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Discarica
di Monte Ardone: la Provincia non fa nulla, andremo al referendum di
Uniti a Sinistra/ Sinistra Europea
Nelle
ultime elezioni comunali di Parma, l'elettorato ha gravemente punito la coalizione
di sinistra. Troppe le delusioni patite nel corso di questi anni a causa del Governo
Prodi, della Regione EmiliaRomagna e dell'Amministrazione Provinciale di Parma
e, perfi no, dalla opposizione alla Giunta Ubaldi al Comune di Parma.
L'elettorato
di sinistra ha sfi duciato i propri rappresentanti, probabilmente, speriamo, in
attesa di avere nuove e migliori prospettive. Tanta sfi ducia, infatti, non è
purtroppo immeritata. Dell'idea del buon governo delle sinistre a Parma, nell'opinione
pubblica è rimasto, ormai, ben poco. La Provincia di Parma, in particolare,
suscita diffi denza agli occhi dell'elettorato di sinistra di Parma, immersa com'è
in una gestione autoreferenziale, che appare tutta in mano al ceto dirigente dei
Partiti che ne compongono la maggioranza. Nessuna diversità positiva nella
politica della nostra Provincia rispetto a quello che di negativo avviene in altre.
Prendiamo l'esempio della vicenda della discarica di rifi uti di Monte Ardone.
A parere di tanti cittadini, della maggioranza ormai, pensiamo, il connubio
fra politica e rifi uti è pericoloso: tanto come a mettere un cerino acceso
vicino alla benzina. E' cosa da non fare. In questo campo la politica della Provincia
di Parma negli ultimi anni, è stata quella di far fi nta che i problemi
non esistano o delegare ad altri (incapaci) la soluzione del problema. Alla fi
ne spendendo male denari non propri. Come ha mostrato la vicenda elettorale di
Parma, l'elettorato di sinistra non sbaglia e le conseguenze di un fallimento
delle scelte o addirittura delle non scelte della politica si pagano in prima
persona: non si è eletti.
La questione rifi uti in Provincia di
Parma è un problema irrisolto ormai da troppo tempo per poter essere affrontati
con espedienti temporanei. Sono ormai diversi anni che la provincia non ha una
vera politica dei rifi uti. Come già avviene altrove, i rifi uti possono
diventare una risorsa ed avere un impatto ambientale infi nitamente meno inquietante.
Per fare questo, non c'è nulla da inventare, ed è suffi ciente vedere
come si fa, dove lo si fa. Il problema dei cittadini, contro le discariche a macerazione
e recupero di gas o a sistemi di inceneritori a recupero di energia è che
della cosa percepiscono solo l'impatto ambientale, mentre degli utili, anche economici,
di queste operazioni il cittadino non ne vede nessun ritorno. L'unico ritorno
reale, è la situazione creata per volere di Provincia e Regione a Monte
Ardone, dove la bomba ecologica innestata ha fi nito per scoppiare con gravissimo
danno.
Questo stato delle cose è reso ancor più grave, se
si pensa che il territorio di Parma è percepito non solo per il suo modo
di essere ma soprattutto per i prodotti del territorio stesso. Il che signifi
ca che se si parla di ambiente si parla di agricoltura e di industria e della
qualità dei loro prodotti e dei mezzi di produzione, in particolare della
importantissima manodopera specializzata. La vicenda di Monte Ardone, il fatto
che Provincia e Regione abbiano ritenuta indispensabile, una soluzione che da
subito appariva in contrasto con la qualità dell'ambiente e del territorio
di Parma, appare ormai in tutta la sua gravità. Ostinatamente voluta, realizzata
nonostante ogni ragionevole dubbio. Difesa oltre ogni ragionevole limite.
La
preoccupazione attuale, dopo l'incendio che ha messo in ginocchio il funzionamento
della discarica, è che dopo quanto è avvenuto il nostro territorio
che è pieno di eccellenze deve essere salvaguardato. Decida la provincia
di Parma la chiusura della discarica di Monte Ardone e la rinaturalizzazione del
luogo. La soluzione del problema, sta nelle sue competenze e nel suo ruolo in
Regione. Decida subito il da farsi, indicando i ritorni immediati e a lungo termine
per i territori interessati. In questo lungo periodo di tempo, in cui il governo
provinciale ha pensato di chiudere la questione lasciando utilizzare la discarica
di Monte Ardone, il proprio obiettivo di marketing territoriale, smarrito e dimenticato,
avrebbe richiesto ben altro impegno.
La ricchezza della nostra provincia,
è oggi messa in discussione, dalla diffi coltà di vendere a prezzo
adeguato il valore aggiunto dei prodotti "made in Parma". Non possiamo
più affermare che sono crisi cicliche se gli agricoltori prendono oggi
per il formaggio gli stessi soldi dell'anno 2000, quando riescono a vendere. E'
mancata e manca una vera politica di sviluppo del territorio. Si prenda atto che
così non si può andare avanti, che occorre sviluppare nuova una
progettualità nel fare le cose, completamente diversa da quella attuale
che non è in grado di pianifi care e progettare uno sviluppo sostenibile
ed economicamente effi cace.
La stessa caparbietà ed energia che
la Provincia ha messo, purtroppo, nel difendere e sostenere l'apertura e il funzionamento
della discarica di Monte Ardone, dovevano invece essere rivolte a costruire un
progetto condiviso, con una visione complessiva del territorio su cosa è
ora e come deve diventare. Solo un progetto condiviso e trasversale in cui si
riconosca tutta la società, può tirarci fuori dal buco nero in cui
ci si è infi lati: non è più ammissibile avere eccellenze
qua e là, in tutto il territorio, e non essere in grado di avere un territorio
eccellente.
Per questo abbiamo chiesto che le forze di sinistra presenti
in Amministrazione Provinciale proponessero l'immediata chiusura di quella discarica,
che in questi anni ha rappresentato quanto di peggio si possa fare per abbattere
il pregio di un territorio ad alta qualità ambientale e produttiva. Poiché
ciò non avviene, Uniti a Sinistra ritiene che solo il ricorso ad un referendum
popolare in tutti i Comuni interessati possa ottenere, fi nalmente, la chiusura
defi nitiva di Monte Ardore e risolvere almeno quel problema, costringere l'amministrazione
Provinciale ad attivarsi per produrre una politica dei rifi uti seria ed in linea
con le direttive della comunità europea, e smetterla di nascondersi dietro
l'aumento dei costi di smaltimento che sono stati causati proprio dalla non politica
in materia di rifi uti Per riuscire in questo siamo aperti e disponibili ad ogni
seria proposta cercando, per questo, l'apporto di tutti.
Umberto
Varoli e Roberto Reverberi Uniti Sinistra/Sinistra Europea di Parma estratto
da PolisQuotidiano.it
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