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Articolo di POLIS QUOTIDIANO (Parma) pubblicato il 30/06/2005

Critiche su viale Piacenza. Il sindaco: Avanti lo stesso

«Abbiamo due settimane per decidere, altrimenti perdiamo 35 milioni di fi nanziamenti». Ma gli abitanti sono infuriati: non vogliono una colata di cemento nel loro quartiere

Il progetto Canali per viale Piacenza sta dividendo la città, e intanto il sindaco annuncia un’improvvisa accelerazione dei tempi: « Abbiamo una o due settimane per decidere – ha detto Elvio Ubaldi , interrotto almeno quattro volte da fi schi e insulti ad un burrascoso incontro organizzato da Civiltà parmigiana martedì sera allo Starhotel du Parc – Ci sono 35 milioni di euro disponibili, vanno fermati ora o mai più, e poi si procede. Li volete qui nel Pablo o li dobbiamo spostare altrove? Potremmo fare anche un referendum, ma non c’è più il tempo ». Il progetto – che va sotto l’etichetta di “Riqualificazione di viale Piacenza” – è organizzato in nove diversi stralci. « Entro luglio sarà abbattuta l’ex-Trionfale – annuncia l’assessore all’Urbanistica Daniele Galvani – al suo posto un edifi cio di uguale volumetria ma sviluppato in altezza e una grande rotonda. Siamo ormai al termine dell’avvio dell’iter anche per fare un nuovo edifi cio al posto della ex-Fulgor, accanto all’albergo, ed abbiamo avviato le procedure per la variante di destinazione urbanistica per l’area degli impianti sportivi ». Eccolo il terreno della battaglia, l’ultimo fazzoletto verde disponibile accanto al centro della città, che i cittadini – una volta spostati baseball e rugby – vorrebbero recuperato all’uso pubblico per le funzioni di svago che non assolve il Parco ducale (e qualcuno noterà che non si chiama più giardino pubblico come una volta) ma che l’amministrazione destina all’ennesima colata di cemento. Quando si parla dell’opportunità di rifare – o fare per la prima volta dopo 40 anni – i marciapiedi, tutti sono d’accordo. Clima disteso anche nel ripensare la viabilità, con una serie di strade che devino il traffico prima che arrivi su viale Piacenza e allarghino i nodi che oggi causano code (anche per questi l’assessore alla Viabilità Pietro Vignali promette tempi rapidissimi: « Tutti interventi pronti in uno o due anni », risponde a chi teme di essere troppo vecchio per vedere la fine delle opere elencate, ovvero sei rotonde, l’abbassamento di via Reggio per far passare il bus nel sottopasso, un ponte nuovo e uno allargato, la pista ciclabile Baganzola-strada Dei Mercati e lo spostamento della ferrovia Pontremolese). Arrivati ai campi sportivi, invece, scoppia la lite, e martedì sera è stata lite vera, accesa, con accuse di corruzione da una parte e dall’altra. Ubaldi che microfono alla mano ha supposto l’esistenza di « poteri forti dietro il comitato in difesa di viale Piacenza », e ha fatto il nome di Collecchio, che vorrebbe ostacolare l’insediamento dell’Efsa in città. I cittadini del Pablo, urlando « Buffone, buffone, tu non sei il mio sindaco », che alludono a speculazioni edilizie su chi vuole edifi care anche l’area dei campi sportivi. E poi ancora il sindaco – voce divenuta insicura – taccia di « patetici nostalgici » questi che difendono il « quartiere più brutto di Parma, una schifezza » e « sono delle balle che ci vogliono le aree verdi ». Dall’assemblea continuano le grida, persone che si dicono offese e abbandonate, che rinnegano i loro voti in altri tempi dati alla campana. E nella confusione, si è persa l’occasione per approfondire il pomo della discordia. Nessuno ha mai detto quanto vale quel terreno così appetibile, ma forse è abbastanza da desiderare di tenerlo per la città. Il progetto dell’architetto Guido Canali , presentato pubblicamente la prima volta già nel 2003, vi disegna invece un grosso direzionale, 27mila metri quadri di superfi cie utile disposti in tanti edifi ci bassi. Certamente, quando ancora non si avevano quei finanziamenti straordinari arrivati invece con la legge per l’Efsa, costruire e poi vendere uffi ci poteva servire per pagare l’intera riqualifi cazione. Ora che i soldi ci sono, perché persistere nel sacrificio dell’ultimo spazio verde utilizzabile? Una domanda che resta irrisolta. « Siamo disposti a rivedere questo stralcio del progetto – ha comunque detto e ripetuto Galvani, raccogliendo applausi – Lasciando lì il direzionale ma alzando gli edifici in modo che parte dello spazio possa davvero diventare un parco ». Chissà. Si attendono sviluppi, e non occorrerà pazientare molto. Intanto, al referendum ci pensa www.polisquotidiano.it, dove da oggi tutti possono votare pro o contro il progetto Canali.

Fabio Bonati


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