Il
sociale, la Resistenza e lo sport, ma anche la raccolta differenziata i temi discussi
in consiglio di Quartiere
di
Paola Varesi
Si è tradotta in una proposta che dovrebbe diventare
operativa fra non molto la sollecitazione nata in seduta dei capigruppo ad aprire
una discussione sulla situazione sociale del Quartiere Pablo. I dati statistici
dicono che il Pablo coi suoi 7300 e più abitanti per km ² è
fra i più densamente popolati della città, insieme a Parma Centro
e Oltretorrente. Sempre dai dati statistici si evince poi che è interessato
da una alta attività migratoria, che ovviamente incide sulla sua socialità
, ma anche sulla richiesta e sull'offerta dei servizi.
La
necessità di aprire una discussione su questi temi ha trovato d'accordo
praticamente tutto il Consiglio, che si è già espresso per organizzare
un primo tavolo assai presto (l'8 giugno) coinvolgendo le associazioni di volontariato,
le cooperative sociali, le associazioni sportive e ricreative, i circoli didattici,
ma anche il responsabile servizio anziani dell'AUSL, e un esperto nel campo degli
studi sociali.
Si
tratta di un primo momento di chiarificazione sugli obiettivi dello studio, anche
per indagare le realtà operative nel sociale effettivamente presenti sul
territorio, e la loro possibilità di interazione con le esigenze dei cittadini,
per verificare poi quanto i cittadini siano effettivamente a conoscenza di queste
realtà e quanto realmente vi ricorrano. E' chiaro che il passo successivo,
fatta l'analisi e individuati alcuni punti di lavoro (e ce ne saranno senz'altro,
alcuni critici) sarà quello di coinvolgere i cittadini, e inaugurare con
loro sul tema un tavolo (e un osservatorio) di dialogo e confronto se possibile
permanente.
La
proposta è piaciuta a tutti i consiglieri che hanno aderito con convinzione,
anche se è stato puntualizzato dal consigliere di Rifondazione Comunista
che al momento teorico dovrà seguire quello delle risposte operative, dell'apertura
effettiva ai cittadini, con le loro problematiche ed esigenze, non ultima quella
di renderli più partecipi alla vita del quartiere, da molti assai poco
conosciuto e frequentato. Sotto questo punto di vista, aggiunge Rifondazione,
avrebbero potuto essere utili le consulte, che ancora il consiglio guarda con
sospetto, più per le esigenze operative che impongono -anche ai consiglieri
- che per effettivi pregiudizi. Ma potrebbe essere l'apertura di questo osservatorio
l'occasione per un loro riconoscimento.
Un buon esempio di integrazione
con il territorio è stata l'iniziativa che nell'occasione delle celebrazioni
del 25 aprile ha visto coinvolte alcune classi delle due scuole presenti nel quartiere,
che nella sala del consiglio hanno potuto ascoltare la testimonianza di un partigiano,
che ha parlato di Resistenza facendo conoscere anche la figura (e gli scritti
e le poesia) di Luigi Marchini, partigiano poi medico molto legato al Pablo. Ma
hanno anche preso contatto con la realtà 'dell'Istituzione Quartiere',
che non è solo un insieme di case e strade ma anche un'entità amministrativa,
per quanto piccola, con un suo consiglio e una sua organizzazione, in grado di
rapportarsi con gli abitanti del Quartiere.
Un po' più dubbia la
positività -almeno secondo i Comunisti Italiani - dei finanziamenti che
vengono erogati ad associazioni sportive come "Parma 2001", che sempre
secondo il Pdci potrebbero essere meglio utilizzati per migliorare la situazione
del verde nel quartiere. Ma se è vero, come è stato obiettato, che
per il verde c'è il comune, e che i finanziamenti di cui è dotato
il quartiere vanno meglio spesi per iniziative meritevoli come quelle sportive,
è altrettanto vero che a livello di quartiere non si devono incoraggiare
iniziative sportive di nicchia, mentre deve essere consentita - nella realtà
dei quartieri più che altrove - la più larga partecipazione alle
attività di tutti i ragazzi.
Altro tema tecnico oggetto delle ultime
discussioni - come sollecitato da Comunisti Italiani e Rifondazione - è
stato quello della raccolta differenziata, sulla base degli esiti di una analisi,
confermata poi dal lavoro della Consulta sul verde e sulla viabilità del
quartiere, che vede il Pablo ben dopo gli altri Quartieri nella pratica della
raccolta differenziata. Che poi un tema solo tecnico non è, visto che i
rifiuti richiamano i temi dell'ambiente, dell'inquinamento, della vivibilità,
e considerato che le scelte che al proposito si fanno sono la conseguenza di orientamenti
politici.
Se poi è vero che un maggior controllo da parte dei vigili,
come dice Del Bono del Pdci, può evitare che i cassonetti per la raccolta
si riempiano di tutto, è anche vero, come dice Rifondazione Comunista,
che il tema riguarda anche la cosiddetta 'educazione alla civile convivenza',
dove - come del resto anche in altri temi di pubblico interesse - hanno un ruolo
anche le responsabilità e le sensibilità dei singoli cittadini,
che - talora - sono più vive di quanto si pensi, e che comunque possono
essere stimolate attraverso una adeguata informazione. Non è possibile
fare ciò che non si conosce. E allora, in questa azione di sensibilizzazione
e informazione i Quartieri e i loro consigli possono recuperare un ruolo vero,
di riferimento e indirizzo nei confronti degli abitanti, riappropriandosi, se
non altro nel dialogo, di quella identità politica di cui sono stati progressivamente
svuotati.
Paola
Varesi