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Quartiere Pablo: iniziano le attività della Consulta sul sociale ma manca il numero legale dei consiglieri per contrastare il Bilancio Comunale 2007
di Paola Varesi

Si è recentemente insediata la consulta sul sociale (Osservatorio Sociale è il titolo vero e proprio) deliberata dal Consiglio del Quartiere Pablo per discutere insieme ai cittadini le problematiche di ordine sociale che appunto attraversano il Quartiere.

Nelle due sedute che sono state convocate, l'ultima delle quali dei giorni scorsi, sono stati definiti gli ambiti di lavoro entro i quali si muoverà la consulta, specificando che nella sua composizione attuale rimarrà in carica fino alle prossime elezioni amministrative, che vedranno nominato un nuovo Consiglio di quartiere, ma che si spera possa essere - come strumento di lavoro - trasferito già da ora al prossimo consiglio, per dare continuità ad un discorso che adesso, in un tempo così ristretto, si potrà solo abbozzare.
Nonostante la delibera convinta del consiglio sia arrivata tardi rispetto alla richieste di alcuni componenti che all'interno della maggioranza già da tempo si erano espressi per la necessità di un organo di lavoro sulle problematiche sociali che attraversano il Pablo, si è comunque riusciti nelle due sedute di novembre e dicembre a delineare gli ambiti di lavoro della consulta, individuati nei giovani e negli anziani, e alcune linee di indirizzo, che si sviluppano intorno ad un principio fondamentale:

1)la consulta deve essere luogo e occasione di confronto fra cittadini che - insieme alle rappresentanze del consiglio di quartiere - nella consulta trovano le occasioni e le condizioni per discutere la vita e la vivibilità del quartiere per quel che concerne appunto il sociale.
Ma vi devono anche venire a trovare qualche risposta, visto che la consulta si prefigge di coinvolgere in modo permanente le realtà che nel quartiere operano sul sociale, come ad esempio il Polo sociale del comune, l'associazione marinai d'Italia, l'Avis pablo, l'associazione Le Mani Parlanti.

Questa è la linea proposta dal coordinamento della consulta, a cura del consigliere di Rifondazione Comunista, 2) che ha anche prospettato la eventualità di creare un vero e proprio sportello sociale, come interfaccia costante e organizzato con gli abitati su determinate problematiche di ordine sociale.

3) Altra linea di indirizzo è quella della rete, delle informazioni e degli operatori sociali. Nel Pablo mancano infatti punti di sintesi sulle problematiche, appunto, ma anche sulle entità che operano nel quartiere, che oltre a non conoscersi fra loro, e a non conoscere l'ambito di azione, sono spesso anche sconosciute agli stessi cittadini.

4) La consulta potrebbe essere inoltre l'occasione per mettere in rete le attività di intrattenimento che già si fanno nel quartiere, e allo stesso tempo l'occasione per pensarne e proporne anche altre.E' quella della socialità del quartiere un'esigenza molto sentita, che vale non solo per i giovani, ma anche per gli anziani, che superano di gran lunga i primi (il Pablo è il quartiere col maggior numero di anziani di Parma) e che di frequente soffrono di isolamento. Questa situazione è poi particolarmente grave se si guarda alle zone periferiche del quartiere come ad esempio l'area ex Giovanardi, davvero isolata dalla vita delle altre aree del quartiere.

Su questi punti si è trovata una concordanza di vedute, con in primo luogo l'esigenza di attivare la rete informativa, a partire da una anagrafica delle realtà attive sul sociale, e dei servizi che essi sono in grado di offrire.
Riguardo le tematiche - i giovani e gli anziani - che la consulta dovrà affrontare, è apparsa subito la difficoltà a tenerli insieme, proprio per gli approcci diversi che impongono.

E' così che nella seconda seduta si è deciso di separare i due temi, e di parlare di anziani.
'Ospite' dell'incontro è stato Mauro Odoni, coordinatore del Comitato cittadino anziani ed orti, invitato dal coordinamento della consulta con lo scopo di inserire le questioni che interessano gli anziani e il Pablo in un contesto cittadino. Punto di avvio della discussione sono state le osservazioni che il Presidente del Centro Anziani 'Il Tulipano' Marino Marmiroli ha riferito al coordinatore della consulta (Marmiroli infatti non è potuto intervenire di persona) su alcuni aspetti della vita degli anziani nel quartiere che - come ha detto lo stesso Marmiroli - oltre ad essere il più anziano è anche un quartiere di grandi invalidi, spesso soli e in difficoltà, che si rivolgono a badanti straniere divenute negli anni, dopo che si sono date un'organizzazione anche legale, anche arroganti e prepotenti con gli anziani che seguono. E' una situazione questa che ha raggiunto un notevole stato di gravità proprio per il gran numero di anziani che senza una tutela vi si rivolgono, e che il quartiere potrebbe ovviare creando magari un punto di ascolto cui gli anziani si possano rivolgere, e che funga magari da momento di mediazione (e di selezione) per le stesse badanti, sull'esempio della Casa delle badanti creata dall'amministrazione comunale di Borgotaro. Insieme a questo vi sono tanti altri aspetti del disagio della popolazione anziana che sfuggono ai più, come ad esempio le difficoltà legate alle continue modifiche alla viabilità anche pedonale, che sono a tutti gli effetti delle vere e proprie barriere architettoniche. Per contro, c'è anche bisogno di pensare forme nuove di socialità e aggregazione per anziani che nel quartiere facilmente si affezionano al gioco delle carte o a vaghi musicali poco stimolanti, senza cercare altro. Anche questo potrebbe essere un momento di lavoro seguito dal quartiere, secondo il suggerimento di Marmiroli.

E se il lavoro per la consulta sul sociale decisamente non manca, nell'ultimo consiglio non è invece stato raggiunto il numero legale utile per votare il Bilancio comunale di previsione 2007, illustrato ai consiglieri del quartiere qualche giorno prima della riunione di consiglio dal Vicesindaco Buzzi e dagli assessori Lisi e Catellani. Per la maggioranza di centrosinistra erano presenti solo il presidente del consiglio, il consigliere di Rifondazione, uno dei due consiglieri dei comunisti italiani, il consigliere dello Sda. Pochi senz'altro (la minoranza era decisamente più rappresentata) per esprimere la contrarietà e il giudizio di demerito nei confronti di un bilancio esemplato sui precedenti, e che manifestamente ha disatteso tutta una serie di osservazioni che erano state mosse dal centrosinistra del Pablo già in sede di presentazione del bilancio 2006.

Osservazioni inascoltate, appunto, se l'idea di città che si prefigura in questo bilancio 2007 è la stessa del precedente, incurante, per citarne solo alcune fra le tante altre cose, dell'edilizia popolare, di un mondo giovanile che non sia quello che si riunisce in luoghi riconosciuti alla moda, di una idea di cultura che non sia solo intrattenimento (non una parola per la Costituzione e il diritto di voto alle donne, di cui ricorrono importanti anniversari) e dove invece dietro la città cantiere traspare netta l'idea di una città da copertina che poco spazio lascia alla riflessione sul sociale, e alla riflessione che certe scelte di governo hanno sulla praticabilità e vivibilità dei suoi spazi e del suo ambiente.

Paola Varesi



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