avuto una rappresentanza così ridotta (nel 2002 vennero eletti 9 Ds, nel 2007 5, compreso Alfredo Peri , ndr) ed è stato riconfermato chi non si è mai visto né dato da fare. Le amenità hanno abbondato in questa campagna elettorale, ma siamo fra i pochi a sostenere che senza Peri ci sarebbe stata una batosta peggiore ».

Certo, resta assurdo ritenere di poter « convincere in un mese e mezzo la gente di Parma a cambiare idea quando di fronte c'era una giunta che in nove anni ha fatto molto. Peri era il nostro candidato, ma ha fi nito di esserlo alle 15 di lunedì scorso ». Mattioli è anche più esplicito. « Peri ha sputato l'anima ma la verità è che in nove anni non siamo stati in grado di costruire una alternativa fatta di analisi e di risposte ». Pesa come un macigno la condanna di Secchi della gestione Ds, portata avanti « con un atteggiamento tatticista, segno di una politica come non ne andrebbe mai fatta ».

Il segretario « Antonio Liaci ha un modo di fare politica autosuffi ciente, con quei tre o quattro notabili che contano nel partito. Ci spinge ad uscire proprio l'acquiescenza della Direzione di fronte alle sue proposte e a quelle di Vincenzo Bernazzoli e Carmen Motta ». Inevitabilmente si apre la caccia « al corpo grosso del partito che ha disertato le urne» anche perchè non ha digerito questo strano Pd, che nonostante le rassicurazioni assomiglia sempre più ad una sommatoria di classi dirigenti. Si tendono le mani « ai compagni e alle compagne che sono usciti tempo fa dalla politica » e si cesella « l'ambizione di far dialogare tutti i cocci della sinistra con cui ci sono argomenti che possono vederci insieme ad iniziare un nuovo percorso ».

Chiaro l'invito a Rifondazione e dintorni. Sinistra Democratica sarà un partito davvero nuovo? Secchi vola basso: « La nostra ambizione è solo quella di riuscire a fare qualcosa di sinistra e riaggregare su temi concreti chi abbiamo perso per strada ». « Oggi Parma ha posto alla base del suo sviluppo la fi nanza e il mattone - interviene Mattioli - . Il problema è grande come una casa: probabilmente noi non saremo il nuovo, ma il valore aggiunto di un territorio dove, invece, il potere è in mano ai soliti noti. Così non si può più andare avanti, bisogna sbragare lì dentro ». Per questo « costruiremo una alternativa proponendo i temi fondamentali del sociale, di una città attenta alle fasce più deboli. Una città dove c'è bisogno di un gruppo dirigente diverso e di un modo nuovo di parlare alla gente ».

Lorenzo Pietralunga

estratto da PolisQuotidiano.it


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