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Per favore, un po' di civiltà…!

Progetto per Viale Piacenza: il Consiglio di Quartiere organizza un'assemblea pubblica il giorno 27 giugno e il Sindaco si mette a capo del proprio partito e ne organizza una alternativa il giorno dopo.
Questo non ci sembra corretto.

Nel corso di questa assemblea Ubaldi stesso si assume l'incarico di insultare chi si azzardi a sostenere idee diverse dalle sue.
L'accusa è quella più classica dei regimi totalitari:
PAGATI DAL NEMICO.
Questa non è CIVILTA'…

Abbiamo esposto i nostri argomenti in forma civile e in cambio abbiamo ricevuto insulti.
Noi riproponiamo i nostri argomenti: segue il testo, parola per parola del nostro intervento all'assemblea del 28 giugno.

Giudichino i cittadini chi sta dalla loro parte e siano attenti a diffidare degli specchietti per le allodole.
Non è tutto oro quello che luccica nel progetto di Ubaldi.


Per motivi di tempo, concentriamo l'attenzione unicamente sul destino dell'area dei campi sportivi.
Il Comune ha detto che si possono spostare altrove gli stadi: va bene; non siamo per mantenere a tutti i costi l'esistente.
Si rimetta in gioco il destino di quest'area. Ma per fare cosa?
Due aspetti sono da tenere in considerazione:
1) si tratta di un'area verde di proprietà pubblica;
2) è collocata in una zona centrale della città.

Il buon senso dice che in una zona della città ad alta concentrazione di costruzioni e povera di verde, è assurdo aumentare le costruzioni e togliere il verde.
Le aree verdi che miracolosamente sono ancora presenti nei centri storici delle città vanno conservate come beni preziosi

Citiamo i dati di un'inchiesta promossa nel 1994 dalla Terza Circoscrizione tra i bambini della scuola Racagni, con la collaborazione degli insegnanti. L'argomento riguardava le possibilità di gioco.
Sono state coinvolte numerose classi; i dati sono quindi abbastanza attendibili.
Ne è risultato che il 30% dei bambini giocano prevalentemente da soli; se si aggiunge il 20 % che hanno i fratelli come compagni di gioco quasi esclusivi, si può concludere che per molti bambini le relazioni sociali si esauriscono nell'ambito famigliare.
Per quanto riguarda i luoghi, il 70% dei bambini giocano quasi esclusivamente in casa o in cortile.
A questi si aggiunge un 10% per i quali il luogo privilegiato per i giochi è Piazzale Pablo. In altre parole, il meglio che il quartiere può offrire per il gioco dei ragazzi è Piazzale Pablo. Chi conosce la zona a benissimo che non è uno spazio adatto al gioco dei bambini.

Se un'inchiesta di questo genere fosse stata condotta nel Quartiere Oltretorrente, a San Leonardo,
nel Quartiere Centro, i risultati sarebbero stati analoghi.
Il grande valore dell'area di cui stiamo parlando è appunto l'essere facilmente raggiungibile dal Quartiere Pablo, dal Centro, dall'Oltretorrente, da San Leonardo.

Quale verde chiediamo?
Non siamo, si diceva all'inizio, per il mantenimento dell'esistente.
Serve un verde da destinare al gioco, alla pratica sportiva, in parte verde libero, in parte attrezzature sportive, ma non per lo sport spettacolare: per i ragazzi, per l'avviamento allo sport dei bambini, anche per gli anziani, tutte quelle categorie che hanno difficoltà di spostamento nel traffico urbano e per le quali sarebbe prezioso uno spazio di questo genere, facilmente raggiungibile: la sua collocazione in centro ne farebbe una struttura altamente qualificante
per l'intera città.

Non si dica che esiste già il Parco Ducale; stiamo parlando di un verde diverso da quello del Parco Ducale, monumentale e non adatto al gioco e allo sport.

Si potrebbe prendere a riferimento la Cittadella, ma forse si può fare di meglio.
La Cittadella comunque, nonostante l'attuale trascuratezza, per decenni è stata punto di riferimento, per tutta la città, per il gioco, per la pratica sportiva , per le feste.

D'altra parte già una volta questo quartiere si è sentito rispondere "AVETE IL PARCO DUCALE": è accaduto quando si è progettato il comparto Lanfranco e non si realizzato il verde pubblico previsto dalle normative urbanistiche.
Non si può continuare a fare riferimento al verde che ci hanno lasciato i Farnese per rispondere
Alle esigenze di una città che nel frattempo è cambiata e sta cambiando parecchio.

GRUPPO DI LAVORO "PABLO"





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