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Prodi e il programma. «Il nostro è un sogno e un progetto»
(da l'Unità)

C’è così tanta gente, in questo sabato mattina romano, al teatro Eliseo, che hanno dovuto aprire anche il teatro vicino, il Piccolo Eliseo. Ma non è bastato ancora, e qualche centinaio di persone è rimasto in strada. Una calca. La stessa ressa che Romano Prodi osserva nella platea che lo ascolta mentre presenta il programma della coalizione. E dice: «Mi sa che abbiamo sbagliato sala».

Errore forse voluto, senz’altro sperato. A sottolineare che l’attesa per queste 281 pagine di programma che racchiudono le proposte dell’Unione per i prossimi cinque anni di governo è tanta. Dentro ci sono idee e speranza. «Un sogno e un progetto», come dice il leader dell’Unione.

La parola che Prodi ripete più volte nel corso del suo lungo intervento è un aggettivo: «radicale». Riforme radicali per rimettere in moto il Paese. Un cambiamento radicale del modo di governare. La sala del teatro risponde con un’altra parola chiave: «Unità». Ed è un coro che cresce, accompagnando sul palco tutti i leader della coalizione, mentre suggellano l’intesa programmatica abbracciandosi. «Unità, unità»: soprattutto quando a ricevere il programma dalle mani di Prodi sono Fausto Bertinotti e Clemente Mastella.

Il programma, dunque, c’è. Prodi lo presenta con un discorso pacato. Un discorso denso di riferimenti concreti sul fisco, il lavoro, la scuola, la famiglia, la politica estera. È quasi una lezione: la voce e a tratti si perde in un sussurro, il pubblico ascolta con attenzione e zittisce chi disturba facendo rumore. Scarseggiano solo le cifre: ma Prodi spiega di aver fatto bene i conti, «numeri e calcoli anche pedanti, che vi risparmio. È mia abitudine accompagnare tutto con i giusti calcoli di fattibilità».

Gli applausi sono frequenti. E intensi, in particolare quando il leader dell’Unione parla di «lotta feroce all’evasione fiscale» e indica le due «stelle polari» del futuro governo: la Costituzione e l’Europa. Insomma, il centrosinistra ha «un messaggio di sobrio ottimismo: possiamo farcela, l'Italia può farcela e su questo chiediamo il voto. Questo è l' impegno di tutti noi, il nostro è un sogno e un progetto: il sogno di un mondo più libero, più giusto e più unito che si traduce in un progetto che vogliamo, giorno dopo giorno, realizzare». E quindi, «consapevoli della nostra storia, guardiamo al mondo con spirito aperto, con l' ambizione di esserne nuovamente protagonisti. Per l' Italia questo è il tempo delle scelte».

Del resto, aggiunge Prodi, «il dopo Berlusconi è già iniziato. Alla vittoria elettorale non credono neppure loro». Per questo ora è anche il momento di chiedere «un voto che mandi all'opposizione chi, dalle elezioni precedenti, ha avuto il potere e lo ha usato male, che mandi a casa chi ha fallito e ha fatto del male all' Italia». Con la presentazione del programma inizia una nuova fase della campagna elettorale: quella in cui il centrosinistra dovrà convincere gli elettori di essere in grado di governare.

Dal leader della coalizione ecco allora un appello a tutti gli elettori: «A chi ha già votato per noi alle precedenti elezioni politiche, ai tanti che ci hanno dato la vittoria in tutte le elezioni di questa legislatura, io dico, anche a nome di tutti voi: dateci la vostra fiducia, perché senza di voi niente è possibile. A chi ci ha negato finora il suo voto, io dico: è ora di voltare pagina. E a tutti dico: per il bene dell'Italia non vi deluderemo» ha detto Prodi rivolgendo un appello agli elettori, di ieri e di domani, del centrosinistra.


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