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Articolo di POLIS QUOTIDIANO (Parma) pubblicato il 21/12/2005

La rabbia e l’incredulità dei lavoratori della Star


« Questo è forse il problema più grande che affronta Parma » commenta così la chiusura dello stabilimento Star di Corcagnano il senatore Antonio Vicini . Ospite all’incontro con lavoratori, associazioni agricole e istituzioni organizzato da sinistra giovanile e circolo Ds Vigatto nella sala Avis di Corcagnano lunedì sera.

Un problema allarmante per l’anomalia che rappresenta: lo stabilimento è in attivo ma la famiglia Fossati, proprietaria, verso la fi ne di novembre ha deciso di chiuderlo facendo scattare le procedure per il licenziamento dei 92 dipendenti fi ssi e 150 lavoratori stagionali.

« Si tratta di difendere non solo posti di lavoro, ma anche un pezzo di economia di questa provincia, che ha contribuito alla fortuna di questa zona. – ha ricordato Tilla Pugnetti della Cgil – Lo stabilimento, per analisi della stessa direzione aziendale, è ef fi ciente, non è in perdita, produce reddito » . Quando poi, dietro alle decisioni della dirigenza di licenziare, c’è l’intenzione di cambiare vocazione e di occuparsi di investimenti immobiliari e finanziari, evocando le recenti e infelici piroette immobiliaristiche, ecco che risulta chiara la rabbia e l’incredulità degli operai della Star.

Nella sala affollata dell’Avis, dove entrano alla spicciolata anche alcuni operai che hanno appena finito il turno nel vicino stabilimento, non tarda ad arrivare l’intervento che riassume la fermezza a non rassegnarsi: « Possibile non ci sia nessuna arma da far valere , – domanda un signore con tono provocatorio – ci sarà pure qualcosa da fare, altrimenti questa serata assomiglia ad un funerale. Qui si facevano prodotti eccellenti, siamo riusciti a portare l’Authority poi assistiamo impotenti a questo avvenimento? » .

La sfida è lanciata. Alfredo Peri , assessore regionale ai trasporti, sostiene: « Bisogna far sì che non ci sia nulla di gratuito: ingaggiare una battaglia che sarà lunga, difficile, contro la proprietà. Rivolgendosi a quegli interlocutori che hanno potere, come gli imprenditori, al di là che siano associati oppure no » . Anche secondo Vicini: « Devono essere le istituzioni, i sindacati a porre il problema. Ma anche le associazioni degli industriali non possono nascondersi in una situazione di crisi, sarebbe un delitto. Qui ci sono in gioco le prospettive della nostra città, una città che perde nel mondo dell’industria e che vive sulla progressione edilizia » .

La risposta di Marchioli ( Rsu): « C’è ancora una via d’uscita. Noi dobbiamo essere legati agli impianti e condurre una lotta durissima. Dov’è finita l’etica di imprenditori che fondano industrie e poi vanno via dal territorio? »

Mentre per Aiello ( Rif. Com) « l’Authority porta sfiga. La politica ha abbandonato il suo ruolo negli ultimi anni ed è stata sopravanzata dalla Finanza. Deve ritornare ad avere un ruolo forte. Bisogna combattere la precarietà e il berlusconismo insito nella classe moderata » .

Giungono accuse ai consiglieri della maggioranza del Comune, invitati ma non presenti all’incontro e la richiesta di redigere un atto contro la possibile speculazione sul cambio di destinazione dei 250 mila metri quadrati di terreno agricolo adiacente alla fabbrica, di proprietà della Star. Tema sul quale si è espresso contrario il Consiglio di Quartiere Vigatto, la cui rappresentanza ha difeso l’impegno del Comune: « L’ 8 gennaio ci sarà un incontro con il sindaco e i lavoratori a Corcagnano in questa stessa sala, siete invitati tutti » .

I danni della chiusura dello stabilimento si ripercuoteranno anche, non in maniera secondaria, sulla filiera agricola. I rappresentanti delle associazioni, assente la Coldiretti, parlano con una voce sola: « C’è una crisi che sta cominciando ad aprire troppe crepe. Nel giro di 5- 10 anni rischiamo di mettere a nudo l’economia agricola italiana, il primario sta pagando da troppo tempo, c’è l’azzeramento dei prodotti di qualità, non c’è un solo settore che sia immune da crisi » .

« Il sistema Parma che è stato così forte nella vicenda Parmalat e Nestlé deve fare altrettanto ora. È assurdo perché perdiamo uno dei migliori stabilimenti nel nord Italia - ha accusato il responsabile dell’Ainpo - Inoltre i produttori dei 750 mila quintali di pomodoro che erano destinati alla Star saranno danneggiati perché non ricollocabili » .

L’azienda non è malata, « farla chiudere – interroga un lavoratore - non è un abuso, un reato? Non ci sono leggi per fermare queste azioni? » . « Non ci sono leggi come in Francia . – riprende il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli – Le istituzioni dal punto di vista formale possono fare poco, possono fare molto se sono assieme ai lavoratori » .

Il problema semmai è che ci sono state leggi che hanno spinto in direzione opposta. « S i sono fatte delle leggi in questi cinque anni, come la detassazione delle rendite finanziarie, norme come queste non incentivano a investire sulla produzione. L’arrivo dell’Authority non è una iattura; la è se non riusciamo a costruire qualcosa attorno ad essa, se non riusciamo a investire sulla ricerca per vincere la sfida globale » e in merito alle proposte della Star di dirigere la produzione ad Agrate e all’Emiliana conserve di Busseto, Bernazzoli le giudica « non alternative, ma un palliativo » . ( e. g.)


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