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Articolo di POLIS QUOTIDIANO (Parma) pubblicato il 29/06/2005

Viale Piacenza: no a speculazioni edilizie col paravento dell’Efsa

I cittadini del Pablo e la sinistra di Parma bocciano ancora il progetto di riqualifi cazione, ma il Comune andrà avanti come deciso da tempo

Il vicesindaco contro tutti, contro le istituzioni diverse dal Comune e ben peggio contro una platea di cittadini del quartiere Pablo. L’Amministrazione ha deciso che sul progetto di riqualifi cazione di viale Piacenza non si può più continuare a discutere, alea iacta est , i disegni sono questi e secondo questi si muoveranno le ruspe. Dall’altra parte del tavolo, e del pianeta, sono i residenti dell’area ancora una volta eletta per ospitare servizi di tutti, che all’idea di altro smog e cemento mostrano volti schifati, e al loro fi anco metà politica locale.

Così si presentava il primo incontro pubblico – svoltosi lunedì sera al circolo Il Tulipano – in cui sono stati presentati i dettagli del progetto di Guido Canali, il cui plastico da tempo staziona nell’ufficio dell’assessore all’Urbanistica Daniele Galvani . Paolo Buzzi , il vicesindaco, è stato mandato solo a presentare il ponte Bottego allargato a quattro corsie, la rotonda a fagiolo per piazzale Dalla Chiesa e quelle per gli incroci con via Lanfranco e con viale Pasini (al posto dell’ex-Trionfale, senza rubare i cortili delle scuole, su richiesta dalla Provincia, e senza eliminare il parcheggio accanto al Parco Ducale), un nuovo ponte Nord e soprattutto i 27mila metri quadri di superfi cie utile (30mila nuovi vani e qualche migliaio di parcheggi) da edifi care dove oggi – nel verde – ci sono lo stadio del baseball e il campo da rugby.

Patatrac, che tempesta. E’ ben riuscita l’imboscata, organizzata dalla presidentessa del quartiere Manuela Dodi . Per rispondere a Buzzi c’erano gli assessori Ugo Danni (della Provincia) e Alfredo Peri (della Regione), oltre a tutti i capigruppo comunali d’opposizione e numerosi parmigiani arrabbiati e impauriti, tanto di più da quando l’introduzione dei sensi unici di viale Pasini e Osacca ha dimostrato quanto poco basti per sentirsi scippati del proprio quartiere, che come di edifi ci è costruito di abitudini.

« Di solito i progetti di riqualificazione non si fanno su gusto personale o per parità di bilancio, ma guardando a quante persone abitano le zone interessate – ha affermato Peri (come libero parmigiano) – Il quartiere Pablo, costruito fra servizi di tutta la città come la stazione e l’ospedale, si alleggerisce solo con viabilità alternativa ». « Le nuove infrastrutture stradali non riducono mai il traffico, lo attirano – insiste nella piaga Danni – Se qui viene l’Efsa i flussi di traffico aumenteranno e nel progetto gli interventi compensativi sono deboli ».

E oltre al reale rischio di aumento delle auto, a nessuno di quelli che abitano qui va giù il sacrificio dell’ultima zona verde libera a ridosso del centro: « Se gli impianti sportivi vanno spostati va bene – spiega il portavoce della polisportiva che ha raccolto 2mila fi rme contro il progetto Canali – ma qui lasciateci un po’ di verde attrezzato. Il parco Ducale non assolve alle funzioni di un normale parco che potrebbero usare tutti quelli che stanno nel Pablo e in centro storico ».

Del resto, se anche l’Efsa scegliesse davvero quest’area come sede (la decisione è attesa entro la fine dell’estate, annuncia Peri) non le occorrerebbe tanto cemento: « Questo progetto precede la scelta di Parma come sede Efsa – ha ricordato Piersergio Serventi dei Ds, residente del Pablo per 20 anni – e l’Efsa ha chiesto spazi di meno della metà di quelli che si vogliono costruire. Parma è stata eletta dall’Europa perché città vivibile, è assurdo che ora proprio l’Agenzia alimentare diventi il paravento per speculazioni edilizie. Facciamoci la sede dell’Efsa ma attorno un parco ». Schiacciato fra i suoi cittadini e le pressioni dell’economia, per il vice-sindaco Buzzi non deve esser stato facile prender sonno l’altra sera.

Fabio Bonati


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